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Trento
21 ottobre | 09:04

“Isolate chi si infiltra per fare casino”. Scuola e proteste, gli studenti fuori dal Da Vinci: “Ci stanno togliendo ogni fiducia nel domani”

Molti gli studenti presenti questa mattina (21 ottobre) fuori dal liceo Da Vinci: “L'anno prossimo molti di noi andranno all'università, e cosa troveranno? Affitti per studenti così cari che è impossibile pagarli senza dissanguare le famiglie”

“Isolate chi si infiltra per fare casino”

TRENTO. Molti gli studenti che si sono riuniti questa mattina (21 ottobre) fuori dal liceo Da Vinci per la manifestazione organizzata in solidarietà ai docenti della scuola trentina – che chiedono un cambio di passo nel sistema educativo e maggiori riconoscimenti economici e sociali.

Dalla scuola, il corteo – al quale si uniranno anche gli studenti del liceo Prati e del liceo Rosmini – arriverà fino in Piazza Dante, davanti al palazzo della Provincia, per portare le richieste di studenti e docenti direttamente alle autorità. Il percorso previsto dalla manifestazione, regolarmente autorizzata, attraversa via Rosmini, via Travai, piazza Fiera e il centro città con arrivo in piazza Dante.

 

Si tratta della seconda giornata di proteste in città dopo quella organizzata ieri al Tambosi, interrotta dall'arrivo di gruppi di giovani dal volto travisato che hanno causato disordini in diverse zone della città – e dai quali tanto gli organizzatori della manifestazione di ieri che quelli del corteo odierno hanno preso nettamente le distanze.


“I problemi veri – è stato detto in mattinata fuori dal Da Vinci – che ci aspettano fuori da scuola sono tantissimi, proprio per questo tutti i giovani scappano da questo Paese. Tra pochi anni toccherà a noi lavorare, e cosa ci aspetta? Lavori precari, disoccupazione e stipendi da fame. Ci facciamo il culo sui libri per anni e chi esce dall'università guadagna quasi come si è fermato al diploma, è uno schifo. L'anno prossimo molti di noi andranno all'università, e cosa troveranno? Affitti per studenti così cari che è impossibile pagarli senza dissanguare le famiglie. Ci stanno togliendo ogni fiducia nel domani. In Italia se va bene esci di casa a 30 anni, nel resto d'Europa a 20 sono già indipendenti. Non è accettabile. La politica si è dimenticata di noi da 30 anni”.

Non è mancato poi un messaggio diretto di sostegno ai docenti: “I nostri professori hanno ragione a protestare. Gli stipendi a Trento sono ridicoli rispetto a quanto costa vivere qui e non hanno tutele. Noi siamo con loro”. Anche perché, hanno aggiunto, a pagare il boicottaggio delle gite – una delle possibilità presentate dai docenti in Provincia – sono in primis gli studenti.

 

“È la solita vecchia storia – ha spiegato uno degli organizzatori –. I soldi per finanziare le guerre si trovano sempre in un secondo, mentre per il nostro futuro non c'è mai un euro. Sottopagare i docenti significa dire che la nostra formazione non vale niente e noi non siamo d'accordo. I prof da soli non bastano più, serve il rumore degli studenti. Oggi dobbiamo dimostrare di essere uniti e con il carattere giusto”.

 

Un dato fondamentale, in particolare dopo quanto accaduto ieri al Tambosi: “Se vedete qualcuno che si infiltra per fare casino – è l'appello – isolatelo e cacciatelo via subito”.

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