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Trento
22 ottobre | 06:00

Due giorni di protesta, due volti della piazza: dai vandalismi al corteo pacifico. Gli studenti denunciano scuole fatiscenti, poi l'incontro con Gerosa: "Vi siete dimenticati di noi"

Martedì lo sciopero (interrotto) degli studenti e delle studentesse del Tambosi. Ieri il corteo dei licei Da Vinci, Prati e Rosmini. La manifestazione, scortata dalle forze dell'ordine, ha attraversato la città senza alcun genere di vandalismo: "Vogliamo denunciare lo stato di forte degrado della nostra scuola". In piazza l'incontro con l'assessora Francesca Gerosa che ha ricordato "i 100 milioni messi a bilancio per le scuole". Ianeselli: "È stata una prova di maturità dal punto di vista organizzativo ad aver portato gli studenti dei licei a sfilare in modo determinato e responsabile"

Due giorni di protesta, due volti della piazza: dai vandalismi al corteo pacifico

TRENTO. Nessun infiltrato, nessun cassonetto rovesciato, nessun episodio di violenza. Solo un lungo corteo di studenti scesi in strada per rivendicare il diritto a una scuola migliore, con strumenti adeguati, strutture dignitose e al fianco dei propri insegnanti e delle loro rivendicazioni contrattuali.

 

Questa volta, a parlare sono state le richieste degli studenti, affidate a striscioni, slogan e testimonianze in un corteo che ha attraversato il centro storico di Trento per farsi sentire senza ricorrere alla violenza. Una giornata, quella di ieri, che ha mostrato un volto diverso da quello di martedì, quando la protesta attorno alla manifestazione degli studenti e delle studentesse del Tambosi, era stata segnata da vandalismi, violenze e momenti di paura con il fermo alla fine di cinque ragazzi, quattro minorenni.


Lo sciopero organizzato martedì nel piazzale dell'istituto di via Brigata Acqui è stato purtroppo bloccato da un gruppo di infiltrati proveniente da altre scuole di Trento, Rovereto e Levico, irrispettosi di qualsiasi regola di convivenza civile. Un gruppo di giovani con il volto travisato ha tentato di accedere nell'Istituto scolastico, rompendo e gettando a terra diversi bidoni dell'immondizia e poi prendendo di mira il manutentore dell'istituto, Vincenzo Lentino, spintonato e buttato a terra da alcuni ragazzi.  

 

Successivamente gli stessi ragazzi sempre a volto coperto hanno proseguito con i vandalismi in alcuni vie della città fino a fermarsi al parco di piazza Venezia dove sono poi in seguito intervenute anche le forze di polizia e i vigili del fuoco: all'interno del parco era stato infatti bruciato un bidone dell'immondizia mentre diversi sacchi di rifiuti erano  stati sparsi nell'area. Una giornata difficile per le forze dell'ordine e per i tanti studenti che attendevano quell'occasione per far sentire la propria voce. 

 

Nonostante i timori che potessero ripetersi gli episodi di martedì, la manifestazione di ieri si è svolta senza tensioni, vandalismi o atti di violenza. A riempire le strade del centro storico sono stati gli striscioni, gli slogan e le voci di ragazze e ragazzi decisi a far sentire le proprie ragioni. Il corteo ha riunito studenti di diversi istituti cittadini, dal liceo Da Vinci al Prati, dal Vittoria al Rosmini fino al Galilei.  “Siamo qui per denunciare lo stato di forte degrado della nostra scuola – ha spiegato  uno studente del Vittoria – tra soffitti e muri che stanno lentamente crollando, buchi nelle porte, classi e laboratori dove la maggior parte degli strumenti è assente o fuori uso. Non è possibile formarsi in un ambiente del genere”.

 


Tra i temi anche il lavoro e l'università. “I problemi veri – è stato spiegato da uno studente del liceo Da Vinci – che ci aspettano fuori da scuola sono tantissimi, proprio per questo tutti i giovani scappano da questo Paese. Tra pochi anni toccherà a noi lavorare, e cosa ci aspetta? Lavori precari, disoccupazione e stipendi da fame. Ci facciamo il culo sui libri per anni e chi esce dall'università guadagna quasi come si è fermato al diploma, è uno schifo. L'anno prossimo molti di noi andranno all'università, e cosa troveranno? Affitti per studenti così cari che è impossibile pagarli senza dissanguare le famiglie. Ci stanno togliendo ogni fiducia nel domani. In Italia se va bene esci di casa a 30 anni, nel resto d'Europa a 20 sono già indipendenti. Non è accettabile. La politica si è dimenticata di noi da 30 anni”. 

 

“Manifestare oggi non è una scelta egoistica – commenta una studentessa del da Vinci –: la cancellazione delle uscite didattiche rappresenta per noi solo la punta dell’iceberg. A scuola trascorriamo la maggior parte delle nostre giornate e ci teniamo che sia un ambiente di qualità, capace di offrirci progetti ed esperienze reali, ma soprattutto che garantisca dignità e diritti sia ai professori che a noi studenti”. La critica si allarga alla gestione delle risorse pubbliche e alle prospettive delle nuove generazioni: “I soldi per finanziare le guerre ci sono sempre, mentre il nostro futuro non vale un euro: non destinare fondi alla formazione significa dire che non c’è futuro”. 


Il tema poi della strumentazione obsoleta o addirittura non funzionante. “Abbiamo lavagne luminose che non funzionano – spiegano ancora gli studenti – laboratori non più adatti per fare lezione e computer vecchi. Questa non è la scuola che vogliamo”.  La protesta ha preso forma al liceo Da Vinci per poi trasformandosi in un corteo che ha attraversato il centro storico di Trento, da via Rosmini, via Travai, piazza Fiera, via Mazzini per poi proseguire per via Calepina, via Mantova, Largo Carducci, piazza Cesare Battisti, via Manci e via Oss Mazzurana fino ad arrivare in piazza Duomo dove si sono tenuti alcuni interventi da parte degli studenti in rappresentanza dei vari licei della città. 

 


Meta finale del corteo è stato il palazzo della Provincia, in piazza Dante, dove gli studenti hanno chiesto e ottenuto un confronto con l’assessora provinciale all’Istruzione, Francesca Gerosa, scesa in piazza per incontrarli (QUI L'ARTICOLO). Un faccia a faccia durante il quale i giovani hanno esposto esigenze e rivendicazioni, senza risparmiare contestazioni in alcuni momenti del dialogo. L’assessora ha risposto alle questioni sollevate, dando spazio alle diverse problematiche portate all’attenzione dagli studenti.

 

“Io sono a disposizione degli studenti e lo sono da sempre” ha affermato l'assessora appena uscita dal palazzo della Provincia. “I ragazzi lo sanno bene, le porte del mio assessorato sono sempre aperte e ho dato la disponibilità fin da subito di incontrarli”. In merito ai tanti problemi presenti nelle scuole e che gli studenti hanno  giustamente sollevato durante la manifestazione Gerosa ha risposto ricordando “i 100 milioni messi a bilancio”. “Abbiamo fatto una delibera – ha affermato - con un elenco di tutti gli interventi previsti. Possiamo dire che la situazione in Trentino non è quella che vediamo in altri territori. Possiamo sempre migliorare e dove ci sono segnalazioni noi interveniamo puntualmente”. 


Sul tema dei cortei e della stretta annunciata dal Governo contro le violenze, anche quando coinvolgono minorenni, Gerosa ha ribadito la linea: “Tolleranza zero di fronte alla mancanza di rispetto della legge. Queste persone che si infiltrano nelle manifestazioni danneggiano prima di tutto il diritto delle altre persone di esporre le proprie idee. Bene ha fatto il Governo: un minorenne non può permettersi qualsiasi cosa. Il rispetto delle regole deve valere per tutti”. 

 

“È stata una prova di maturità dal punto di vista organizzativo ad aver portato gli studenti dei licei a sfilare in modo determinato e responsabile dopo i fatti di martedì ” ha affermato anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli.

 
“Nei giorni scorsi abbiamo visto azioni vergognose di teppisti attivati tramite social e abbiamo letto falsi messaggi che servivano a seminare il panico tra la popolazione. Non a caso il ministro Crosetto, non certo della mia parte politica, ha parlato di ‘guerra ibrida’ – continua il sindaco - Sono da apprezzare il coraggio e la determinazione degli studenti dei licei che oggi hanno deciso di essere rigorosi sul modo di stare in piazza e non hanno rinunciato alla partecipazione, che è un diritto fondamentale della nostra democrazia. Credo sia importante ascoltare la loro voce, anche quando ci mette in discussione”.

Conclude il primo cittadino: “Sul tema dell'ordine pubblico, pensando ai prossimi giorni, non possiamo minimamente abbassare la guardia. Ringrazio ancora una volta le forze dell’ordine, che hanno operato importanti azioni preventive e poi vigilato perché la manifestazione si svolgesse senza incidenti”.

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