''Manifesti con la mia faccia barrata da una croce. Denuncio. Non cedo a intimidazioni'', dopo il no alla palestra intitolata a Ramelli Pd nel mirino: ''Matrice neofascista''
La segretaria provinciale dem Maria Luisa Paglia è stata attaccata con un atto gravemente intimidatorio dopo che il Pd si è espresso contro l'intitolazione della palestra della scuola Don Milani a Sergio Ramelli, giovane militante di estrema destra ucciso a Milano da un commando di Avanguardia Operaia. Il partito: ''Condanniamo con assoluta fermezza l'azione di Blocco Studentesco, organizzazione giovanile neofascista legata a CasaPound''

TRIESTE. “Ho saputo nelle scorse ore dalla Digos che nottetempo sono stati affissi sulle pareti della scuola dei manifesti contro il Pd, e con la mia faccia segnata da una croce sopra, con tanto di nome e cognome. Da insegnante, oltre che da esponente politico, penso che questo genere di fatti non debbano essere lasciati impuniti”. Con queste parole Maria Luisa Paglia, segretaria del Partito Democratico per la provincia di Trieste, ha raccontato a Il Dolomiti la spiacevole vicenda che l'ha vista finire al centro di un atto intimidatorio scaturito a seguito della presa di posizione manifestata dall'esponente politico nei confronti dell'intitolazione della palestra della scuola primaria “Don Lorenzo Milani” di Trieste, avvenuta lo scorso 10 ottobre, a Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte della gioventù ucciso nel 1975 da un commando di militanti di Avanguardia Operaia.
“Tutto era iniziato alcuni giorni fa – ha aggiunto Paglia -, poiché come Partito Democratico ci eravamo espressi anche con un comunicato contro l'intitolazione della palestra della scuola a Sergio Ramelli. Pur condannando ogni forma di violenza, compresa quella che ha riguardato la morte dello stesso Ramelli, riteniamo che la figura della vittima in questione, che non è nata o vissuta qui, non avesse alcuna attinenza con questo territorio. Il Comune di Trieste aveva invece deciso per questa intitolazione senza alcun coinvolgimento della comunità scolastica come è in uso in questi casi, pertanto crediamo che si sia trattato di una scelta prettamente ideologica. A seguito di quanto accaduto nelle ultime ore la Digos mi ha riferito che ci sono i presupposti per una denuncia in quanto sussiste il reato di intimidazione. Procederò, dunque, perché penso si possa avere un dibattito politico aperto e un confronto civile, ma passare ad un'intimidazione esponendo il volto di una persona è un fatto inconcepibile ed estremamente grave, soprattutto perché ha coinvolto una scuola, quindi non intendo lasciar correre. Per tutelare i valori della nostra democrazia a fronte di modalità che ci riportano indietro ad un'epoca che pensavamo di aver superato”.
Fin da subito sono arrivate le attestazioni di solidarietà da parte di tutte le forze politiche di centrosinistra e dai comitati antifascisti, come espresso dai vertici di Adesso Trieste via social, puntando il dito contro l'estrema destra triestina. “Come coalizione Futuro in Comune esprimiamo piena solidarietà alla segretaria del Partito Democratico Maria Luisa Paglia – si legge nel post di Adesso Trieste -, e condanniamo con assoluta fermezza l'azione di Blocco Studentesco, organizzazione giovanile neofascista legata a CasaPound. Non intendiamo minimizzare la gravità di quanto accaduto, né accettare che simili azioni vengano liquidate come semplici provocazioni. L'intimidazione è uno strumento politico preciso, utilizzato per colpire e delegittimare chi esprime posizioni differenti. E la matrice neofascista di questa iniziativa rende ancora più grave il tentativo di riportare nel dibattito pubblico metodi che appartengono alla storia più buia del nostro Paese”.

















