Il comune rifiuta una targa in ricordo di Tranquillo Moras, tra i primi dissidenti ucciso dai fascisti. L'opposizione: “Preoccupano le derive anti-democratiche”
Il respingimento motivato dal fatto che la lapide sarebbe stata troppo “divisiva”. Pd e opposizioni attaccano: “Scelta politica camuffata”. Accolta invece la richiesta di sostituire la targa della via dedicata a Moras

PORDENONE. E' polemica a Pordenone dopo il rifiuto dei giorni scorsi da parte dell'amministrazione comunale di affiggere una targa in Corso Vittorio Emanuele in ricordo di Tranquillo Moras, giovane operaio originario di Torre e iscritto al partito comunista che fu ucciso nel 1921 da un gruppo di fascisti, e che viene pertanto considerato come una delle prime vittime della repressione del fascismo. Secondo le parole dell'assessore comunale Walter de Bertoli, tale respingimento è avvenuto poiché l'opera è stata ritenuta profondamente “divisiva”, al punto che la lapide avrebbe finito col “turbare” le persone, specie i giovani e i bambini.
Una decisione che è stata aspramente contestata dalle opposizioni, in primis da Alessandro Genovesi, segretario del Pd di Pordenone, che in una nota espressa in forze congiunta con Nicola Conficoni, capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale nonché consigliere regionale, ha parlato apertamente di una palese scelta politica “camuffata” con un'argomentazione di comodo. “Sarebbe stato decisamente più trasparente se avesse fatto presente che la nostra richiesta non era in linea con le direttive politiche di questa maggioranza – dichiara Genovesi -. Credo che si tratti di una motivazione non solo debolissima, ma che nasconda in realtà il vero motivo della scelta: non dare il giusto tributo a un giovane antifascista ucciso in una spedizione punitiva in centro città”.
“Se esporre una targa riferita a un fatto di sangue potrebbe minare la concordia – aggiunge Conficoni -, allora lo stesso assessore dovrebbe spiegare perché in biblioteca c'è, invece, una targa dedicata a Norma Cossetto, giovane torturata e infoibata dai partigiani titini. Non solo, la targa parla chiaramente delle sevizie subite dalla giovane donna con termini che, quelli sì, potrebbero essere di turbamento in particolare per i più giovani”. A intervenire sul tema è stato anche il consigliere regionale di Open Sinistra Fvg Furio Honsell, che sulla vicenda ha ricordato: “In quel luogo si svolse il primo agguato fascista in città, che provocò la morte di Tranquillo Moras. Si deve mantenere vivo il ricordo della violenza squadrista e l'allerta alle possibili derive antidemocratiche. Preoccupa che il comune di Pordenone non voglia ricordare uno dei suoi martiri”.
L'amministrazione comunale cittadina ha tuttavia accolto un'altra vertenza di Genovesi, quella di riqualificare l'insegna della via che porta il nome di Tranquillo Moras che versava in pessime condizioni, sostituendola con una nuova.














