"Orsi in Bondone? Nessuna novità, nessuna emergenza", le associazioni alzano la voce: "Sui social gli estremisti anti-grandi carnivori alimentano un clima di terrore"
Io non ho paura del lupo e Wwf Trentino-Alto Adige: "Il Monte Bondone è una montagna viva, frequentata dalle persone e abitata dalla fauna selvatica. Gli orsi, come cervi, volpi, caprioli e quant’altro, ne fanno parte da molto tempo. Imparare a gestirne correttamente la presenza, ridurre le fonti alimentari artificiali, informare cittadini e turisti e intervenire sugli individui realmente problematici è la strada da seguire"

TRENTO. Sul complesso e variegato tema dei grandi carnivori, poche voci sono autorevoli quanto quelle delle associazioni Io non ho paura del lupo Aps e Wwf Trentino Alto Adige-Südtirol: le due realtà ambientaliste sono intervenute con toni particolarmente accesi nel dibattito riguardante la presenza, secondo alcuni preoccupante, di orsi sul Monte Bondone.
"Una presenza che non è una novità, né un'emergenza - puntualizzano immediatamente le due associazioni -. Gli avvistamenti non possono essere trasformati automaticamente in allarme. Preoccupa invece il clima alimentato sui social da gruppi di estremisti anti-grandi carnivori, ai quali troppo spesso viene offerta visibilità".
Facendo un passo indietro, è importante evidenziare come l’area del Monte Bondone fa parte ormai da decenni dell’areale dell’orso bruno in Trentino ed è un territorio particolarmente vocato alla presenza della specie.
La stessa Provincia Autonoma di Trento, già molti anni fa, indicava il gruppo Bondone-Stivo tra le principali aree interessate dalla presenza dell’orso nel Trentino occidentale, sottolineano le associazioni. Parlare oggi degli avvistamenti sul Bondone come se ci trovassimo davanti a un fenomeno inusuale rischia quindi di "fornire ai cittadini e ai turisti una rappresentazione distorta della realtà".
"Gli avvistamenti delle ultime settimane - riprende la nota congiunta - meritano certamente attenzione e una gestione corretta, soprattutto laddove gli animali possano essere attratti da fonti alimentari di origine antropica. È quindi corretto intervenire sulla gestione dei rifiuti e dei cassonetti, come sta facendo, seppur tardivamente, il Comune di Trento, ma gestione e prevenzione sono una cosa, l’emergenza è un’altra. Ad oggi le informazioni pubbliche disponibili non descrivono sul Bondone episodi di particolare rilievo, se non alcuni avvistamenti di orsi, come avviene del resto ogni anno. Molti degli animali sono stati osservati a grande distanza: per tale ragione non è neppure chiaro se i diversi avvistamenti riguardino lo stesso esemplare. Non comprendiamo quindi su quali elementi concreti possa basarsi la richiesta di alcuni operatori turistici di arrivare agli abbattimenti semplicemente perché alcuni orsi vengono osservati in un territorio nel quale la loro presenza è del tutto naturale, come peraltro lo sarebbe nel resto del Trentino".
Il turismo trentino non è minacciato dagli orsi
"Ancora più difficile da sostenere con i dati - proseguono le associazioni - è l'idea che la presenza dell'orso rappresenti di per sé una minaccia per il turismo. Nel settembre 2025 la Provincia autonoma di Trento ha presentato un'indagine Doxa commissionata da Trentino Marketing su un campione rappresentativo di oltre 2.000 italiani. I risultati sono estremamente chiari: per il 67% degli intervistati la presenza dell'orso non modifica la scelta di trascorrere una vacanza in Trentino; per il 20% aumenta addirittura l'interesse e solamente per il 13% lo diminuisce".
Tra le persone che stavano concretamente valutando una vacanza in Trentino, la percentuale di chi considera l'orso un elemento capace di aumentare l'interesse sale al 26%. E anche i numeri reali del turismo raccontano una storia molto diversa da quella di un territorio penalizzato dai grandi carnivori: la stagione estiva 2025 ha registrato un aumento del 4,9% sia degli arrivi sia delle presenze rispetto all'anno precedente, diventando la migliore stagione estiva dell'ultimo decennio.
"L'orso, dunque - proseguono - è anche uno degli elementi che rendono straordinario il patrimonio naturale del Trentino e, per una parte significativa dei visitatori, rappresenta un valore aggiunto e un motivo di interesse. Un territorio che voglia davvero mirare a destagionalizzare la sua offerta, come i cambiamenti climatici ogni giorno di più ci ricordano, senza perdere di vista la sua identità di ambiente naturale alpino dovrebbe guardare con serietà a questi numeri, senza lasciare che la discussione venga dettata dalla demagogia e dalle posizioni di pochi gruppi estremisti".
La paura non può essere costruita sui social
"Quello che ci preoccupa maggiormente - insistono Io non ho paura del lupo e Wwf - è il meccanismo che si sta consolidando attorno ai grandi carnivori. Sui social network, e in particolare su Facebook, sono attivi gruppi e pagine fortemente ostili alla presenza di orsi e lupi. Tale contrarietà è ovviamente del tutto legittima: meno lo è trasformare sistematicamente avvistamenti e normali episodi di presenza della fauna selvatica in situazioni di allarme. Non appellarsi alla paura non significa negare i problemi legati alla presenza degli orsi. Gli individui che manifestano comportamenti realmente problematici devono essere identificati e gestiti secondo quanto previsto dalle norme e dai protocolli, arrivando alla rimozione quando ne ricorrano effettivamente le condizioni. Ma un orso avvistato non è automaticamente un orso problematico e la presenza di un orso nel suo habitat non costituisce un’emergenza. Lavorare per la sicurezza senza generare paura nei confronti dei grandi carnivori non è solo una possibilità: è un dovere, di tutta la cittadinanza come delle Istituzioni".
"Crediamo infine - concludono - che anche il mondo dell'informazione debba interrogarsi sul proprio ruolo. Dare spazio è legittimo. Trasformare continuamente le dichiarazioni dei gruppi più estremi nel metro con cui misurare l'opinione di un'intera comunità è un'altra cosa. La stampa dovrebbe dare almeno altrettanto spazio ai dati scientifici, ai numeri del turismo e alle aspettative dei visitatori, mettendole, dove necessario, a confronto anche con le vocazioni naturali di un territorio, che non può essere trasformato nel centro di Milano, e alla voce delle migliaia di persone che frequentano quotidianamente le montagne trentine senza vivere la presenza della fauna selvatica con spavento, paura o senso di emergenza".
"Il Monte Bondone è una montagna viva, frequentata dalle persone e abitata dalla fauna selvatica. Gli orsi, come cervi, volpi, caprioli e quant’altro, ne fanno parte da molto tempo. Imparare a gestirne correttamente la presenza, ridurre le fonti alimentari artificiali, informare cittadini e turisti e intervenire sugli individui realmente problematici è la strada da seguire, assieme a piccole modifiche dei nostri comportamenti in montagna che vanno nella direzione della maggior consapevolezza che la conoscenza scientifica negli ultimi decenni ci ha regalato, nonché nel necessario rispetto che la maggior frequentazione impone se vogliamo continuare a godere dell’ambiente naturale in cui viviamo".


















