"Nessuno scempio ambientale, creare spazi aperti tra i cespugli è fondamentale per il gallo forcello. Noi cacciatori l'unica realtà che investe nel miglioramento degli habitat"
Il presidente dell'Associazione cacciatori del Trentino Matteo Rensi replica all'allarme lanciato dalla Sat di Ala: "L'attività è strettamente regolamentata: esiste infatti un protocollo dedicato tra l'Associazione e il Servizio Foreste, il quale autorizza l'intervento e lo coordina attraverso le proprie strutture periferiche. Per gli interventi in area Natura 2000 quale, appunto, quello in Val del Gatto ad Ala, è previsto un ulteriore step autorizzativo preventivo"

ALA. "Nessun allarme, nessuno scempio": trovano immediatamente risposta i dubbi e le perplessità espresse dalla Sat di Ala in merito all'intervento in corso in val di Gatto (qui l'articolo).
Quanto realizzato è un'operazione che, come avvenuto già in altri territori nel corso degli ultimi anni, si propone di arrestare o almeno rallentare la perdita di habitat con elevato valore faunistico, in particolare in questo caso nelle aree idonee alla specie del gallo forcello.
La finalità dell'intervento è di conservare e di estendere le radure, le superfici pascolive e i corridoi faunistici presenti: nel concreto si tratta di togliere parte della vegetazione cespugliosa e quella arborea per definire degli spazi aperti, importanti per la specie in questione.
"L'attività di miglioramento ambientale costituisce un ausilio fondamentale alla conservazione di specie ombrello come i tetraonidi; tale prassi è peraltro richiamata dall'art. 3, comma 3, della stessa Direttiva Habitat, che impegna gli Stati membri a mantenere e, se necessario, a migliorare gli habitat", spiega Matteo Rensi, presidente Associazione Cacciatori Trentini. "È importante notare come, su tutto l'arco alpino italiano, le uniche organizzazioni privatistiche che realizzano e finanziano interventi di miglioramento ambientale per i tetraonidi siano le associazioni venatorie. Il Trentino non fa eccezione: a parte i numerosi e pregevoli interventi realizzati dal Servizio Foreste, l'unica realtà che si occupa di miglioramenti ambientali è l'Associazione Cacciatori Trentini, attraverso due modalità: da un lato l'apporto dei cacciatori volontari, che dedicano ai miglioramenti 3.500 ore/anno; dall'altro, dal 2016, il sostegno finanziario alle riserve per l'affidamento dei lavori a ditte esterne, con un investimento, ad oggi, di oltre 600.000 euro di fondi propri per questo tipo di iniziative".
"L'attività - prosegue Rensi - è strettamente regolamentata: esiste infatti un protocollo dedicato tra l'Associazione e il Servizio Foreste, il quale autorizza l'intervento e lo coordina attraverso le proprie strutture periferiche. Per gli interventi in area Natura 2000 quale, appunto, quello in Val del Gatto ad Ala, è previsto un ulteriore step autorizzativo preventivo, mediante l'invio al Servizio Sviluppo Sostenibile e Aree Protette di un apposito Screening di Incidenza Ambientale. Il Servizio Ssap autorizza l'intervento, come avvenuto nel caso in esame, dopo un attento esame della tipologia e dell'estensione degli habitat e delle specie animali interessate, inserendo, se necessario, eventuali prescrizioni aggiuntive relative alle modalità e ai tempi dell'intervento".
Inevitabile, per una questione di costi in termini anche di risorse umane, l'utilizzo di mezzi meccanici, come il ragno munito di fresa forestale così come di motosega e decespugliatore.
"Per quanto riguarda le remore espresse in merito alla praticabilità della caccia al gallo forcello - conclude il presidente Rensi -, è opportuno far presente che il piano di prelievo del forcello (fagiano di monte) viene autorizzato annualmente dal Servizio Faunistico della Provincia sulla base di un avanzato protocollo di monitoraggio, primaverile ed estivo, che tiene conto dell'andamento annuale della densità post-riproduttiva della specie e dell'indice riproduttivo. La metodologia adottata dalla Provincia di Trento è talmente rigorosa da essere stata ripresa integralmente nel Piano di Gestione Nazionale del Fagiano di Monte, predisposto nel 2023 dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica in collaborazione con Ispra e con il Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente, e adottato per l'intero territorio nazionale".














