"La paura per l'orso rivela quanto poco lo conosciamo", sull'Alpe Cimbra un sentiero per scoprire i plantigradi tra storia, natura e territorio
“Sulle tracce dell’orso”, 11 chilometri di escursione attraverso boschi e pascoli dell'Alpe Cimbra. La testimonianza della guida ambientale escursionista Francesca Mor: "Conoscere è il primo passo per non temere"

LUSERNA. “Conoscere è il primo passo per non temere”: è uno dei concetti fondamentali da cui si sviluppa “Sulle tracce dell’orso”, un sentiero tematico immerso nella natura dell'Alpe Cimbra.
L'iniziativa, promossa dal progetto “Occhi in Natura” in collaborazione con l'amministrazione locale e l'azienda per il turismo, cerca di sfatare gli stereotipi connessi al grande carnivoro sfruttando il profondo legame storico tra l’Alpe Cimbra e l’orso, una presenza oggi peraltro quasi scomparsa dal territorio.
La memoria però è mantenuta viva e tangibile: una testimonianza che, oltre al sentiero tematico nato nel 2024, è concretizzata da chi sa raccontare questo affascinante connubio tra storia, natura e identità territoriale.

È il caso di Francesca Mor, Guida Ambientale Escursionistica e collaboratrice di diversi musei locali, capace di trasformare la sua profonda passione per la natura in uno strumento di connessione. "Le escursioni accompagnando turisti o persone interessate a scoprire qualcosa in più sull'Alpe Cimbra e sull'orso – racconta Mor – sono la parte che mi dà più soddisfazione: vivere un’esperienza in prima persona permette di conservarla nel tempo. Per questo cerco sempre di affiancare alle parole un elemento concreto e visivo, come immagini o oggetti fisici".
L'esperienza non si limita a percorrere il sentiero, che si snoda per 11 chilometri attraverso boschi e pascoli, accessibile anche agli escursionisti meno esperti: “Sulle tracce dell’Orso” è un’esperienza rivolta a chi cerca un itinerario capace di unire sapere scientifico, analisi dell’ambiente naturale e la bellezza dei paesaggi d’alta quota.
“Quando sentiamo parlare dell’orso – riprende l'esperta – la prima reazione è quasi sempre la stessa: la paura. Se ci fermiamo un momento però, capiamo che questo sentimento non parla dell’orso; parla di quanto poco lo conosciamo”.
La guida insomma cerca di orientare verso uno sguardo diverso, più comprensivo e rispettoso dell’animale. Camminando per i boschi, seguendo le tracce e ascoltando le riflessioni di Francesca Mor, si inizia a vedere il grande carnivoro non più come un pericolo astratto, ma come quello che è davvero: un animale selvatico, con le sue abitudini e le sue "emozioni". La nostra stessa paura, infatti, la prova anche lui. “L’animale più pericoloso – assicura l'esperta – è quello spaventato. Per l’orso siamo una minaccia: conoscendo le sue reazioni possiamo adattare il nostro comportamento e ridurre il rischio”.

Per convivere in sicurezza con l’orso occorre prima di tutto saperne interpretare i segnali. “Alzarsi in piedi – prosegue la guida – è un gesto di curiosità per fiutare l’aria, mentre la scopertura delle gengive o i falsi attacchi indicano forte stress”.
La prima regola resta la prevenzione: farsi sentire e rispettare l’obbligo di rimanere sempre sui sentieri. “In caso d’incontro – conclude Mor – bisogna mantenere la calma, parlare con toni bassi, allontanarsi lentamente senza correre e, se possibile, cercare un riparo”.

Il progetto “Occhi in natura” organizza sempre sul territorio dell'Alpe Cimbra escursioni come “I sentieri dei lupi”, per conoscere un altro grande carnivoro più da vicino, o “Di vulcani e di ghiacciai”, per ammirare lo spettacolo del Lagorai dipinto dai colori autunnali. Iniziative che mettono al centro il sentimento di cura per gli animali ed il desiderio di preservazione della natura.













