Liberazione, una proposta per commemorare anche le vittime dei partigiani di Tito, svolta (forse) storica a Fiume
La città si prepara a rompere un silenzio durato troppo a lungo in una commemorazione che si prefigura l'obiettivo di coinvolgere tutta la città. Il consigliere comunale: “Non si tratta di onorare le nostre vittime in quanto italiane, ma in quanto fiumane, cioè cittadini di Fiume che sono stati antifascisti”

TRIESTE. Sui luoghi del confine nord-orientale la festa della Liberazione ha un significato e una valenza sempre particolare. Sul versante italiano del litorale si festeggia un 25 aprile che non è come quello del resto d'Italia, una Liberazione a tutti gli effetti, perché qui ne è seguita a stretto giro l'occupazione dell'armata jugoslava del maresciallo Tito. E proprio in tal senso si inserisce una notizia storica per quei paesi che in fin dei conti della Jugoslavia sono eredi.
Nella città di Fiume infatti, oggi in Croazia dove la data della Liberazione si festeggia qualche giorno più in là vale a dire il 3 maggio, si lavora già da qualche tempo per un'iniziativa storica: una commemorazione che riguarderà anche le vittime causate dai partigiani jugoslavi. Si tratterebbe della prima volta in più di ottant'anni che un paese della Jugoslavia prima e dell'ex Jugoslavia poi, istituisse in via ufficiale una ricorrenza annuale verso le vittime del comunismo avvenuite nel processo di riunificazione del paese dopo l'occupazione italiana e tedesca.
A parlarne per Il Dolomiti è stato Enea Dessardo, consigliere comunale, presidente della Comunità degli italiani di Fiume nonché membro del Comitato per le minoranze del comune, l'organo che ha dato origine alla proposta: “In questo momento non abbiamo avuto ancora conferme ufficiali da parte dei vertici cittadini – ha dichiarato il consigliere Dessardo –. Noi del comitato ci siamo riuniti la scorsa settimana e abbiamo votato all'unanimità per istituire la giornata di ricordo delle vittime dell'Ozna (i servizi segreti jugoslavi, ndr) e collocarla il giorno dopo quella della Liberazione, il 4 maggio, con una celebrazione che dovrebbe abere luogo al cimitero monumentale di Cosala/Kozala”.
Tuttavia, è bene specificare che ad oggi nessun responso ufficiale è ancora giunto da parte dell'amministrazione cittadina, nonostante alla data designata per la commemorazione manchino ormai pochi giorni. Secondo gli italiani di Fiume tale riconoscimento sarebbe d'obbligo, come rimarcato da Dessardo: “Sarebbe un gesto doveroso e che sarebbe dovuto arrivare molto prima. Speriamo che adesso, dopo più di ottant'anni sia possibile onorare tutte le vittime, perché questo territorio ha una storia così complessa da non poter essere banalizzata o ridotta solo a 'buoni da un lato e cattivi dall'altro'. Non si tratta – aggiunge – di onorare le nostre vittime in quanto italiani, ma in quanto fiumani, cioè cittadini di Fiume che sono stati antifascisti durante la guerra ma che nel dopoguerra erano scomodi per ragioni politiche ed etniche”.
Un messaggio chiaro quello che arriva dal presidente della comunità degli italiani di Fiume, secondo cui anche le vittime italiane della zona non andrebbero commemorate solo dalla rispettiva comunità, bensì da tutta la città sotto le insegne dell'antifascismo e della democrazia.












