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Trento
20 ottobre | 16:16

Sciopero studentesco e violenze a Trento, scontro tra destra e sinistra. Sale la tensione per il corteo di domani, Ianeselli agli organizzatori: "Isolate i violenti"

Il capogruppo in consiglio provinciale del Pd, Alessio Manica, sulle dichiarazioni di Urzì: "Sta scaricando le responsabilità sulla fantomatica sinistra. Un tentativo inutile di far dimenticare agli italiani e ai trentini che sono loro, in primis Fratelli d’Italia, il suo partito, al governo sia a livello nazionale che locale". Il governatore Fugatti: "Il diritto di manifestare non può essere un pretesto per la violenza"

Sciopero studentesco e violenze a Trento, scontro tra destra e sinistra

TRENTO. Le responsabilità di governo non si cancellano puntando il dito contro la sinistra. E la sicurezza non si garantisce con la propaganda, ma con i fatti. Il Centrosinistra risponde alle parole dell'onorevole di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzi.

 

Quest'ultimo, attraverso una nota inviata alla stampa nelle scorse (QUI L'ARTICOLO) ore aveva condannato le violenze avvenute a Trento durante uno sciopero studentesco spiegando che “il Governo ha già annunciato di volere rispondere con una stretta in materia di legalità e sicurezza che potrebbe prevedere il fermo preventivo sino a 24 ore anche per minorenni, l’arresto differito per i violenti nelle manifestazioni, l’introduzione del reato di danneggiamento aggravato e arresto obbligatorio in caso di devastazione, misure di prevenzione e Daspo urbano e aggravanti per reati commessi in gruppo”.

 

Misure rispetto alle quali, ha sostenuto sempre Urzì, “la Sinistra ha reagito accusando il governo di legalitarismo, quasi che tutelare gli interessi dei cittadini e perseguire i devastatori sia censurabile. Un’inversione della realtà che attesta la difficoltà quotidiana del governo di dover affrontare non solo le piazze di violenti ma anche un’opposizione incapace di fare una chiara scelta di campo a favore degli Italiani”.

 

 

Dura la risposta che arriva dal centrosinistra con il Partito Democratico. “L’onorevole Urzì si conferma maestro nel prendere per il naso gli italiani” ha affermato il capogruppo in consiglio provinciale, Alessio Manica. “Davanti alle piazze e le città in fermento in questi giorni – spiega - Urzì scarica le responsabilità sulla fantomatica sinistra. Un tentativo inutile di far dimenticare agli italiani ed ai trentini che sono loro, in primis Fratelli d’Italia, il suo partito, al governo sia a livello nazionale che locale”.

Ed è proprio la destra, oggi al governo, che avrebbe il compito di “garantire la sicurezza di chi manifesta nel rispetto del loro diritto costituzionale, prevenire le situazioni di pericolo e di danno e infine fermare e punire chi trasforma le manifestazioni in disordini e danneggiamenti. Dentro le manifestazioni c’è una grande maggioranza di giovani che ha urgenza e bisogno di esprimere il proprio disagio e le proprie aspettative e andrebbe ascoltata”. A Trento, del resto, numerosi studenti hanno preso immediatamente le distanze dagli episodi violenti, distinguendo con chiarezza il diritto a manifestare da ogni forma di aggressione e vandalismo.

 

“C'è un Paese reale con cui Urzì e il Governo Meloni dovrebbero finalmente fare i conti” rincara la dose Alessio Manica citando il costo della vita che continua a crescere, salari e pensioni che faticano a tenere il passo, il problema della casa sempre più pressante e milioni di famiglie che vivono in condizioni di difficoltà economica.

 

“Sono problemi che esasperano il clima sociale e ai quali il Governo non sta offrendo risposte adeguate” continua Manica che conclude: “Condanniamo chi aggredisce o danneggia, ed esprimiamo la nostra piena solidarietà al collaboratore scolastico aggredito e alle forze dell'ordine; ma altrettanta condanna deve esserci per chi specula come Urzì su questi episodi per nascondere la propria incapacità di assumersi la responsabilità di governo che gli spetta”.

 

Il governatore Maurizio Fugatti ha condannato gli episodi di violenza verificatisi nelle scorse ore a Trento, ribadendo che “il diritto di manifestare non può essere un pretesto per la violenza”. Fugatti ha inoltre stigmatizzato gli atti di vandalismo e i danneggiamenti registrati in città, sottolineando che “non possono trovare spazio nella comunità trentina”.

 

“Manifestare ed esprimere le proprie idee è un diritto che non può però giustificare atti di violenza e danneggiamenti di beni pubblici e privati. Il confronto democratico, anche quando esprime dissenso, deve svolgersi nel rispetto delle persone e delle regole - aggiunge ancora il presidente”. “Desidero, a tal proposito, ringraziare le forze dell’ordine per il loro intervento, che ha consentito di contenere gli episodi e ripristinare le condizioni di sicurezza, a tutela dei cittadini e della città” ha concluso Fugatti.

 

"Condanno con la massima fermezza gli episodi di violenza e vandalismo verificatisi questa mattina a Trento, a margine della manifestazione pacifica e rispettosa delle regole degli studenti dell’istituto Tambosi. Atti che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare e che non possono essere in alcun modo giustificati" sono invece le parole dell'assessora provinciale all'Istruzione, Francesca Gerosa. 

 

“I teppisti devono essere chiamati a rispondere di quello che hanno fatto” ha affermato anche il sindaco di Trento, Franco Ianeselli. Dal sindaco il ringraziamento al questore Francesco Zerilli, agli agenti della polizia di Stato, ai carabinieri e agli agenti della polizia locale che stamattina, grazie a un’accorta gestione dell’ordine pubblico, sono riusciti a contenere i danni della protesta violenta.

“Chi ha commesso atti violenti, chi ha ribaltato cassonetti e imbrattato muri o vetrine, deve essere chiamato a rispondere di quello che ha fatto” ha rimarcato il sindaco. “Le legittime proteste degli studenti non vengano rovinate dalle azioni sconsiderate di una minoranza, che ottiene il risultato di offuscare le ragioni dei ragazzi. È molto importante – conclude Franco Ianeselli - che gli organizzatori isolino i violenti: per il bene della loro causa e di tutta la città”.

 

Sulla vicenda è intervenuta anche Claudia Eccher, avvocata trentina e componente laica del Consiglio superiore della magistratura, che ha condannato con fermezza quanto accaduto a Trento, definendolo di “gravità assoluta” e sottolineando come episodi di questo tipo non ammettano ambiguità né attenuanti.

“L’aggressione a un collaboratore scolastico, i cassonetti incendiati davanti al monumento a De Gasperi, il lancio di pietre e bottiglie e i danni a un supermercato – spiega in una nota - sono episodi intollerabili, che nulla hanno a che vedere con il legittimo diritto di manifestare. Al collaboratore scolastico aggredito e alle forze dell’ordine esprimo la mia piena solidarietà. Trento ha sempre fatto del dialogo, del confronto civile e del rispetto delle istituzioni valori fondamentali della propria identità e non può tollerare simili episodi. La libertà di manifestare va garantita e difesa da chi la strumentalizza per giustificare la violenza. È necessario che le responsabilità siano accertate con tempestività e rigore”.

 

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