"Caro carburante, per agenti di commercio più costi per lavorare". La Fnaarc: "Tornati a situazione che ricorda il periodo del Covid, servono certezze e non solo proroghe"
Il caro carburante torna a pesare sull’attività degli agenti e rappresentanti di commercio, categoria per la quale l’automobile rappresenta uno strumento di lavoro indispensabile. La Fnaarc: "Chi svolge un’attività basata sulla mobilità ha bisogno di poter programmare i propri costi”

TRENTO. “Per noi l’auto e il carburante non sono è un optional, ma uno strumento di lavoro”. Il nuovo aumento dei prezzi dei carburanti (QUI ARTICOLO) torna a preoccupare gli agenti di commercio trentini, costretti ogni giorno a percorrere centinaia di chilometri per la propria attività. Con il gasolio che in autostrada ha superato in alcuni casi i 3 euro al litro, Fnaarc Trentino rilancia l’allarme della Federazione nazionale e chiede interventi strutturali per contenere i costi e garantire maggiore certezza alla categoria.
“Per gli agenti di commercio – spiega il presidente Filippo Muraglia – il carburante non è una voce di spesa accessoria: è un costo direttamente legato alla possibilità stessa di svolgere il proprio lavoro. Gli agenti percorrono ogni giorno centinaia di chilometri per incontrare clienti e visitare aziende e non possono semplicemente ridurre gli spostamenti quando il prezzo alla pompa aumenta”
“Siamo tornati per certi versi – prosegue Muraglia – a una situazione che ricorda quella vissuta durante il periodo del Covid, quando il costo del trasporto arrivava a incidere in maniera significativa sul valore complessivo dei prodotti. Oggi la situazione è diversa, ma il principio non cambia: per chi deve percorrere quotidianamente grandi distanze, ogni aumento del carburante si traduce direttamente in maggiori costi per lavorare”.
A preoccupare, viene ribadito da Fnaarc, è anche il livello raggiunto dai prezzi in alcuni punti vendita e in alcuni distributori autostradali è stata superata la soglia dei 3 euro al litro: il prezzo più elevato è stato rilevato sulla A22, dove il Supreme Diesel servito ha raggiunto quota 3,159 euro al litro. “Si tratta di un caso limite riferito a un carburante speciale – viene specificato – inserito tuttavia in un quadro di aumenti generalizzati: il prezzo medio del gasolio in modalità self sulla rete autostradale è arrivato a 2,207 euro al litro”.
“Sono numeri – prosegue Muraglia – che rendono bene l’idea della difficoltà con cui oggi gli agenti devono fare i conti. Un intervento temporaneo può certamente dare un po’ di respiro, ma non risolve il problema alla radice. Chi svolge un’attività basata sulla mobilità ha bisogno di poter programmare i propri costi”.
Per Fnaarc, viene osservato, resta centrale anche il tema della fiscalità dell’automobile utilizzata per l’attività professionale, con gli agenti cambiano frequentemente il proprio veicolo a causa degli elevati chilometraggi e oggi devono inoltre confrontarsi con una transizione tecnologica che rende ancora più complessa la scelta dell’auto.
“Per questo è necessario che anche il sistema fiscale tenga conto della realtà concreta di chi utilizza il veicolo come vero e proprio strumento di lavoro. Come Fnaarc Trentino – spiega il presidente di Fnaarc Trentino – condividiamo quindi la richiesta della Federazione nazionale: servono interventi strutturali che consentano agli agenti di programmare la propria attività e i propri investimenti con maggiore certezza”.
Il tema del carburante e quello della fiscalità dell’auto sono, chiosa Muraglia, due facce dello stesso problema: “Rendere sostenibile il lavoro di una categoria che ogni giorno si muove sul territorio per mantenere vivo il rapporto tra imprese e mercato”.














