"Sconcertato per l'utilizzo dell'escavatore in un'oasi di tranquillità e armonia. 'Miglioramento ambientale' per il gallo forcello, dalla Sat giuste critiche costruttive"
Giuseppe "Bepi" Pinter, già presidente della sezione di Ala della Sat, commenta gli interventi in val di Gatto: "Confesso che anch’io sono rimasto sconcertato davanti ad un simile intervento in quel luogo che rappresentava una vera e propria oasi di tranquillità e armonia. Un'associazione come la Sat ha il diritto e il dovere di fare anche delle critiche costruttive: sta ora ad altri accettarle o meno"

ALA. Continua a far discutere l'intervento di miglioramento ambientale per il gallo forcello portavo avanti nei boschi della val di Gatto, nel territorio di Ala: dopo le critiche della Sat, che aveva scritto una lettera chiedendo spiegazioni agli enti preposti (qui l'articolo) era arrivata la pronta replica dell'Associazione dei cacciatori trentini (qui l'articolo).
Ora arriva la presa di posizione dell'ex presidente della sezione di Ala della Sat, Giuseppe Pinter, che difende la legittimità dei dubbi espressi dalla Sat e anzi esprime anch'egli qualche riserva sulle modalità di intervento nella zona.
"Come ex presidente della Sat di Ala - scrive 'Bepi' Pinter -, non posso esimermi da alcune considerazioni in merito alla segnalazione fatta dalla Sat di Ala, tramite una lettera ai vari enti interessati, del 'miglioramento ambientale' in corso nel Vallone di Val di Gatto da parte della locale sezione Cacciatori. Esprimo tutto il mio appoggio al Presidente Valentino Debiasi e al Consiglio per questo gesto di responsabilità e di coraggio, cosa rara di questi tempi, che dimostra quanto la Sat sia sensibile ed attenta alle tematiche ambientali. Mi auguro che almeno chi è intellettualmente onesto abbia colto il senso di quella lettera, moderata nei toni, propositiva e senza alcuna chiusura al dialogo. Confesso che anch’io sono rimasto sconcertato davanti ad un simile intervento in quel luogo che rappresentava una vera e propria oasi di tranquillità e armonia".
"Come scritto nella lettera, quello che più ha impressionato è stato l’uso del mezzo meccanico. Capisco che in questo modo si risparmiano tempo e fatica, ma un intervento con mezzi e modi meno impattanti probabilmente sarebbe stato più compreso e accettato, visto che parliamo di un luogo che dovrebbe essere di tutti, ognuno con le sue sensibilità. Anche i Servizi provinciali potrebbero porsi qualche domanda. Conosco bene la storia del gallo forcello sul nostro territorio comunale. Ne ho seguito il lento, progressivo e inesorabile declino che l’ha visto letteralmente sparire dai bordi dei pascoli dei Lessini che si affacciano sulla valle di Ronchi. Gli ultimi esemplari sono rimasti nel Vallone di S. Giorgio, guarda caso nel Parco Naturale della Lessinia, dove la caccia è vietata. Nell’ambiente venatorio alense, i più anziani ricorderanno con quanta 'solerzia' alcuni appassionati di 'piuma' battevano quelle zone e, nel giro di pochi anni le storiche arene di canto rimasero mute. L’ultimo sparuto nucleo è rimasto sul Gruppo del Carega a causa di una gestione venatoria miope e poco responsabile".
"Condivido naturalmente - prosegue Pinter - la proposta di una salutare moratoria per questa specie in grande difficoltà. La Riserva di Ala dispone inoltre di un patrimonio faunistico notevole, soprattutto di ungulati (anche per merito dei cacciatori), per cui a tutti i soci sono garantiti uno o più capi da abbattere. Non vedo dunque il bisogno di chiedere l’assegnazione di un capo di forcello, come accaduto l’anno scorso, per 'accontentare' i pochi appassionati di questo tipo di caccia. Questa piccola rinuncia gioverebbe alla credibilità della categoria".
"Venendo alla dichiarata disponibilità della Sat per una forma di collaborazione, ricordo che tanti anni fa la Sat di Ala aveva aiutato la Sezione cacciatori nel ripristino della pozza d’alpeggio sul Prà del Sinèl. Questi 'miglioramenti ambientali' vanno però poi mantenuti e curati, non come in località Prà Bel dove, dopo aver tagliato dei larici quasi secolari, la rinnovazione del faggio sta progressivamente vanificando l’intervento fatto proprio per il forcello. Mettiamo allora reciprocamente da parte contrapposizioni e risentimenti perché nessuno è perfetto, nemmeno la Sat”.
"Senza alcuna presunzione però, un’Associazione come la Sat di Ala che conta più di 500 soci e con una lunghissima storia di impegno, ha il diritto e il dovere di fare anche delle critiche costruttive: sta ora ad altri accettarle o meno", conclude l'ex presidente.














