"I cacciatori portano le ruspe in valle per 'migliorare l'ambiente' del gallo forcello? Sulle Piccole Dolomiti uno scempio che ferisce un ambiente delicato e fragile"
L'attacco della Sat di Ala: "Non siamo contrari pregiudizialmente a questo tipo di interventi, quello che contestiamo sono le modalità, poco rispettose di un ambiente così delicato e fragile"

ALA. Scempio sulle Piccole Dolomiti. Il grido d'allarme arriva dalla sezione Sat di Ala, sorpresa e preoccupata da quanto avvenuto in questi giorni.
Il teatro dell'episodio è la val di Gatto, suggestiva zona nel comune di Ala che confina con la Vallarsa.
In una lunga lettera firmata dal presidente della sezione locale della Sat, Valentino Debiasi, si va dritti al punto: secondo quanto riporta il testo, i cacciatori in accordo con i servizi forestali della Provincia autonoma di Trento avrebbero messo in atto un intervento di "miglioramento ambientale" che, con tanto di foto a corredo, prevede l'utilizzo di mezzi meccanici particolarmente invasivi che hanno lasciato una visibile "cicatrice" nel paesaggio e nell'equilibrio ambientale della riserva.
Un intervento, vale la pena di ribadirlo, assolutamente legittimo e regolamentato, ma che a detta della Sat è stato portato avanti senza alcuna comunicazione preventiva e soprattutto, con metodi sbagliati.
Di seguito il testo integrale:
Con la presente, il Consiglio della Sezione Sat di Ala intende intervenire con alcune considerazioni in merito all’intervento in corso da parte della Riserva cacciatori di Ala nel Vallone di Val di Gatto, che ricade nella ZSCIT3120172 “Monti Lessini-Piccole Dolomiti”.
Grandi sono stati la sorpresa e lo sconcerto di alcuni nostri Soci nel vedere un mezzo meccanico che operava con tale e fortissimo impatto in un contesto ambientale fino a quel momento integro e suggestivo. Una vera e propria oasi che non sentiva certo il bisogno di essere soggetta ad un simile intervento, eseguito inoltre con quelle modalità. La zona è fra l’altro attraversata dal nostro sentiero n. 115 che, sia pur per un breve tratto, è stato rovinato, senza nessuna preventiva comunicazione. Ma questo non è il problema.
Il Rettore della Riserva ha telefonato successivamente al nostro Presidente spiegando che si trattava di un intervento di “miglioramento ambientale” in favore della fauna, in particolare dei tetraonidi. La Sat non è contraria pregiudizialmente a questo tipo di interventi. Quello che contesta sono le modalità, poco rispettose di un ambiente così delicato e fragile.
Entrando nello specifico, non possiamo fare a meno di ricordare alla Sezione cacciatori che il primo modo per salvaguardare la specie del gallo forcello, da anni in grande difficoltà, sarebbe quella di non chiedere più al Servizio faunistico provinciale l’assegnazione di qualche capo da abbattere.
Un’evidente e stridente contraddizione, rispetto alla quale chiediamo una riflessione anche da parte dei Servizi Provinciali che disciplinano questo settore.
La Sat non vuole e non cerca contrapposizioni che non giovano a nessuno, siamo anzi disponibili a qualsiasi forma di collaborazione per tutelare, come facciamo da sempre, l’ambiente montano che condividiamo anche con i cacciatori, sia pure con fini e interessi diversi.
Tornando al tema centrale di questa riflessione, chiediamo alla Sezione cacciatori che, a intervento concluso, ci sia un periodo di moratoria per questa specie ormai a rischio di estinzione.
Sarebbe un gesto di coerenza e di buonsenso, nonché un’assunzione di responsabilità che darebbe credibilità a tutta la categoria.
Nel dichiararci ancora una volta aperti al dialogo, porgiamo distinti saluti.
Per il Consiglio della Sezione Sat di Ala, il Presidente Valentino Debiasi














