Nuovo nucleo di “volontari della sicurezza” contro il degrado, fioccano le polemiche. Il Pd: “Operazione surreale". Il sindaco: "Capire di cosa si tratta prima di sparare sentenze"
Tra chi ritiene la delibera inutile e chi sostiene che la sicurezza non sia qualcosa su cui improvvisare, il sindaco Polidori tira dritto e rimanda al mittente le critiche: “Non andiamo in sostituzione di nessuno, è una misura di sicurezza in più”

MUGGIA. La recente approvazione da parte della giunta comunale di Muggia (Trieste) della delibera che prevede il dispiegamento sul territorio di volontari per la sicurezza risalente al 31 marzo scorso, in conformità con la legge regionale del 2021, ha scatenato un'ondata di polemiche che non accenna a placarsi.
Autorizzati e dotati di pettorina riconoscibile infatti, questi volontari per la sicurezza avranno l'obbiettivo di presidiare e tenere d'occhio le zone della città che negli ultimi mesi hanno mostrato segni di degrado e delinquenza, al fine di segnalare eventuali episodi illeciti alle forze dell'ordine.
La delibera ha tuttavia suscitato le forti perplessità manifestate, tra gli altri, anche dall'Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, che nei giorni scorsi ha commentato il provvedimento con una nota che al suo fulcro riporta come la sicurezza non sia qualcosa su cui ci si possa improvvisare, ricordando che già esistono organi privati qualificati in tal senso che non rendono necessario mettere a repentaglio l'incolumità di cittadini volontari.
Su una posizione altrettanto critica si attestano anche i partiti di opposizione di Muggia, pertanto Il Dolomiti ha interpellato i rappresentanti delle rispettive parti, ricostruendo il quadro di una situazione sfaccettata, che vede Muggia essere il primo comune ad adottare i volontari sulla sicurezza in Friuli Venezia Giulia.
In tal senso, il consigliere comunale del Partito Democratico di Muggia, Francesco Bussani, ha espresso forti dubbi sull'efficacia di tale misura, in particolar modo sulle fasce orarie per le quali è previsto l'impiego di questi volontari.
“Mi sembra più che altro un'operazione da campagna elettorale – ha dichiarato Bussani – e soprattutto gli orari previsti mi paiono surreali. Questi volontari sono previsti, secondo la delibera, nei pomeriggi di mercoledì, venerdì e sabato dalle 16.30 alle 19.30, e giovedì mattina durante il mercato, momenti nei quali episodi criminali non si verificano, e per contrastare la criminalità è completamente inutile. Poi per casi di necessità, come accaduto per il carnevale, è meglio rivolgersi a personale formato e qualificato oltre che, naturalmente, alle forze dell'ordine. Anche se i volontari si occuperanno solo di segnalare e non di intervenire faccio notare che le segnalazioni avvengono già, quando un cittadino avverte un disagio o un pericolo avverte le forze dell'ordine già da ora, per cui ripeto che mi sembra del tutto inutile”.
Come indicato dal comune infatti, qualsiasi persona, purché maggiorenne, incensurato e provvisto di cittadinanza, potrà fare domanda per entrare nel gruppo dei volontari della sicurezza attraverso una selezione che verrà gestita dalla polizia locale e un corso di sei ore, che non sarà necessario per chi ha già prestato servizio nelle forze dell'ordine, al termine del quale i volontari saranno pronti per formare un primo nucleo iniziale di cinque o sei persone, che potrebbe diventare operativo tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate.
Ma a rimarcare, una volta di più, il ruolo dei nuovi volontari per la sicurezza, è intervenuto il sindaco di Muggia Paolo Polidori, che ha rispedito al mittente le critiche, e, raggiunto da Il Dolomiti, ha ribadito: “E' evidente che qualcuno non ha capito di cosa si parla. Perchè non andiamo a sostituire il ruolo della vigilanza privata o degli steward, tantomeno delle forze dell'ordine. Se c'è una necessità di sicurezza maggiore, i volontari per la sicurezza sono un'aggiunta a quanto già esiste. Stiamo parlando di cittadini che si offrono volontariamente e secondo le normative, che seguiamo. Sarebbe meglio, da parte di certi soggetti, chiedere o capire di cosa si tratta prima di sparare sentenze. Queste figure aiuteranno a monitorare il territorio e a svolgere un'importante azione di deterrenza, perché spesso è sufficiente andare in giro a dare un'occhiata per scongiurare eventuali problemi”.












