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Trento
30 ottobre | 21:50

Dalla scuola al caro vita, in piazza studenti e lavoratori per dire 'no' al Governo Meloni: "Vi siete messi contro la generazione sbagliata", annunciate nuove mobilitazioni

Il lungo corteo ha attraversato le vie cittadine di Trento dove studenti e lavoratori ed esponenti di associazioni si sono alternati al microfono. L'intero percorso è stato seguito passo dopo passo dalle forze dell'ordine

Dalla scuola al caro vita, in piazza studenti e lavoratori per dire 'no' al Governo Meloni
di Giuseppe Fin, Maria Vittoria Letrari

TRENTO. Cori, slogan, bandiere e cartelli di ogni genere. Sono quasi 2 mila, secondo gli organizzatori, le persone che hanno deciso di prendere parte alla grande manifestazione che a Trento ha visto assieme studenti delle scuole superiori della città, universitari, sindacati, lavoratori, famiglie, insegnanti e associazioni. Tutti sotto un unico ombrello, quello di una critica radicale alle politiche portate avanti fino ad oggi dal Governo Meloni.

 

La mobilitazione è iniziata nelle prime ore della mattinata di venerdì 30 ottobre, con due distinti punti di ritrovo in città. In via Madruzzo, davanti al liceo Da Vinci, si sono radunati gli studenti delle scuole cittadine, insieme al Centro Sociale Bruno e a diverse associazioni. In via Verdi, invece, l'appuntamento ha coinvolto lavoratori, rappresentanti sindacali e studenti universitari.

 

Il primo tratto del corteo si è snodato lungo via Rosmini, dove il passaggio dei manifestanti è stato seguito da un'ingente presenza delle forze dell’ordine, schierate a presidio della manifestazione. “Oggi siamo in piazza con i collettivi di tutte le scuole della città” ci spiega una rappresentante del coordinamento studentesco. “Ci siamo uniti per chiedere strutture migliori, quelle di adesso non sono adatte per avere un'istruzione di qualità. Vogliamo nelle scuole l'educazione sessuale, l'educazione contro la violenza di genere. E siamo anche a fianco dei tanti lavoratori che si trovano ad affrontare il carovita con stipendi fermi da anni”.

Tantissimi gli studenti che hanno deciso di prendere parte alla manifestazione. “Sto parlando come figlio di un insegnante, nipote di un insegnante, cugino di un insegnante, amico di un insegnante e anche come studente di un insegnante. Quando si parla di scuola troppo spesso ci si dimentica che dietro ogni professore c’è una persona, dietro ogni studente c’è una famiglia e dietro ogni famiglia ci sono sacrifici, preoccupazioni e difficoltà quotidiane. Il carovita è qualcosa che entra nelle nostre case, pesa sulle famiglie e che condiziona le scelte quotidiane” ci spiega Leonardo, rappresentante dell'istituto Sophie Scholl. “La scuola – continua - non può essere separata da tutto questo, non possiamo pretendere una scuola che formi, che educhi e che prepari le nuove generazioni senza conoscere il valore di chi ogni giorno ci lavora”.

 

Il corteo degli studenti, arrivato in via Verdi, si è unito al gruppo degli universitari e dei rappresentanti sindacali, dando vita a una manifestazione animata da bandiere, striscioni e cartelli di vario genere. Numerosi gli slogan affidati ai messaggi esposti dai partecipanti. “Se la scuola cade a pezzi, cade anche il nostro futuro”, recita uno dei cartelli. E ancora: “Crollano i soffitti ma non la nostra voglia di lottare”, “Vogliamo un futuro da vivere, non da inseguire” e “Vi siete messi contro la generazione sbagliata”. Non sono mancati anche cartelli e slogan di contestazione rivolti al Governo, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a Fratelli d'Italia.

 

“È una manifestazione – ha spiegato Stefano Bleggi del Centro Sociale Bruno e del coordinamento No Cpr – per criticare duramente le politiche del Governo Meloni. Si va dal carovita, ai soldi per gli armamenti, ai tagli alla sanità, all'istruzione e al welfare”. Dito puntato anche alle politiche migratorie del Governo Meloni che, spiega Bleggi, “deve identificare una persona con background migratorio come nemico. Che impone ai territori i Cpr, luoghi di confinamento”. A cui si aggiungono le difficoltà che devono vivere le famiglie per arrivare a fine mese.

“Ci teniamo a ricordare che se in Italia le scuole crollano e non si arriva alla fine del mese, non è colpa di nessuno studente, ma di questa classe politica. Una parte è troppo impegnata a inventarsi un nuovo modo per mandarci in galera, e un’altra che non muove un dito e scompare quando c’è da prendere posizione” spiega ancora una studentessa. “Questa narrazione segue uno schema che si è già confermato più volte negli anni. Con il decreto Rave, con il decreto Caivano, con i Pacchetti Sicurezza e con le continue nuove misure che rafforzano ancora una volta la repressione. Vengono colpevolizzate le nuove generazioni, gli italiani di seconda generazione, gli immigrati. Prima si costruisce un’etichetta – conclude - la si criminalizza e poi viene definita come una minaccia. In questo modo si produce soltanto marginalità. I nostri nemici sono quelli che invece di ascoltarci scelgono di toglierci il nostro futuro”.

 

Il lungo corteo ha attraversato le vie cittadine di Trento dove studenti e lavoratori ed esponenti di associazioni si sono alternati al microfono. “Non riusciamo ad arrivare a fine mese e questo governo se ne frega di quello che sta accadendo” spiega un lavoratore. “Io ho due figli – racconta – ed ho mia moglie che non riesce a trovare un lavoro. Continuiamo a sentire solo promesse e nient'altro”.

 

Nel corteo presenti anche alcuni pensionati. “Credo che questo sia il modo giusto per riprendersi il proprio futuro: il vostro e quel pezzo nostro. Io sono una pensionata e la mia pensione viene tagliata. Abbiamo tutti il problema del carovita e abbiamo il problema degli spazi demografici che si restringono. Queste cose vanno respinte e queste piazze devono tornare ad essere piene”.

Studenti, lavoratori, pensionati e rappresentanti delle associazioni hanno raggiunto piazza Dante, davanti al palazzo della Provincia, per poi proseguire lungo via Brennero. La manifestazione ha provocato inevitabili ripercussioni sulla viabilità cittadina: il traffico è stato temporaneamente bloccato per consentire il passaggio del corteo, con disagi che si sono estesi anche alla tangenziale.


L'intero percorso è stato seguito passo dopo passo dalle forze dell'ordine. Il corteo ha attraversato la città in modo ordinato e, nel corso della manifestazione, non si sono registrati episodi di vandalismo. “Continueremo con queste manifestazioni anche nelle prossime settimane finché non manderemo a casa il governo" hanno promesso gli studenti.

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