Contenuto sponsorizzato
Trento
21 ottobre | 11:23

Stop alle gite e alle attività extrascolastiche: anche gli insegnanti del "Da Vinci" dicono "basta". "Nessuna disponibilità oltre alle ore previste dal contratto"

"Crediamo che la professione insegnante sia sempre più spesso minacciata nella sua funzione principale, cioè nella condivisione seria e appassionata dei saperi con le nuove generazioni, attraverso un dialogo, prima di tutto umano, che costruisce insieme a loro strumenti per comprendere il presente e progettare il futuro. Questa esperienza così cruciale sembra ostacolata prima di tutto dal discredito che circonda il nostro lavoro quotidiano, ridotto ad un insieme sconnesso di incombenze burocratiche"

Stop alle gite e alle attività extrascolastiche: anche gli insegnanti del "Da Vinci" dicono "basta"

TRENTO. Anche i docenti del liceo scientifico "Da Vinci" dicono "basta" alle gite e a tutte le attività aggiuntive.

 

Il documento è stato sottoscritto da 125 professori su 180, che si aggiungono ai colleghi dell'altro liceo scientifico cittadino, il "Galilei" che - dieci giorni fa - avevano comunicato la propria indisponibilità ad accompagnare gli studenti in tutte le attività all'esterno dell'istituto.

 

"Abbiamo scelto di non dare più la nostra disponibilità ai viaggi di istruzione - si leggeva nella nota -, alle visite guidate e ai soggiorni all’estero, impegni che comportano irragionevoli e incalcolabili rischi".

 

Alla protesta si sono uniti adesso anche gli insegnanti del "Da Vinci", nel giorno in cui gli studenti - in segno di solidarietà con i propri professori - sono scesi in piazza.

 

"Desideriamo esprimere la nostra piena condivisione dei principi che animano i movimenti spontanei che negli ultimi tempi, senza ideologia o colore politico, hanno difeso la dignità dell’insegnamento - scrivono gli insegnanti del "Da Vinci" -. Crediamo infatti che la professione insegnante sia sempre più spesso minacciata nella sua funzione principale, cioè nella condivisione seria e appassionata dei saperi con le nuove generazioni, attraverso un dialogo, prima di tutto umano, che costruisce insieme a loro strumenti per comprendere il presente e progettare il futuro. Questa esperienza civile così cruciale sembra ostacolata prima di tutto dal discredito che circonda il nostro lavoro quotidiano, ridotto ad un insieme sconnesso di incombenze burocratiche e di attività che distolgono dalla calma del lavoro d'aula, come se non se ne riconoscesse il valore; nondimeno, dal mancato riconoscimento in termini economici della nostra professione. Per questo motivo abbiamo scelto di non dare più la nostra disponibilità a tutte le attività aggiuntive che prevedano un impegno ulteriore rispetto alle ore obbligatorie contrattualmente previste, con particolare riferimento alle attività esterne (uscite, viaggi d’istruzione), che comportano irragionevoli e incalcolabili rischi. Speriamo che questa scelta, certo difficile per tutti, non provochi fratture, ma possa invece favorire un confronto aperto con le famiglie, con gli studenti e con i decisori politici".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 21 ottobre | 11:23
"Crediamo che la professione insegnante sia sempre più spesso minacciata nella sua funzione principale, cioè nella condivisione seria e [...]
Cronaca
| 21 ottobre | 10:46
Secondo le indagini i lavoratori erano costretti a turni ben oltre quelli previsti dalla legge, con salari inferiori ai minimi contrattuali e [...]
Cronaca
| 21 ottobre | 09:56
Moltissimi gli studenti scesi in strada questa mattina per la manifestazione a sostegno dei docenti: hanno partecipato giovani di diversi istituti [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato