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Bolzano
21 ottobre | 20:19

Fratelli d'Italia, scintille interne: Ambrosi attacca Gerosa e i manifestanti: "Non sto a lisciare il pelo agli studenti che passano il tempo a manifestare invece che a studiare"

"Non ci sto a lisciare il pelo agli studenti che passano il tempo a manifestare invece che a studiare, non ci sto a lisciare il pelo nemmeno a quelli che manifestano pacificamente - scrive la deputata di Fdi in una nota ufficiale -. Questo non è un movimento di protesta per migliorare la scuola, è un movimento di protesta politicizzato contro il governo e contro Giorgia Meloni, un movimento peraltro in diversi suoi aspetti purtroppo violento e prevaricatore"

Fratelli d'Italia, scintille interne: Ambrosi attacca Gerosa e i manifestanti

TRENTO. "Non ci sto a lisciare il pelo agli studenti che passano il tempo a manifestare invece che a studiare, non ci sto a lisciare il pelo nemmeno a quelli che manifestano pacificamente. Questo non è un movimento di protesta per migliorare la scuola, è un movimento di protesta politicizzato contro il governo e contro Giorgia Meloni, un movimento peraltro in diversi suoi aspetti purtroppo violento e prevaricatore".

 

L'attacco - durissimo - all'assessora provinciale all'istruzione Francesca Gerosa, che in mattinata ha incontrato in piazza Dante gli studenti scesi in piazza (Qui articolo), rivendicando il diritto a una scuola migliore, con strumenti adeguati, strutture dignitose e sostenendo gli insegnanti e le loro rivendicazioni contrattuali, stavolta non arriva dall'opposizione (come nel caso del consigliere di Onda, Filippo Degasperi - Qui articolo), ma direttamente dall'interno del suo stesso partito, Fratelli d'Italia.

 

Le parole sono infatti dell'onorevole Alessia Ambrosi, deputata del partito meloniano, i cui rapporti con la presidente provinciale del partito sono tutt'altro che buoni (come si evince, ancora una volta, da questa nota), che nel suo intervento si scaglia anche contro quelli che vengono definiti "studenti manifestanti di professione" e parlando di "movimento di protesta politicizzato".

 

Senza mai nominarla, ma con chiaro riferimento all'assessora (che, una volta che i manifestanti sono arrivati in piazza Dante è scesa e ci ha "messo la faccia", anche se le sue risposte non sono piaciute a tanti presenti), l'onorevole Ambrosi si aggiunge dunque al "gran partito" di chi attacca l'assessora trentina all'istruzione, ormai sempre più sola all'interno del centro destra.

 

Escludendo l'intervento del ministro Valditara - evidentemente "sollecitato" a prendere le sue posizioni (Qui articolo)-, nessuno degli alleati (ma anche dei colleghi di partito), in questi giorni particolarmente complicati e grande contestazione, ha speso una sola parola a suo favore.

 

L'unico ad esprimersi è stato il coordinatore regionale Alessandro Urzì, mentre tutto il resto del centro destra tace e, anzi, come in questo caso, non mancano le critiche provenienti direttamente dall'interno di Fratelli d'Italia che, in Trentino, appare sempre più in difficoltà.

 

"Non ci sto a lisciare il pelo agli studenti che passano il tempo a manifestare invece che a studiare, non ci sto a lisciare il pelo nemmeno a quelli che manifestano pacificamente - scrive la deputata di Fdi in una nota ufficiale -. Questo non è un movimento di protesta per migliorare la scuola, è un movimento di protesta politicizzato contro il governo e contro Giorgia Meloni, un movimento peraltro in diversi suoi aspetti purtroppo violento e prevaricatore. E’ vero che manifestare è un diritto, che nessuno per carità nemmeno lontanamente vuol mettere in discussione: ma è al contempo un diritto dire che non sto con questi studenti manifestanti di professione che fanno perdere tempo e ore di frequenza scolastica a chi non è d’accordo con loro, e che la cosa non mi sta bene. Sto invece con le forze dell'ordine, con i proprietari dei negozi e delle automobili danneggiate, sto dalla parte della gente che lavora e ha il diritto di vivere e lavorare in pace senza blocchi stradali e violenze varie. Gli unici studenti con cui sto sono appunto gli studenti che studiano e hanno voglia di progredire nella vita, e che non possono frequentare le lezioni a causa di una minoranza politicizzata, violenta o pacifica che sia ma purtroppo comunque prevaricatrice e intollerante. Chi manifesta continuamente di fatto impedisce una sana regolarità scolastica, e dunque non ha alcun mio sostegno, incoraggiamento o simpatia".

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