"Il diesel cresce ma per noi tassisti nessun aiuto: qualcuno inizia a chiedersi se continuare. Da prima della guerra carburanti +30%, ma le tariffe rimangono ferme"
A fare il punto sul settore a Trento è il presidente della cooperativa Radio Taxi Trento, Kledion Mhilli, che raccoglie 39 delle 40 licenze cittadine: "Se sale il gasolio non sale la corsa: sale il costo, e a diminuire è il nostro incasso. Per il nostro settore però di aiuti ad oggi non ne abbiamo ancora visti"

TRENTO. “Con altri aumenti dovremo chiederci se conviene andare avanti: non si può lavorare in perdita”. Era questo il grido d'allarme che, di fronte ai recenti fortissimi aumenti nel costo dei carburanti, avevano lanciato ieri su il Dolomiti gli autotrasportatori (Qui Articolo), tracciando il quadro di una situazione sempre più “al limite”.
E mentre il prezzo del gasolio a livello italiano continua a salire – domenica ha toccato, secondo i dati del Sole 24 Ore, i 2,294 euro medi al litro, in crescita dai 2,266 del giorno precedente – a essere particolarmente colpiti dai rincari oggi sono tutti i settori che trovano proprio nei carburanti una delle maggiori voci di spesa. E tra questi, naturalmente, c'è quello dei tassisti.
“Le nostre tariffe sono fisse, non si modulano sulla base del costo del carburante. E nonostante tutto, di aiuti ad oggi noi non ne abbiamo ancora visti”.
A parlare è il presidente della cooperativa Radio Taxi Trento, Kledion Mhilli, che raccoglie 39 delle 40 licenze cittadine: “Se sale il gasolio – continua nel fare il punto sulla situazione del comparto nel capoluogo – non sale la corsa: sale il costo, e a diminuire è il nostro incasso. Noi giriamo a 1,30 euro al chilometro in città e a 2,20 euro al chilometro nelle aree extraurbane, più lo scatto alla chiamata e il supplemento festivo e notturno. È una tariffa che si stabilisce a livello comunale ed il prossimo aggiornamento è in programma per il 2028. Rispetto agli autotrasportatori però, dobbiamo calcolare nelle spese anche i ritorni a vuoto: se dalla stazione porto un cliente a Gardolo e poi torno indietro senza nessuno a bordo, quei chilometri sono un costo netto”.
Il riferimento al mondo del trasporto merci, continua Mhilli, si configura però anche sotto un altro aspetto: quello appunto degli aiuti a livello nazionale. Nelle scorse settimane è infatti arrivata la conferma della messa a disposizione di un fondo di circa 300 milioni per un contributo straordinario agli autotrasportatori per il recupero, fino al 70%. degli extra-costi sostenuti tra marzo e agosto 2026. Un credito d'imposta che, stando alle stime della Cna Fita, potrebbe portare a un contributo fino a 1400 euro per ogni veicolo.
“Per il nostro settore di aiuti non se ne sono ancora visti – sottolinea nuovamente il presidente della cooperativa di tassisti trentina – e solo di carburante le nostre spese sono cresciute circa del 30% dal periodo antecedente l'inizio della guerra in Iran, quando i prezzi del gasolio si aggiravano mediamente attorno agli 1,7 euro al litro. Facendo due conti, tra i nostri associati un mezzo medio poteva arrivare a costare 7-8mila euro l'anno solo di carburante: proiettato su base annua oggi quel valore sarebbe superiore agli 11mila. E si tratta di una sola delle varie voci di spesa che hanno segnato grossi aumenti: a questa vanno aggiunte per esempio i prezzi sempre maggiori delle vetture, in circa 10 anni abbiamo visto per alcuni modelli aumenti di quasi il 60%, e delle manutenzioni periodiche necessarie”.
Come per gli autotrasportatori, continua Mhilli, anche i tassisti possono contare su una misura di rimborso delle accise: “Sul totale di spesa per i carburanti però parliamo appena di un 5%. In termini assoluti, prima dell'inizio del conflitto si parlava di circa 400 euro l'anno: nello stesso periodo, le spese mensili di mantenimento del mezzo, comprensive di carburante, si aggiravano tra i 2.500 e i 3.000 euro. E oggi il dato è naturalmente ancora superiore”.
Nel frattempo le notizie che arrivano dal Medio Oriente non sono certo rassicuranti: la situazione continua a essere estremamente tesa intorno ai due passaggi chiave per il trasporto di petrolio in particolare per i mercati asiatici: Hormuz, nel Golfo Persico, e Bab el Mandeb, nel Mar Rosso meridionale – minacciato negli scorsi giorni dalla rapida avanzata delle milizie Houthi, sostenute dall'Iran (Qui Articolo).
Come già riportato negli scorsi giorni, in altre parole, se la situazione non dovesse migliorare rapidamente sul fronte geopolitico, ulteriori aumenti dei prezzi alle pompe sono probabili nelle prossime settimane.
Ed è proprio di fronte a questo contesto, continua Mhilli: “Che qualcuno nel nostro settore inizia a chiedersi se convenga continuare. Se il gasolio dovesse salire ancora, se ci si dovesse avvicinare per esempio ai 3 euro al litro, le spese mensili legate al solo carburante si avvicinerebbero ai 1000 euro e probabilmente stare fuori con i mezzi non sarebbe più conveniente. Bisognerà mettersi a tavolino e rifare tutti i costi di gestione per capire dove si potrà arrivare. Oltretutto pensare a un rialzo delle tariffe potrebbe essere controproducente: il rischio è di perdere clientela”.
Proprio per questo, conclude il presidente di Radio Taxi Trento, la richiesta del settore si sposta oggi su un altro livello: “Stiamo lavorando perché degli aiuti arrivino anche a noi. Che sia un maggior rimborso delle accise o una scontistica sull'acquisto di carburante. Come cooperativa noi lavoriamo molto bene con Comune e Provincia, ma in questa fase serve un intervento a livello statale e finora non abbiamo visto un interesse particolare per il nostro settore. Il dato di fatto è che abbiamo le mani legate e in questo momento non possiamo che subire”.














