AI, Volt LogIQ crea modelli digitali delle aziende: dalla depurazione in Alto Adige alla desalinizzazione negli Emirati Arabi
Gli agenti AI di Volt LogIQ possono contribuire a ottimizzare i processi delle aziende. Secondo il CEO Steger, in un caso documentato un controllo che prima richiedeva circa sedici ore al mese oggi richiede meno di un'ora

BOLZANO. Come usare l'intelligenza artificiale tenendo i dati aziendali al riparo dei grandi provider? Un modello digitale della propria azienda creato con l’AI e mantenuto su server fisicamente installati in azienda. È la promessa di Volt LogIQ, la startup altoatesina che vuole aumentare la produttività delle aziende tramite l’intelligenza artificiale, il tutto nella perimetro controllato di server locali.
La startup, che ha partecipato all’ultima edizione di To The Peak (QUI ARTICOLO), il summit bolzanino dedicato proprio a queste realtà innovative, crea degli agenti digitali che mappano e mettono in relazione i dati autorizzati di una determinata azienda, ricostruendo i collegamenti tra le sue diverse parti.
“Le aziende ormai non possono fare a meno dell’AI – spiega Daniel Steger, cofondatore e CEO della startup –, ma affidarsi ai modelli basati sul cloud come, per esempio, ChatGPT o Claude può comportare dei rischi. Il trattamento dei dati e dei documenti caricati dipende dal servizio, dalle impostazioni e dal contratto, senza contare poi la possibilità di fughe di dati, eventualità che hanno già coinvolto più di uno di questi servizi”.
Esemplare il caso di Samsung: che nel 2023 alcuni dipendenti hanno condiviso informazioni riservate, tra cui codice sorgente, inserendole in ChatGPT per attività di lavoro.
Tra le soluzioni proposte da Volt LogIQ c'è un agente AI interno all’impresa, che può essere ospitato su un server anch’esso interno. “In questa configurazione le aziende possono sfruttare le potenzialità dell’AI, mantenendo, nell'operatività ordinaria, dati ed elaborazione nel perimetro locale concordato e riducendo alcuni rischi legati ai servizi esterni", spiega Steger.
Il percorso di Volt LogIQ parte nel 2024 e comincia subito con l'acquisizione di clienti in vari settori: dall’alimentare alla vendita all’ingrosso, passando anche per l’edilizia. “Inizialmente ci siamo posizionati in modo molto orizzontale, includendo imprese di molti settori diversi – racconta il CEO –. Purtroppo, offrire una piattaforma privata e personalizzata a ciascuno di loro richiede troppe risorse”.
Le difficoltà non li hanno fermati: “Abbiamo sviluppato un'architettura, oggetto di domanda di brevetto, che ci permette di capire velocemente come funziona un’azienda o un impianto e, di conseguenza, il settore in cui opera. In questo modo riusciamo ad inserirci molto più velocemente in nuovi settori", dice Steger. Secondo i dati all'azienda, in un caso comparabile il processo di implementazione della seconda azienda dello stesso settore si è ridotto di oltre l'80 per cento.
C’è però un settore su cui Volt LogIQ cerca di specializzarsi: quello delle infrastrutture critiche. In particolare gli impianti di depurazione dell’acqua. Gli agenti AI creati dalla startup sono progettati per costruire un modello digitale contestuale dell'impianto, mettendo in relazione i singoli componenti, la documentazione e le schede tecniche. È ciò che Volt LogIQ definisce "dare un battito all'impianto": trasformare il flusso continuo di segnali, allarmi, analisi di laboratorio, registri e procedure in un quadro unico e aggiornato, che aiuti gli operatori a capire che cosa sta cambiando e dove concentrare le verifiche.
“L’AI acquisisce quindi i dati autorizzati con la frequenza definita per ogni fonte e, dopo una validazione specifica dell'impianto, può aiutare a individuare eventuali anomalie e fornire indicazioni e consigli – puntualizza il cofondatore –. Inoltre rende possibile confrontare scenari, per esempio sull’utilizzo di nuovi prodotti chimici, prima di dover effettuare misure controllate sull’impianto”. Le decisioni operative rimangono comunque agli addetti dell'impianto.
Secondo quanto dichiarato da Steger, Volt LogIQ ha già avviato dei progetti pilota nei primi impianti di depurazione dell'Alto Adige. Il potenziale del controllo avanzato è già stato misurato in impianti a scala reale: uno studio pubblicato nel 2021 su Water Research, basato su 7 anni di esercizio, ha associato cinque strategie di controllo avanzato a una riduzione del 21,79 per cento del consumo energetico specifico e un risparmio del 20 per cento dei prodotti chimici nel processo di rimozione del fosforo.
Adesso l’obiettivo sono gli impianti di desalinizzazione, in particolare quelli degli Emirati Arabi Uniti, dove Volt LogIQ punta ad avviare le prime collaborazioni.
Tra le possibilità degli agenti AI anche l'automazione dei processi ripetitivi. “In un caso documentato, l'automazione ha ridotto di oltre il 95 per cento il tempo necessario per un controllo amministrativo ricorrente", spiega Steger. Il sistema elabora i dati e segnala le eccezioni, mentre la verifica e l'approvazione finale restano affidate a una persona. Il tempo liberato può così essere dedicato ad attività che richiedono giudizio, relazione o competenze specialistiche.
E il prossimo passo? Portare questo «battito» oltre i primi progetti pilota. Dai depuratori altoatesini ai grandi impianti di desalinizzazione degli Emirati, la scommessa di Volt LogIQ è la stessa: fare in modo che un’azienda o impianto non si limiti a produrre migliaia di dati, ma riesca a raccontare in tempo utile che cosa sta cambiando, perché conta e dove gli operatori devono concentrare le verifiche. Un battito digitale, insomma, per aiutare chi ogni giorno tiene in funzione infrastrutture essenziali.


















