Foiba di Basovizza, commemorazione dei 97 finanzieri uccisi dalle truppe di Tito. Roberti: "Eliminati per cancellare la memoria storica, ricordarli obbligo morale"
I 97 finanzieri avevano partecipato all'insurrezione di Trieste, presidiando infrastrutture strategiche per la città durante i concitati momenti della ritirata tedesca: vennero uccisi nell'ambito dell'occupazione jugoslava di Trieste

TRIESTE. Nella mattina di oggi, 5 maggio, al monumento nazionale della Foiba di Basovizza, nel comune di Trieste, si è tenuta la cerimonia in ricordo dei 97 finanzieri che nel 1945 vennero uccisi a guerra conclusa dall'armata popolare jugoslava che aveva occupato la città.
Alle celebrazioni hanno preso parte, tra gli altri, il sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze Sandra Savino, il comandante regionale della guardia di finanza Luigi Nieddu, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e il prefetto Giuseppe Petronzi, nonché l’assessore regionale alle autonomie locali Pierpaolo Roberti.
“Oggi non ricordiamo soltanto la caduta di queste vittime – ha spiegato Roberti – durante una battaglia o una semplice vendetta. Ricordiamo 97 vite sottratte alle loro famiglie da chi tentò di nascondere un pezzo di storia, rendendo più facile per la Jugoslavia titina annettere il territorio di Trieste, liberato dall’invasore tedesco anche grazie al contributo degli uomini in divisa dello Stato italiano”.
I 97 finanzieri erano tra coloro i quali avevano partecipato all'insurrezione di Trieste, presidiando infrastrutture strategiche per la città durante i concitati momenti della ritirata tedesca, venendo tuttavia arrestati poco tempo dopo dai partigiani jugoslavi, uccisi e gettati nelle foibe.
“I 97 finanzieri vittime dell’eccidio di Basovizza nel maggio 1945 – ha specificato Roberti – furono eliminati dai titini con uno scopo ben preciso: cancellare la memoria storica del loro contributo patriottico durante l’insurrezione di Trieste. È un obbligo morale delle istituzioni continuare a tramandare la memoria di quanto avvenuto, affinché quel tentativo di negare la verità dei fatti non abbia mai successo”.
In conclusione, particolare attenzione è stata rivolta dall'assessore nei confronti dei giovani componenti della guardia di finanza: “Questi appuntamenti dovrebbero ripetersi nel tempo con sempre maggiore forza, affinché questo segno di verità venga tramandato”, rivolgendo infine agli allievi finanzieri presenti l’auspicio di “trarre ispirazione per rinsaldare il loro senso di appartenenza alla divisa e alla patria”.












