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Trento
01 agosto | 06:00

Assalto alla Sat, Marco Albino Ferrari: "Così si mette in discussione il senso stesso della trentinità. Nessuno la tocchi, in Trentino i sentieri migliori d'Italia"

Dopo il tentativo di "Assalto alla Sat", Marco Albino Ferrari: "I sentieri trentini sono i migliori d'Italia. La Sat esprime storia, tradizione, conoscenza e cultura del territorio, oltre ai valori della collettività, presenza, partecipazione e volontariato: un enorme patrimonio". L'ex presidente della Sat, Claudio Bassetti: "Si è cercato di  indebolire la più grande associazione del Trentino e cercare di privatizzare, a spese dell'ente pubblico, la gestione dei sentieri più frequentati"

Assalto alla Sat, Marco Albino Ferrari: Così si mette in discussione il senso stesso della trentinità

TRENTO. "Nessuno tocchi la Sat. Metterla in discussione equivale a mettere in discussione il senso stesso dell'essere trentini". Così Marco Albino Ferrari, scrittore, sceneggiatore e giornalista. Profondissimo conoscitore delle terre alte e componente del comitato scientifico de L'AltraMontagna. "La Società alpinistica tridentina esprime storia, tradizione, conoscenza e cultura del territorio, oltre ai valori della collettività, presenza, partecipazione e volontariato". 

 

È decisa la presa di posizione di Ferrari a difesa della Società alpinistica tridentina dopo quello che è sembrato un assalto. Parafrasando il titolo di un suo libro di successo, da "Assalto alle Alpi" a "Assalto alla Sat" il passo è breve. Un attacco scomposto del consigliere provinciale della Lista Fassa, Luca Guglielmi, che ha portato a decise reazioni in Aula, tanto che il centrodestra è stato costretto a battere in ritirata. Tempo, modi, concetti e messaggi che sono stati bocciati a tutti i livelli.

 

I satini si sono sentiti offesi e la Sat Centrale ha difeso il proprio operato e quello dei tantissimi volontari con decisione (Qui articolo). Una lunga nota per ribattere colpo su colpo, punto su punto (Qui articolo).

 

Un ordine del giorno che è partito dalla "carenza" di manutenzione sul sentiero Viel del Pan per poi allargarsi fino a chiedere di valutare di riallocare le risorse destinate alla Sat, prendere le redini della situazione a livello di uffici provinciali e cambiare sostanzialmente modello.

 

"Il Viel del Pan è un sentiero storico, dove viaggiavano granaglie (da qui “pan”) che collega l'Alta Val di Fassa in quota e scende verso i fondivalle veneti", dice Marco Albino Ferrari. "Un percorso frequentato fin dall'antichità e che non è per nulla banale. La manutenzione non è semplice e se si pensa di posizionare corrimano, balaustre e vie ferrate allora l'itinerario viene snaturato e si insegue un'altra dimensione e un altro tipo di sviluppo delle montagne sul quale bisogna ragionare, perché poi è difficile individuare un limite".

Il rischio di approvare quel documento sarebbe stato il depotenziamento della Sat (Qui articolo), un ente messo in discussione in Aula e pubblicamente senza diritto di replica in quella sede (Qui articolo). Un intervento stigmatizzato dalle opposizioni fino al ritiro del documento (Qui articolo). 

 

"Il patrimonio sentieristico italiano è gestito dai volontari, Cai o Sat. E' in Valle d'Aosta che c'è un servizio regionale basato su professionisti in pianta stabile ma il Trentino non ha nulla da invidiare in fatto di buona manutenzione", evidenzia Marco Albino Ferrari. "Anzi, si può affermare che la rete sentieristica trentina è quella tenuta meglio in Italia a livello di infrastruttura. Questo non solo dal punto di vista della manutenzione ma anche come segnaletica e cartellonistica".

 

C'è un altro aspetto spesso sottovalutato. "La catalogazione è capillare, precisa e dettagliata. La Sat stessa pubblica guide molto complete divise per zone", continua Marco Albino Ferrari. "C'è quindi un patrimonio enorme di saperi e conoscenze da salvaguardare. Secondo me, se si delegittima la Sat, si mette in discussione il senso stesso della trentinità: un volontariato che non ha eguali nel panorama nazionale".

 

E non usa giri di parole Claudio Bassetti, già presidente della Società alpinistica tridentina per due mandati.

 

"Parole ingiuriose quelle del consigliere Guglielmi in merito alla manutenzione dei sentieri in carico alla Sat", spiega Bassetti. "Il presidente Cristian Ferrari replica in modo fermo, puntualizzando il senso profondo del lavoro della Società e dei suoi volontari, la complessità della gestione dei sentieri sottoposti a carico eccessivo e alle condizioni climatiche drammaticamente modificate. Senza fare del vuoto provincialismo affermo che la Sat e la sua cura dei sentieri è modello per tutto il club alpino italiano e non solo. Se il consigliere Guglielmi volesse uscire dalla sua magnifica valle e aprisse gli occhi sul mondo si accorgerebbe di quanto metodo, quanta conoscenza tecnica, quanta cura e quanta passione ci sia nel conservare il patrimonio alpinistico sulle nostre montagne. Che significa lavorare anche sui sentieri più impervi e meno gettonati, per consentire a chi ama la montagna di viverla al di fuori delle folle estive e degli influencer".

 

Ma l'obiettivo dell'ordine del giorno del consigliere Gugliemi, "avallato dalla giunta provinciale, è duplice, implicitamente dichiarato: indebolire la più grande associazione del Trentino, che ha superato tra l'altro il secolo e mezzo di vita e cercare di privatizzare, a spese dell'ente pubblico, la gestione dei sentieri più frequentati, facilitandone oltremodo la percorrenza per ogni tipologia di utenza. Un danno collettivo per tutti: la Sat coi suoi tecnici e i suoi volontari non lavora solo per i propri soci, lavora per l'intera comunità. Non solo sui sentieri. Grazie presidente Cristian Ferrari, hai dato voce a tutti noi, satini e non", conclude Bassetti. 

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