Raccontare un territorio partendo dalla sua identità: l'idea di Silvia Conotter e della sua "Marevea". "L'obiettivo è creare meraviglia rispettando l'ambiente"
Natura, cultura, produzioni locali, arte e tradizioni possono così incontrarsi lungo un percorso che invita a osservare, giocare, conoscere e scoprire. "Il nostro obiettivo è creare meraviglia attraverso il territorio - aggiunge -. Un luogo ha già dentro di sé una storia, ma spesso quella storia deve essere resa visibile e comprensibile. Noi cerchiamo di costruire il modo più efficace e coinvolgente per farla vivere alle persone. È un approccio che può rivolgersi alle famiglie, ai visitatori, alle comunità locali, ma anche alle imprese e alle destinazioni turistiche"

TRENTO. C'è un modo diverso dal "solito" di valorizzare un territorio: significa non limitarsi a raccontarlo, ma creare occasioni perché le persone possano scoprirlo e viverlo in maniera... diversa. Niente tecnologia, niente gonfiabili o parchi gioco giganti, ma semplicemente più emozioni e bellezza.
Come? Con una filosofia innovativa, un approccio che sembra 3.0, ma è, in realtà, l'esaltazione della semplicità. Quando potrebbe definirlo un "mood" controcorrente: sarà così, ma è terribilmente efficace: Marevea, la società trentina ideata, fondata e diretta da Silvia Conotter, esperta di marketing dei territori, ha fatto dello sviluppo di prodotto in quota uno degli elementi distintivi della propria attività.
Il bilancio 2025, il primo che copre un intero anno, si è chiuso con 750 mila euro di fatturato e 150 mila euro di utile. Gli accordi già siglati per 2026 e 2027 portano il fatturato verso il milione di euro. Segno che il mercato, anche quello nazionale, risponde con entusiasmo a questa proposta.
"Sono progetti uno diverso dall'altro, sia per bambini che per adulti - spiega Silvia Conotter - che creano notevole indotto sul territorio. I dati degli impianti a fune che seguiamo da anni, i più facilmente misurabili, indicano fatturati estivi duplicati, ma anche quadruplicati, rispetto a solo qualche anno prima. Tra i progetti realizzati quest'estate con l'artista Franz Avancini "Melinda e la Scatola magica" in Val di Non, il "Sentiero del Corvo blu" e "Sulle tracce di Ciampy" in Val di Fassa. L'anno scorso invece abbiamo realizzato a Pinzolo, al Doss del Sabion, “Il Tempio del tempo”, oasi di contemplazione di fronte alle Dolomiti di Brenta con l’artista Marco Nones".
Ogni lavoro parte dall’identità di un luogo per costruire intorno ad essa una storia ed un'esperienza capace di coinvolgere pubblici diversi. È in questo ambito che si colloca uno dei filoni più originali dell’attività di Marevea: la progettazione di percorsi esperienziali, itinerari nei quali il territorio non fa semplicemente da sfondo, ma diventa protagonista.
Natura, cultura, produzioni locali, arte e tradizioni possono così incontrarsi lungo un percorso che invita a osservare, giocare, conoscere e scoprire.
“Il nostro obiettivo è creare meraviglia attraverso il territorio - aggiunge -. Un luogo ha già dentro di sé una storia, ma spesso quella storia deve essere resa visibile e comprensibile. Noi cerchiamo di costruire il modo più efficace e coinvolgente per farla vivere alle persone. È un approccio che può rivolgersi alle famiglie, ai visitatori, alle comunità locali, ma anche alle imprese e alle destinazioni turistiche".
Un esempio è proprio il percorso "Melinda e la Scatola Magica", intreccia natura, gioco, fiaba e arte attraverso dieci tappe e altrettante sculture in legno che mettono in relazione il prodotto agricolo con il paesaggio nel quale nasce insegnando ai più piccoli a riconoscere i diversi tipi di mele e dunque ad imparare qualcosa di nuovo giocando.
Un’esperienza nella comunicazione territoriale maturata in oltre un decennio di attività. Dal 2013 Silvia è infatti alla guida di Il Trentino dei Bambini e Il Trentino delle Meraviglie, due progetti editoriali e di comunicazione on line dedicati alla scoperta del territorio, che raggiungono complessivamente un bacino di circa due milioni di utenti l’anno provenienti da tutta Italia.
Da qui la consapevolezza: oggi non basta promuovere una destinazione, ma bisogna costruire motivi per sceglierla e occasioni per viverla. Il nome stesso della società racchiude questa ambizione. Marevea, parola che in ladino significa "meraviglia", è infatti per Silvia Conotter, "Queen" del marketing territoriale in Trentino Alto Adige (e non solo), una sorta di dichiarazione d’intenti: produrre meraviglia attraverso progetti capaci di creare un ponte tra le persone e i tesori, spesso ancora poco conosciuti, dei territori e delle imprese.


















