Scuola, Gerosa alza il livello di scontro: docenti in rivolta e opposizioni in pressing e lei attacca ''un dipendente Asuit'' che avrebbe creato il caos. L'Azienda? "No comment"
Lo scontro è continuo e le difficoltà non si fermano solamente a livello istituzionale. Intanto l'attacco dell'assessora a un dipendente dell'Asuit diventa un caso. L'opposizione parla di "ipocrita" l’aggressività scaricata contro i professionisti dell'Azienda Sanitaria. "L'Assessorato sa benissimo che tra il Dipartimento Prevenzione e il Dipartimento Istruzione sono intercorsi precisi confronti, all'esito dei quali lo stesso Dipartimento Istruzione ha prima concesso libero accesso e successivamente ha confermato la sottoposizione a valutazione dei curriculum e del materiale didattico”

TRENTO. Scuola, sale la tensione in Trentino. In queste ore opposizioni, docenti e sindacati si stanno esprimendo contro l'assessora provinciale all'Istruzione Francesca Gerosa, accusata di alimentare lo scontro anziché aprire al dialogo. I temi in campo sono davvero tanti, dalla legge Valditara e le difficoltà incontrate dalle scuole nell'applicazione della circolare arrivata dal dipartimento istruzione. C'è poi il tema contrattuale con docenti pronti alla sciopero.
A rendere il clima più teso è anche l'apertura di un nuovo fronte. L'assessora, sulla propria pagina Facebook, ha attaccato direttamente un dipendente dell'Azienda sanitaria puntando l’attenzione sulla gestione dei progetti rivolti alle scuole e sulle difficoltà legate alla legge Valditara e all’applicazione della nuova circolare.
"Una persona" all'interno dell'Azienda sanitaria, ha spiegato Gerosa "in piena libertà ha deciso di comunicare alle scuole l’interruzione dei progetti". Un’accusa che, se confermata, aprirebbe un caso tutt’altro che secondario. Un episodio grave. Per il momento, però, l’Azienda sanitaria ha deciso di non commentare.
- Gerosa in difficoltà? Dal mondo della scuola agli equilibri nel partito
Le difficoltà non si fermano al fronte istituzionale, ma sembrano attraversare anche gli equilibri interni al partito che ha visto molti fuoriusciti negli ultimi mesi. A cominciare dai tre consiglieri provinciali (su cinque) persi in corso di legislatura, passando poi i cinque presidenti di circolo che se ne sono andati - tutti più o meno con la stessa motivazione (non ci sentiamo considerati, non siamo considerati e viviamo d'imposizioni calate dall'alto) - per concludere con esponenti territoriali - leggasi consiglieri comunali e circoscrizionali - che si sono "staccati", chi per affrancarsi a Futuro Nazionale e chi, invece, per proseguire in autonomia. Una situazione di scontento che ha reso necessario anche l'arrivo di Giovanni Donzelli da Roma per un vertice.
Situazione tutt'altro che tranquilla anche nei rapporti con la scuola. Anche in questo caso, un aiuto, sempre da Roma, è arrivato con l'intervento del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che sulle pagine de il Dolomiti (QUI L'ARTICOLO) ha deciso di respingere le contestazioni e difendere l’impianto della normativa riguardante il consenso informato.
C'è poi la battaglia dei sindacati in materia contrattuale e il confronto in atto per dichiarare lo stop alle gite scolastiche e alle attività extra come già avvenuto in Alto Adige (QUI L'ARTICOLO). "Il riconoscimento sociale della professione si è indebolito e non si può continuare a ignorare la diffusa sofferenza del settore. E' arrivato il momento di restituire agli insegnanti, e non solo, il rispetto e il riconoscimento economico che meritano e rispondere alla crescente penalizzazione economica" ha spiegato nei giorni scorsi Monica Bolognani, segretaria generale della Cisl Scuola.
Non va meglio in Consiglio provinciale: qui l’assessora all’istruzione Francesca Gerosa ha annunciato nei giorni scorsi in Aula di non ritirare, ma di “sospendere momentaneamente” il ddl 75/XVII in materia di carenze formative nella scuola superiore trentina dopo non essere riuscita a trovare alcuno spiraglio di dialogo con le opposizioni.
- L'attacco ad Asuit
L'Assessora Francesca Gerosa per rispondere alle critiche che le sono state rivolte negli ultimi giorni ha deciso di postare su Facebook un suo intervento. “Quando la strumentalizzazione non ha limiti si sente di tutto. E soprattutto apprendo dalla stampa che avrei fermato i corsi alla sessualità organizzati nelle scuole da Asuit. Ritengo serva un po’ di chiarezza” ha scritto.
“Ai fini della comparazione e della valutazione dei titoli posseduti e della comprovata esperienza professionale, scientifica o accademica nelle materie oggetto dell'intervento, come previsto dalla nuova legge nazionale, abbiamo definito in circolare che Asuit rientra tra i soggetti di riferimento. Questo significa che la professionalità e la rilevanza scientifica dei progetti proposti da Asuit non sono mai state messe in discussione, e questi mai bloccati, come invece qualcuno tendenziosamente vorrebbe fare credere”.
Ad un certo punto, però, Gerosa punta il dito contro una dipendente Asuit spiegando di volere raccontare quello che è realmente successo. “ 'Una persona' all’interno di Asuit, a titolo del tutto personale, dopo averci chiesto di disapplicare la legge, senza alcuna condivisione e in piena libertà ha deciso di comunicare alle scuole l’interruzione dei progetti, generando il caos di cui stiamo leggendo sui giornali in questi giorni”. E ha poi chiarito di aver “chiesto conto di quello che ritengo essere stato un atteggiamento inaccettabile oltre che a dir poco irresponsabile”.
Abbiamo contattato l'Asuit che ha però deciso di non voler commentare le parole di Gerosa. Il direttore generale Antonio Ferro non ha risposto al telefono.
- L'attacco dell'opposizione
La consigliera di Casa Autonomia, Paola Demagri (QUI L'ARTICOLO), ha già chiesto nelle scorse ore il ritiro delle delega all'assessora Gerosa. “Provo un profondo sdegno – ha spiegato in una nota - per l’operato dell'assessorato e per queste scelte retrograde. Non sorprende che persino tra gli iscritti di quel partito ci sia chi inizia a sfilarsi: oltre alle questioni interne di metodo, che non mi riguardano, credo sono forse queste prese di posizione estremiste a creare sgomento. Ciò che mi capacita ancor meno è il silenzio complice e l'impassibilità delle liste civiche e delle forze territoriali di centrodestra in Consiglio provinciale: non basta ‘gufare’ nei corridoi o bisbigliare il proprio malcontento nei banchi dell'aula, servono atti di responsabilità e prese di posizione chiare per fermare questa deriva”.
Dura la reazione di tutto il centrosinistra che è intervenuto unito con una nota. “Un atteggiamento così frontale e di scontro da parte dell’Assessora Gerosa nei confronti della protesta degli insegnanti non può e non deve essere accettato. Se il corpo docente è arrivato a promuovere forme di mobilitazione come l’astensione dall’adesione alle gite, è primariamente per chiedere una reale e doverosa rivalutazione del ruolo sociale, professionale ed economico della propria professione”. In una nota firmata da Francesca Parolari (PD del Trentino), Lucia Maestri (PD del Trentino), Michele Malfer (Campobase), Paola Demagri (Casa Autonomia.eu) e Lucia Coppola (Alleanza Verdi e Sinistra) le critiche a Gerosa che “anziché avviare un dialogo cercando di comprendere e mediare, come una esponente dell’esecutivo dovrebbe fare, esacerba i toni e alza ancora lo scontro”.
“Non abbiamo davvero bisogno – spiegano le opposizioni - che intervenga il Ministro ad insegnarci come dobbiamo piegarci ai suoi diktat. L’esercizio delle nostre prerogative in attuazione dello Statuto di autonomia deve rimanere un baluardo inscalfibile”. Per il centrosinistra risulta inoltre “ipocrita l’aggressività scaricata" contro i professionisti dell'Azienda Sanitaria che hanno inviato le comunicazioni alle scuole. "L'Assessorato sa benissimo che tra il Dipartimento Prevenzione e il Dipartimento Istruzione sono intercorsi precisi confronti, all'esito dei quali lo stesso Dipartimento Istruzione ha prima concesso libero accesso e successivamente ha confermato la sottoposizione a valutazione dei curriculum e del materiale didattico”.
A correre in soccorso di Francesca Gerosa ovviamente l’onorevole Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli D’Italia del Trentino Alto Adige. “Fare ricadere sui ragazzi, attraverso lo sciopero bianco sulle gite scolastiche in Trentino, il peso di rivendicazioni che siano sindacali od ideologiche non rende onore ai pure tantissimi insegnanti che sono impegnati quotidianamente nell’impresa più bella del mondo, ossia avere la responsabilità di formare ed educare le giovani generazioni. Alle giovani generazioni vanno offerti anche modelli. E quello dell’astensione da proprie funzioni da sempre assolte con spirito di sacrificio e dedizione al proprio lavoro, non è il migliore”.
Critiche da Urzì al centro sinistra del Trentino perché si è mostrato unito, secondo il coordinatore di Fdl, “a solo scopo di speculare ancora una volta sui ragazzi e svela una radice ideologica che sminuisce anche la più fondata delle ragioni”.














