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Trento
23 ottobre | 06:00

Scuola, Gerosa sfida le opposizioni: “Sfiduciare me significa sfiduciare tutti i precedenti assessori”. La Cgil tuona: "Incontro deludente: nessun passo avanti"

Per l'assessora Gerosa, i problemi che oggi affliggono la scuola "sono il risultato di decenni di politiche portate avanti in passato". Sul piano sindacale, Raffaele Meo, segretario Cgil Flc ha ribadito che l'emergenza salariale dei docenti richiede risorse adeguate e aumenti che non si limitino a inseguire l'inflazione. La Cisl Scuola, con Monica Bolognani, ha invece parlato di "aperture" da parte dell'assessora sulle richieste fatte. Rimane comunque il nodo delle risorse necessarie per affrontare tutte le richieste e che al momento non sono state quantificate

Scuola, Gerosa sfida le opposizioni: “Sfiduciare me significa sfiduciare tutti i precedenti assessori”

TRENTO. “Che la facciano, l'affronterò”. L'assessora provinciale all'istruzione, Francesca Gerosa, non arretra davanti all'iniziativa ventilata dalla minoranza di presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Ha rivendicato di voler affrontare la questione a testa alta e ricorda, usando toni di sfida, che le criticità della scuola trentina sono il risultato di decenni di politiche. “Ricordo, come hanno già detto i docenti e i sindacati, che i problemi che abbiamo oggi nella scuola derivano da decenni di politiche. Sfiduciare me significa sfiduciare tutti gli assessori che mi hanno preceduta. Chi vuole farlo faccia le proprie valutazioni”.

 

Al di là delle schermaglie consiliari, la vera prova per Gerosa si gioca nelle scuole e soprattutto nel rapporto con i docenti. Un confronto che in queste settimane si è dimostrato molto duro e complicato tra richieste di aumenti di stipendi, burocrazia sempre più pesante, responsabilità crescenti e docenti che chiedono riconoscimento per un lavoro sempre più complesso. Un malcontento che ha portato il disagio anche al di fuori del mondo dei docenti coinvolgendo gli studenti con il blocco delle gite.

 

Per capire bene la situazione bisogna fare un passo indietro. Occorre tornare alla preoccupazione e alla confusione nata a seguito dell'applicazione della cosiddetta legge Valditara sul consenso informato dopo la circolare diffusa dal Dipartimento provinciale all'istruzione. Una circolare che ha fatto preoccupare ulteriormente i docenti con un aumento del peso burocratico a fronte di una regolamentazione non del tutto chiara.

 

Gerosa ha poi messo in stand by il disegno di legge sulle carenze formative a fronte di dure critiche sia dal fronte sindacale che da quello politico delle opposizioni. A tutto questo si unisce la sofferenza della scuola alle prese con problemi concreti e quotidiani: carenza di personale in tutti i ruoli dai docenti alle segreterie, responsabilità e carichi burocratici sempre più pressanti e una progressiva ma rapida svalutazione del ruolo educativo.

 

"Sono diffusi malcontento e profondo disagio, alimentati dalla svalutazione sistematica del ruolo educativo degli insegnanti” avevano spiegato nelle scorse settimane i sindacati. "A questa perdita di riconoscimento si aggiunge una crescente penalizzazione economica: anche gli stipendi del personale docente in Trentino non sono più adeguati al continuo aumento del costo della vita e ai prezzi particolarmente elevati del territorio. Questo mina alla radice l'attrattività della professione".

 

Il disagio che è cresciuto nei corridoi e nelle classi degli istituti trentini fino ad uscire dalle scuole con cortei di protesta. Ed è proprio su questo terreno che si è giocato l'incontro tra Gerosa e le organizzazioni sindacali, chiamate a confrontarsi sulle questioni salariali e sul rinnovo del contratto. Un faccia a faccia che ha registrato aperture, ma anche distanze ancora evidenti, soprattutto sul fronte delle risorse economiche.

 

L'INCONTRO CON IL MONDO SINDACALE

La Cisl Scuola, con Monica Bolognani, ha parlato di aperture da parte dell'assessora e di un percorso che ora dovrà proseguire. È stata sottolineata la necessità di intervenire non soltanto sulle retribuzioni, ma anche sulla complessità del lavoro docente, sui carichi burocratici e sulle responsabilità legate alle uscite didattiche.

 

“Possiamo dirci sereni dopo questo incontro” sono le parole della segretaria della Cisl Scuola che ha rimarcato la decisione di essersi seduti al tavolo con un atteggiamento costruttivo. “Oltre che di retribuzione – ha spiegato Bolognani -  abbiamo parlato anche della complessità che sta attraversando il mondo dei docenti. È importante riconoscere il carico di lavoro del personale docente, ricordando che tutto il personale della scuola è in estrema difficoltà. In questo momento, la mobilitazione a cui abbiamo assistito dei docenti ha dato luogo ad una serie di riflessioni”.

 

Rimane il nodo sulle risorse da mettere in campo per riuscire a soddisfare le varie richieste. Si deve lavorare sul contratto. “Siamo davanti ad un contratto vecchio – continua la Bolognani - ci sono articoli che risalgono al 2009, la scuola è cambiata, c'è tanto lavoro sommerso. Le famiglie, gli studenti e le studentesse hanno nuove esigenze e ci sono nuove fragilità. I docenti fanno molta fatica ad affrontare queste complessità e per questo la parte contrattuale deve essere ripresa in mano”. C'è poi l'estrema flessibilizzazione del lavoro che deve essere riconosciuta.

 

“La retribuzione è importante ma lo sono anche qualità del lavoro e conciliazione” spiega ancora la segretaria di Cisl Scuola che sullo stop alle gite parla di un “problema di sicurezza”. “C'è un problema di sicurezza in uscita. I ragazzi e le ragazze non sono più quelli di una volta. Ci sono anche altre responsabilità, i docenti hanno bisogno di essere rassicurati e anche su questo abbiamo visto un'apertura da parte dell'assessora. Al termine di questo primo incontro ci possiamo definire sereni, ma vigileremo”.

 

Di diverso accento è il commento della Cgil al termine dell'incontro con Gerosa. Raffaele Meo, segretario Cgil Flc ha parlato di "incontro deludente", ribadendo che l'emergenza salariale richiede risorse adeguate e aumenti che non si limitino a inseguire l'inflazione. Senza un pacchetto economico significativo, ha avvertito, sarà difficile intervenire in modo sostanziale anche sulla parte normativa del contratto, dall'orario ai diritti fino al welfare.

 

“Non possiamo certamente ritenerci soddisfatti - queste le sue parole -. Chiediamo e continueremo a chiedere un piano straordinario per la scuola trentina, che dia risposte ai bisogni di tutto il personale, i docenti, gli Ata, gli assistenti educatori, le insegnanti dell’infanzia, le coordinatrici pedagogiche e la scuola professionale provinciale e paritaria. Ad oggi non registriamo alcun passo avanti in questa direzione, nonostante le promesse sentite ieri in piazza. Tra l'altro credevamo che l’incontro fosse di tutto il personale: ci è stato chiarito che la loro intenzione era focalizzarsi sui docenti, dunque abbiamo chiesto un nuovo e urgente confronto che ricomprenda tutte le altre figure professionali”.

 

Per la Cgil Flc è arrivato il momento che il personale docente abbia un aumento salariale. “L'impostazione che si vuole dare – aggiunge Meo – è quella invece di attenersi a protocolli, che noi non abbiamo firmato e che hanno l'ambizione di stare dietro all'inflazione senza però dare alcun aumento retributivo. In questa fase storica, invece, c'è la necessità di risollevare la retribuzione da un periodo nel quale non si è riusciti a dare ristoro in questo senso. Chiediamo un pacchetto risorse importante che tiene conto non solo della parte economica ma anche di quella giuridica”.

 

GEROSA: “CONFRONTO SERENO”

“È stato un lungo confronto sereno. Ognuno ha portato le proprie posizioni come era giusto che fosse. Da parte mia, assieme ai dirigenti generali abbiamo dato disponibilità e apertura per trovare un terreno di condivisione” sono le parole che arrivano dall'assessora provinciale all'Istruzione, Francesca Gerosa.

 

“Mi sono segnata i primi impegni che ho preso: lo snellimento del contratto per renderlo più leggibile, semplice e meno interpretabile, ho chiesto collaborazione sul carico burocratico che i docenti lamentano per capire le procedure che possono essere alleggerite. Abbiamo parlato del tema della rendicontazione delle ore di lavoro con un impegno a ragionare su una maggiore flessibilità”. Disponibilità da parte dell'assessora anche di trovare una soluzione sulla responsabilità dei docenti in gita in relazione alla complessità sempre maggiore delle classi.

 

“Ho chiesto una collaborazione alle organizzazioni sindacali – ha spiegato Gerosa - sul tema della disconnessione. Le linee guida per la scuola, le famiglie e gli studenti sono state approvate due anni fa e non sempre vengono seguite. Abbiamo avviato un ragionamento per inserire il tema disconnessione all'interno del contratto. Una tutela anche per i docenti affinché possano dedicarsi anche alla loro vita”.

 

Per quanto riguarda il tema contrattuale e il confronto con Bolzano, Gerosa ha spiegato che “in Alto Adige il contratto nella parte economica è più vantaggioso ma anche anche tanti elementi diversi e più onerosi”. “La disponibilità che abbiamo dato – ha concluso l'assessora – auspico possa alleggerire le tante tensioni che abbiamo visto in queste settimane nel mondo della scuola”.

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