"Sacchetti con feci appesi ai rami degli alberi, fungaioli che cercano di riempirsi i cesti nel mio bosco e spazzatura ovunque: non se ne può più": lo sfogo
Il racconto: "Siamo stufi di trovarci immondizie nei terreni o persone che ci prendono a male parole. Serve un cambiamento drastico o finiremo per devastare la montagna"

UDINE. Non solo spazzatura abbandonata in ogni dove, ma anche sacchetti contenenti feci di cane appese sui rami degli alberi e fungaioli che entrano in appezzamenti di bosco privati per raccogliere funghi. E' successo (o meglio, continua a succedere) in Val Bartolo, nella località Camporosso in Valcanale (in Friuli Venezia Giulia) e a raccontarlo è Cristian Pöz, proprietario di uno dei terreni della zona, che denuncia i 'fattacci' a Il Dolomiti ormai stufo del "turismo cafone".
Partiamo dal principio. Qualche mese fa l'uomo aveva raccontato sui social quanto successo nei suoi appezzamenti di terreno, dove qualcuno aveva 'ben' pensato di scaricare diversi sacchetti pieni di immondizie. Come si vede nel video (DI SEGUITO) pubblicato su Facebook, nel giro di poco Pöz aveva raccolto innumerevoli rifiuti: "Una valanga di spazzatura nel mio boschetto - commentava -. E non è la prima volta. Bottiglie, plastica e non solo, lasciate dai turisti. State a casa che è meglio, maleducati. Così rovinate la montagna".
Negli scorsi giorni, un altro increscioso fatto: "Hanno abbandonato diversi sacchetti contenti feci di cane nel bosco, arrivando addirittura ad appenderli sui rami degli alberi - spiega oggi Cristian, intervistato da Il Dolomiti -. Chi porta a spasso il proprio amico a 4 zampe dovrebbe avere la decenza di gettare i sacchettini nel primo cestino disponibile, a costo di portarli fino a valle, visto che in quota di bidoni non ce ne sono" (FOTO di SEGUITO).
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"Purtroppo sono cose succedono sempre più spesso: oramai la montagna è presa d'assalto da un sacco di persone che non la rispettano e che non rispettano le proprietà private. Qualche tempo fa - prosegue - giusto per fare un esempio, una signora è entrata nei miei terreni con in mano un cestino per raccogliere funghi".
Ma, dopo aver avvertito la donna a più riprese che non avrebbe potuto accedervi in quanto "proprietà privata", la signora ha cominciato a prendere a male parole Pöz, minacciandolo di chiamare le forze dell'ordine. "A mio padre fatti del genere sono accaduti innumerevoli volte, ma fin troppo spesso ci si ritrova di fronte ad arroganti che rispondono che fanno quello che vogliono. Se si sbaglia si chiede scusa e si va via, non si discute con il proprietario di un terreno privato".
E conclude: "Ormai la situazione sta sfuggendo di mano: siamo davvero stufi di questo turismo cafone. La speranza è che la gente diventi un po' più consapevole e che si comincino a rispettare (davvero) luoghi fragili come le terre alte".














