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FVG
10 giugno | 17:24

Il nuovo monumento alle vittime delle foibe divide la città: ''Sembra un frullatore, ridateci la nostra piazza''

L’installazione inaugurata in largo Panfili continua a dividere: tra sfottò e commenti poco lusinghieri, l'opera proprio non va giù ai triestini, e alle porte c'è il 12 giugno, quando a Trieste si festeggierà la liberazione dalle truppe di Tito

TRIESTE. “Bruttissima”, “Orrenda!”, “Sembra un frullatore”, sono solo alcuni (e tra i meno pesanti) dei commenti che girano sui social della città riguardo la nuova installazione che è stata inaugurata lo scorso 29 maggio in largo Panfili, nel centralissimo borgo teresiano di Trieste, senza tuttavia incontrare il gusto di buona parte della cittadinanza.

 

Un monumento che proprio non va giù ai triestini, ma che è stato realizzato con un nobile proposito, vale a dire ricordare e commemorare le vittime dei massacri delle foibe, simboleggiando allegoricamente, ma neanche troppo, la caduta dei corpi nel meandro, immortalati in un moto quasi vorticoso all'interno di un cilindro di plexiglass alto sei metri.

 

L'opera è stata realizzata dall'Accademia delle belle arti di Calabria per il giorno del Ricordo, ed è passata attraverso una selezione del Ministero dell'Università e della Ricerca (Mur) per poi approdare a Trieste. “Speriamo sia un'installazione provvisoria”, auspica un altro commento rilasciato sotto un post che descrive il monumento, ma la realtà è che, secondo le previsioni, l'opera è destinata a continuare a fare “bella mostra” di sé almeno fino a dicembre, sempre che nel frattempo l'amministrazione riesca a decidere una sistemazione alternativa, tempi che altrimenti potrebbero ulteriormente allungarsi.

 


 


 

Sta di fatto che la scultura, piaccia o meno, che si era prefissata l'obbiettivo di invitare alla riflessione sulle foibe e sui drammi del Novecento, ha invece involontariamente spostato la discussione sul piano estetico, che certo ha la sua importanza in un'ottica squisitamente decorativa della città, ma che giunge proprio in dirittura d'arrivo del 12 giugno, momento nel quale la città si appresta a celebrare l'ottantunesimo anniversario dalla liberazione dall'occupazione jugoslava.

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