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Trento
22 aprile | 20:10

La svolta del vino in val di Cembra, i produttori si uniscono per una visione strategica: "Un approccio assolutamente nuovo"

Il gruppo, composto da un’assemblea di 29 produttori che riunisce la quasi totalità delle cantine e distillerie del territorio affiancate dal supporto di una rete di volontari e delle istituzioni locali, nasce al termine di un percorso di formazione triennale promosso dall’Associazione Turistica Val di Cembra per favorire il dialogo, il confronto e la collaborazione tra operatori del settore nella convinzione di quanto vino e terrazzamenti rappresentino un potente e distintivo driver di promozione territoriale

VALLE DI CEMBRA. Finalmente nel comparto vitivinicolo trentino qualcosa si muove. Merito di un gruppo di produttori del comparto enoico della valle del porfido, decisi a compattare le loro strategie promozionali senza badare ad assurdi campanilismi. Puntando a ridefinire i valori del loro habitat e - di fatto - applicando il concetto di Unità geografica ambientale, rafforzativo che in questo caso potrebbe essere semplicemente Cembra, senza troppo badare alla Doc Trentino e neppure all’Igt Dolomiti.

 

L’iniziativa, davvero stimolante e strategica, è stata annunciata con una nota molto dettagliata. Dove il concetto di ambito territoriale è ben definito: tutti i produttori insieme per una voce unica e una nuova visione strategica.

 

Una formazione composta da 29 membri e che riunisce la quasi totalità delle cantine e distillerie del territorio affiancate dal supporto di una rete di volontari e delle istituzioni locali, nasce al termine di un percorso di formazione triennale promosso dall’Associazione Turistica Val di Cembra per favorire il dialogo, il confronto e la collaborazione tra operatori del settore nella convinzione di quanto vino e terrazzamenti vitati rappresentino un potente e distintivo driver di promozione territoriale, tra l’altro strategicamente complementare all’offerta turistica dolomitica della vicina Val di Fiemme.

 

Sono 29 le aziende pronte ad accogliere anche qualche prestigioso vignaiolo trentino ‘in trasferta permanente’ nella vallata dove i muri a secco si trasformano in cerniere di colture e dunque amalgamo culture enoiche di grande fascino.

 

L’associazione si rafforza e amplia così obiettivi e campi di intervento superando il perimetro organizzativo della rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna per andare a portare un contributo decisivo in tutti gli eventi enologici del territorio: Baiti en festa, Caneve en festa e DoloViniMiti, il festival dei vini verticali. Non solo. L’obiettivo è infatti più ambizioso: creare un vero e proprio “think tank” per affrontare in maniera sinergica tutte le questioni strategiche che riguardano la valorizzazione del vino cembrano e la promozione territoriale, nella consapevolezza di quanto queste due anime siano, e debbano rimanere, profondamente connesse tra loro.

 

Una vision condivisa, quindi, che passa dalla individuazione dei vini più rappresentativi a quella dei mercati di riferimento, dalla definizione delle modalità di comunicazione alle scelte enologiche in termini di stile, qualità, identità, fino all’accoglienza in azienda.

 

A guidare il gruppo, Nicola Zanotelli di Zanotelli Wines nel ruolo di presidente supportato da Mattia Clementi di Man Spumanti in qualità di vicepresidente e da un direttivo composto da Ezio Dallagiacoma di Cembra Cantina di Montagna, Mario Esposito di Corvée, Federico Paolazzi di Pietra di Confine, Martino Paolazzi di Distilleria Paolazzi, Sabina Pellegrini di Villa Corniole, Lorena Serafini di Tenuta Novei, Simone Tiefenthaler della neonata Cantina Tiefenthaler, affiancati da Vera Rossi, in rappresentanza dell’Associazione Turistica di cui è presidente, e da Michael Nicolodi, in rappresentanza del Comune di Cembra, di cui è consigliere.

 

Un approccio assolutamente nuovo – spiega il presidente Nicola Zanotelli – che sta già dando interessanti frutti. Comune intento è raccontare il nostro meraviglioso territorio e trasferire quanto questo sia protagonista in ogni nostro calice".

 

Diverse le aree di intervento prioritarie. A partire dalla promozione, sia internamente che verso l’esterno, della assoluta unicità del terroir cembrano, anche attraverso l’individuazione di un vino simbolo che possa esprimere una identità territoriale condivisa e riconoscibile sui mercati e un lavoro di zonazione enologica, in collaborazione con la Fondazione Mach. E poi il rafforzare il coordinamento tra manifestazioni enologiche e il format Dolo-Vini-Miti che, in quanto festival dei vini verticali, presenta tutti i presupposti per tradursi in un appuntamento di riferimento nel panorama locale, provinciale e nazionale valorizzando a 360 gradi l’offerta enologica della valle e il tema della verticalità come elemento distintivo.

 

Bisognerà infine - si legge nel comunicato - lavorare sul potenziamento dell’offerta ristorativa, fondamentale per completare l’esperienza turistica ma ancora carente in valle, e sullo sviluppo di servizi complementari di fruizione del territorio, incentrate su autenticità del luogo e della sua gente, anche attraverso esperienze di accoglienza diffusa.

 

Insomma, un caso concreto, molto positivo, per movimentare il vino trentino, da tempo alle prese con strategie promozionali faraoniche, ma quasi sempre poco incisive nella giusta valorizzazione. Cembra vuole invertire la tendenza. Ribadire come il territorio debba essere presenza, non una effimera decorazione. Rispettando gesti e linguaggi viticoli di una comunità con profonde radici. Vere.

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