Fatturato in calo nel 2025 per l'acquacoltura ma quest'anno è in crescita nonostante rincari energetici e instabilità: "La ripartenza passa da qualità e innovazione"
Produzione, qualità certificata e innovazione al centro dell’assemblea: aumenta il peso dell’Igp e si rafforzano investimenti in sostenibilità e ricerca. Il bilancio di Astro e del Consorzio di tutela

TRENTO. Un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche, rincari energetici e instabilità dei mercati, incide profondamente anche sul comparto ittico. Nonostante questo scenario, l’acquacoltura trentina dimostra capacità di tenuta e di rilancio, tanto che i primi mesi del 2026 sono in crescita.
Tante difficoltà ma il sistema Astro e Consorzio di tutela sembra confermare un certo dinamismo di adattamento e innovazione.
"L’unità del settore e la condivisione degli obiettivi sono determinanti per affrontare le sfide future e consolidare lo sviluppo dell’acquacoltura trentina", commenta Vittorio Facchini, presidente del Consorzio di tutela, mentre Roberto Simoni, presidente della Cooperazione Trentina, si è complimentato con i soci di Astro che “hanno saputo valorizzare un prodotto di eccellenza, puntando su qualità, innovazione e attenzione al territorio, e testimoniare uno spirito cooperativo vivo e dinamico”.
Un settore che vale oltre 35 milioni di euro. Il comparto ittico provinciale conta 40 imprese attive su 70 impianti e, nel 2025, ha generato una produzione lorda vendibile di 35,8 milioni di euro, dando lavoro a circa 500 addetti.
"Viviamo una fase complessa, segnata da instabilità internazionale e mercati incerti, ma il Trentino ha già dimostrato di saper reagire e guardare avanti", dice Giulia Zanotelli, secondo la quale anche in vista della nuova Pac l’agricoltura di montagna debba ricevere maggiore attenzione: “Come Provincia continueremo a sostenere investimenti e progettualità concrete, fondamentali per la tenuta economica e sociale del territorio. Preoccupano alcune prospettive sul futuro delle risorse e degli strumenti comunitari, ma siamo già al lavoro per tutelare le nostre imprese. E' compito della Provincia continuare a valorizzare gli elementi distintivi della nostra agricoltura. Importante sarà dunque rafforzare la promozione, a partire dal marchio Qualità Trentino, coinvolgendo distribuzione, turismo e consumatori”.
Il futuro del comparto, continua Zanotelli, si costruisce investendo in formazione, innovazione e ricambio generazionale, facilitando anche nuovi ingressi nel settore. "Il dialogo con le cooperative e i produttori resta centrale per costruire risposte efficaci e condivise".
Nel dettaglio, Astro ha registrato un fatturato di 8,1 milioni di euro (-1,23% rispetto all’anno precedente), mentre il Consorzio di tutela ha raggiunto 5,9 milioni di euro. Il fatturato complessivo delle due realtà si attesta così a circa 14 milioni di euro.
Una flessione contenuta, legata soprattutto a un calo della produzione nei primi mesi del 2025 e a scelte di riorganizzazione commerciale, che hanno inciso temporaneamente sui volumi. "Le previsioni per il 2026 – spiega il direttore Diego Coller – sono di crescita. Infatti, già nei primi mesi di quest’anno abbiamo registrato una crescita del fatturato del 18,37% rispetto all’anno precedente. Un segnale concreto di ripartenza che conferma la solidità del sistema cooperativo ittico trentino".
Prosegue la crescita del marchio Igp, unico in Italia nl comparto trote, che nel 2025 ha rappresentato il 63,33% del prodotto fresco venduto, cioè 343 tonnellate su 542 complessive. Un dato in aumento rispetto all’anno precedente, che testimonia il crescente apprezzamento da parte dei consumatori per un prodotto certificato, legato al territorio e sinonimo di qualità e sicurezza alimentare.
Nel 2025 è stato confermato l’impegno che ha portato al raggiungimento di importanti certificazioni, che evidenziano la qualità del prodotto e la sostenibilità della produzione. E' stata ottenuta la certificazione Global Food Safety Initiative e il marchio ambientale “Friend of the Sea”. Inoltre, è stata implementata la certificazione Bio e quindi è proseguita la commercializzazione dei prodotti biologici trota fario e salmerino alpino.
"Elementi fondamentali per rafforzare la presenza sui mercati – spiega la presidente di Astro Barbara Pellegri – e rispondere alla crescente attenzione dei consumatori verso sostenibilità e sicurezza”.
Importante anche il ruolo delle politiche di sostegno, a cominciare dalla nuova programmazione del Fondo Europeo Affari Marittimi Pesca e Acquacoltura (Feampa 2021-2027), previsto dal Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e gestito dall’Assessorato all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali della Provincia di Trento, che ha messo a disposizione risorse complessive per circa 6,5 milioni di euro a favore del settore ittico trentino, grazie all’integrazione tra fondi nazionali e provinciali. A cui si aggiunge il supporto alle attività di promozione, fondamentali per rafforzare la notorietà del prodotto sui mercati nazionali.
Tra i progetti strategici spicca “Competitività e sostenibilità dell’acquacoltura di montagna”, che coinvolge nove aziende ittiche insieme alla Fondazione Edmund Mach e all’Università di Bologna, per un valore complessivo di oltre 11 milioni di euro. Prosegue espandendosi il progetto Omega 3, che nel 2025 ha visto l’avvio della ristrutturazione dell’impianto per la trasformazione dei sottoprodotti della lavorazione in oli e farine ad alto valore aggiunto, con possibili sviluppi nei settori pet food e farmaceutico.
Continua inoltre l’impegno nella ricerca sulla qualità dell’alimentazione e nella riduzione degli sprechi, con importanti ricadute sia economiche che ambientali. Infine, nel corso del 2025, grazie anche alla collaborazione con gli uffici della Provincia di Trento, è stato ultimato e sottoscritto l’Accordo di programma per una gestione sostenibile degli impianti ittiogenici.












