Viticoltori: arrivato il Fondo Ist che tutela il reddito. Co.Di.Pr.A è il primo consorzio in Italia ad ottenere questo strumento per sostenere il settore
Marica Sartori, direttrice del Co.Di.Pr.A di Trento: “Il nostro consorzio è il primo in Italia ad aver ottenuto il riconoscimento ministeriale per un fondo di stabilizzazione del reddito dedicato al settore vitivinicolo”. Il Fondo Income Stabilization Tool (ist) Uva è dunque una novità, uno strumento importante che punta a tutelare il reddito aziendale, permettendo così alle aziende vitivinicole, nonostante le oscillazioni del mercato, di continuare ad avere un ruolo nelle filiere commerciali

TRENTO. Un nuovo strumento per tutelare il reddito dei viticoltori e garantire maggiore stabilità alle imprese agricole in un contesto economico sempre più incerto. Il Consorzio di Difesa dei Produttori Agricoli di Trento (Co.Di.Pr.A) ha ottenuto da parte del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) il riconoscimento per il primo fondo di stabilizzazione del reddito (Fondo IncomeStabilization, Ist) dedicato al settore vitivinicolo in Italia: un traguardo definito storico per la gestione del rischio in agricoltura.
A presentare la novità è la direttrice del Consorzio, Marica Sartori, che sottolinea come il 2026 sia stato il primo anno in cui la normativa nazionale ha consentito di attivare questo tipo di strumento per il comparto dell'uva da vino: “Siamo riusciti a costituirlo in tempi record – spiega –, grazie alla collaborazione tra istituzioni, organizzazioni agricole e produttori, il decreto ministeriale è stato firmato e il fondo è già operativo per l'anno in corso”.
Il nuovo strumento si inserisce dunque nell'evoluzione delle politiche europee per la gestione del rischio in agricoltura. Se fino a oggi la tutela degli agricoltori era affidata principalmente alle polizze assicurative contro eventi atmosferici come grandine, gelate o altre calamità, il nuovo fondo punta a proteggere direttamente anche e soprattutto la redditività delle aziende.
“Non si tratta più soltanto di difendere il raccolto – evidenzia Sartori –, ma di sostenere il reddito delle imprese quando subisce forti oscillazioni a causa delle crisi di mercato o dell'aumento dei costi di produzione. Stabilizzare il reddito significa dare continuità alle filiere, favorire gli investimenti e garantire il ricambio generazionale nelle aziende agricole”.
Il meccanismo è differente rispetto a quello delle tradizionali assicurazioni agricole. Non viene infatti valutato il danno subito in campo, ma il reddito complessivo dell'azienda: se a causa di una crisi generalizzata del mercato, riconosciuta secondo i parametri ministeriali, il reddito annuale del viticoltore registra una diminuzione superiore al 20% rispetto alla media di riferimento, il fondo può intervenire coprendo addirittura fino al 70% della perdita subita.
“Gli strumenti non sono alternativi alle polizze assicurative agevolate, ma complementari – precisa sempre la direttrice –. Le aziende possono così contare su una protezione più completa, sia rispetto ai danni produttivi sia rispetto alle più frequenti fluttuazioni e modifiche del mercato”.
Negli ultimi anni il Co.Di.Pr.A aveva già attivato fondi analoghi per il settore melicolo e per il latte bovino, l'estensione al comparto vitivinicolo rappresenta però un passaggio particolarmente significativo per il territorio trentino, dove la viticoltura costituisce uno dei principali motori economici e occupazionali (il settore vitivinicolo conta infatti un valore di oltre cento milioni).
Ora l'obiettivo del Consorzio è diffondere e ricevere la massima adesione possibile tra i produttori e agricoltori: “È necessario dare risalto alla notizia, far capire alle imprese l’importanza di uno strumento del genere” spiega la direttrice Marica Sartori. Il regolamento e la documentazione necessaria sono già disponibili sul sito dell'ente, mentre gli uffici stanno organizzando incontri informativi e attività di divulgazione, compreso un podcast dedicato al funzionamento del fondo.
“Più agricoltori aderiranno – conclude Sartori –, maggiore sarà la capacità dello strumento di sostenere il settore nei momenti di difficoltà. In una fase storica caratterizzata da forte instabilità economica e volatilità dei mercati, offrire una protezione al reddito delle imprese agricole significa investire sul futuro dell'intero territorio".












