Guglielmi attacca la Sat e la Giunta approva: "Valutiamo di sostituirli nella gestione dei sentieri". Barricate delle minoranze e la proposta salta
Il documento di Luca Guglielmi (Lista Fassa) che attacca la Sat viene bollato come offensivo e vergognoso dalle opposizioni. Il consigliere dem Andrea de Bertolini parla di premesse che adombrano "profili di responsabilità penale, laddove si adducono presunte vittime alla carenza di manutenzione". La discussione porta a un time out della maggioranza e l'ordine del giorno viene ritirato

TRENTO. Un assalto alla Sat e alla sue prerogative. Scontro tra maggioranza e opposizione con la destra che ha scelto poi di battere in ritirata. Teatro della contesa il Consiglio provinciale negli ordine del giorno presentati nella cornice dell'assestamento di bilancio. A scatenare le reazioni delle minoranze è quello firmato da Luca Guglielmi (Lista Fassa) che tratta la manutenzione dei sentieri e che si spinge a ridisegnare il modello di montagna. Un documento approvato inizialmente della Giunta provinciale che poi opta per il passo indietro.
Ma andiamo con ordine. L'oggetto del documento è un sollecito alla Società alpinistica tridentina nella manutenzione dei sentieri ma anche a valutare la possibilità tecnica ed economica per un subentro diretto della Provincia con la riallocazione delle relative risorse. Se una richiesta di attenzione può essere pure legittima, l'intervento di Guglielmi appare confuso e esce sostanzialmente un attacco frontale alla Sat, con il rischio di depotenziare fino a smantellare l'ente. Un'offensiva a puntate: l'ordine del giorno con immagini sventolate dai banchi dell'Aula, conferenza stampa e parole in Consiglio provinciale con ipotesi di puntare sui Rangers sullo stampo di quello che avviene per alcuni tracciati sul Garda.
"Oggi il Bindelweg, più comunemente conosciuto come Viel dal Pan, è un sentiero escursionistico storico che collega il passo Pordoi e il passo Fedaia indicato anche dal Cai come percorso Sat individuato con la sigla E 601", scrive Guglielmi. "Questo percorso da diversi anni manca di manutenzione che meriterebbe un sentiero in costa, soprattutto dopo inverni ricchi di precipitazioni nevose".
In particolare, evidenzia Guglielmi, nel tratto che dal rifugio Viel del Pan scende al passo Fedaia. "Da almeno vent’anni, il sentiero che attraversa dei ripidi pendii a 2400 metri di quota è trascurato, stretto e infossato nel terreno, circondato da erba tipica dell’alta quota estremamente scivolosa specie se bagnata, in più tratti franato e con percorso su rocce scoperte che in caso di maltempo diventano pericolosi. A conferma di ciò nell’allegato - A - all’accordo stilato con dati del 2021 il sentiero E 601 è indicato ad altissima frequenza e 'franato'. Per sopperire all’incuria, da qualche anno all’imbocco del sentiero è apparso un cartello con l’indicazione di 'Sentiero per escursionisti esperti'. Un artificio che serve a ben poco".
Un attacco, nero su bianco, alla Sat duro. Un documento che sembra anche in qualche modo scaricare la responsabilità degli incidenti sulla Sat e sui volontari che non riescono o non possono contrastare un "tale degrado".
"Ne sono testimonianza gli innumerevoli interventi del soccorso alpino che si ripetono negli anni, chiamato a rimediare nei limiti del possibile a incidenti sempre più frequenti che non coinvolgono 'solo turisti sprovveduti e impreparati' ma che hanno visto cadere anche un custode forestale e un accompagnatore di media montagna, solo per citarne alcuni. Basterebbe solo fare il conto delle vite umane perse ogni anno, degli infortuni, del costo di intervento degli elicotteri sia di parte trentina che del Suem Veneto per rendersi conto che il degrado è tale che non si può nemmeno più pensare di sistemarlo semplicemente con il lavoro di qualche volontario mandato nel fine settimana a sopperire alla cronica mancanza di manodopera locale".
Ma non è l'unico caso, per il consigliere provinciale della Lista Fassa.
"Lo stesso triste destino lo condivide l'attraversamento del versante nord della Marmolada e la successiva discesa in Val Contrin. Lungo il ghiaione poco sotto la Forcella il sentiero è irriconoscibile, con un groviglio di tronchi posti a sostegno del sentiero che sono stati divelti dalle intemperie e dalla neve. Preme sottolineare che la legge provinciale 8 del 1993 per tutti i sentieri iscritti nell’elenco provinciale delle strutture alpinistiche di cui all’articolo 2 è individuato un soggetto a cui è affidato il controllo e l’obbligo della manutenzione dei sentieri intestati. Risulta che la Sat nella sola Val di Fassa si dovrebbe occupare della manutenzione di ben 450 chilometri di sentieri, come si legge 2 nell’Accordo di collaborazione per un progetto di sistema per la valorizzazione della rete sentieristica della valle di Fassa sottoscritto nel 2022 tra l’Azienda per il turismo val di Fassa, le amministrazioni comunali e la Sat".
In conclusione, l'esponente della Lista Fassa ricorda che "la Provincia di Trento finanzia la Sat addirittura con il 95% delle manutenzioni straordinarie dei sentieri assegnati. La popolazione fassana, i turisti (ancor prima dello scrivente) non si capacitano del motivo per cui ciò non sia ancora stato fatto".
Il provvedimento ha scatenato la dura reazione delle opposizioni, che hanno bollato il testo come "offensivo" nei confronti di un’istituzione storica che da oltre un secolo garantisce la cura delle valli e la sicurezza degli appassionati. Critiche e sdegno sono stati espressi da Francesco Valduga (Campobase), Alessio Manica (Partito Democratico) e Paolo Demagri (Casa Autonomia), mentre il consigliere dem Andrea de Bertolini ha annunciato la non partecipazione al voto per via di premesse che adombrano "profili di responsabilità penale, laddove si adducono presunte vittime alla carenza di manutenzione".
E Guglielmi ha respinto le accuse di ostilità verso la Sat ma ha ricordato come ci siano precisi obblighi normativi e contrattuali da assolvere: "I lavori possono anche essere appaltati, nel pieno rispetto dei volontari".
Qui Filippo Degasperi (Onda) ha scorto nella proposta una strizzata d'occhio al modello dei rangers a pagamento, invitando a tutelare una storia comunitaria e risolvere gli eventuali problemi con il dialogo. Sulla stessa linea Lucia Coppola (Alleanza Verdi Sinistra), che ha spronato la Giunta alla bocciatura: "Questo documento non può passare in quest’aula: la Sat rappresenta un patrimonio di competenze e lavoro che non può essere svilito da insinuazioni così sgradevoli".
Inizialmente la Giunta era orientata al via libera, tuttavia l'impatto della discussione ha indotto l’assessora Giulia Zanotelli a chiedere una pausa di approfondimento con l'assessore competente Roberto Failoni. Alla ripresa dei lavori, Guglielmi ha nuovamente difeso l'iniziativa citando criticità "vergognose" riscontrate in Marmolada e ha ribadito la necessità di far rispettare leggi e contratti al di là delle polemiche sui rangers.
A chiudere il confronto è stato il capogruppo Francesco Valduga, che ha rivendicato il valore identitario della Sat e del volontariato alpino: "Una storia che non va offesa e certi toni vanno respinti. Non offendiamo i rangers, ma essi incarnano un modello di fruizione della montagna estraneo alla nostra tradizione: per il Trentino la montagna non è solo dimensione turistica ed economica, ma una cifra di spiritualità costruita negli anni insieme alla Società alpinistica tridentina". Un concetto ribadito in chiusura anche da Manica e Degasperi, che hanno confermato il giudizio critico sull'ordine del giorno. Insomma, l'aria si è fatta troppo pesante e Guglielmi ha ritirato il documento.














