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Trento
07 maggio | 17:02

Caro carburanti, l'allarme di Confindustria: "Vissuta una situazione analoga nel 2022, ma oggi il contesto geopolitico è ancora più complesso. A rischio tenuta autotrasporto"

Confindustria del Trentino interviene sul costo dei carburanti: “Le ripercussioni sull'intero sistema economico e produttivo sono sempre più evidenti e preoccupanti”

di Redazione

TRENTO. “L'aumento dei costi dei carburanti continua a esercitare una pressione significativa sul settore dell'autotrasporto. Le ripercussioni sull'intero sistema economico e produttivo sono sempre più evidenti e preoccupanti”.

 

È questo l'allarme che Confindustria del Trentino lancia di fronte al caro carburante, che da diversi mesi sta avendo pesanti effetti nel contesto produttivo italiano – e trentino.

 

“Abbiamo già vissuto una situazione analoga nel 2022 – dice Stefano Pedot, presidente della Sezione trasporti e logistica di Confindustria Trento – con lo scoppio del conflitto russo-ucraino, quando il prezzo del greggio ha superato i 100 dollari al barile, mantenendosi su livelli molto elevati per diversi mesi. Oggi, le tensioni legate al conflitto tra Stati Uniti e Iran ci riportano a uno scenario simile, ma in un contesto geopolitico ancora più complesso”.

 

Guardando al sistema logistico nel suo complesso, continua Confindustria, i costi di trasporto rappresentano la voce più rilevante, con un'incidenza pari al 45% sul totale. Un dato che conferma quanto il settore dell'autotrasporto sia centrale per l'equilibrio e la sostenibilità dell'intera filiera produttiva.

 

“Le imprese del settore trasporto – continua Pedot – si trovano oggi a operare in un contesto estremamente complesso. Da un lato, l'entità dei rincari rende impossibile assorbire ulteriori aumenti; dall’altro, non è semplice trasferire integralmente questi aumenti sui clienti, soprattutto nell’ambito di contratti di lunga durata. Esistono strumenti contrattuali di adeguamento legati alle variazioni del prezzo del carburante, ma la loro applicazione rigida può comportare rischi significativi: dalla perdita del cliente, in assenza di rapporti di fiducia consolidati, fino al trasferimento degli extra-costi sul consumatore finale. Il momento è delicato. È fondamentale che si continui a sostenere le imprese con misure mirate e concordate con le maggiori Associazioni degli autotrasportatori, per evitare una perdita di competitività del sistema Paese e tutelare la tenuta dell’intera filiera produttiva”.

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