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| 18 settembre | 16:58

La Serbia espelle Massimo Moratti per "inaccettabili rischi di sicurezza del Paese". La lettera: "Chiediamo che il provvedimento venga immediatamente ritirato"

Le autorità serbe hanno negato il rinnovo del permesso di soggiorno a Massimo Moratti, senior research affiliate di Obct, con un foglio di espulsione motivato da “inaccettabili rischi alla sicurezza del paese”. L'Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa e il Consorzio Media Freedom Rapid Response chiedono che il provvedimento venga immediatamente ritirato

La Serbia espelle Massimo Moratti per "inaccettabili rischi di sicurezza del Paese"

BELGRADO. "Inaccettabili rischi alla sicurezza del Paese", questo il provvedimento di espulsione dalla Serbia destinato a Massimo Moratti, senior research affiliate di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa.

 

A riportare la vicenda è proprio l'Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa con l'esortazione rivolta alle autorità serbe a revocare immediatamente l'ordine di espulsione per consentire al collega di rimanere nel Paese con la propria famiglia e di proseguire il lavoro.

 

Cittadino italiano e difensore dei diritti umani di lunga esperienza, Moratti lavora infatti nella regione balcanica da oltre vent’anni e risiede stabilmente in Serbia dal 2022, anno in cui si è trasferito a Belgrado al seguito della compagna, distaccata nel Paese per motivi professionali.

 

Esprimono fermo sostegno Moratti, il Consorzio Media Freedom Rapid Response e i partner impegnati nella difesa della libertà di stampa e di espressione.

 

Cosa è successo? Il 4 settembre, le autorità serbe hanno respinto la richiesta di permesso di soggiorno temporaneo presentata da Moratti, adducendo “rischi inaccettabili per la sicurezza del Paese“, e gli hanno ordinato di lasciare il territorio entro 15 giorni, contestualmente è stato imposto un divieto di ingresso della durata di un anno. Le autorità serbe - prosegue l'Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa - non hanno fornito ulteriori informazioni in merito alle motivazioni della decisione (Qui articolo di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa).

 

Dal 2005, Moratti collabora con Obct in qualità di corrispondente, prima da Sarajevo e successivamente da Belgrado. Tra il 2011 e il 2018 ha lavorato in Serbia a diversi progetti dell'Unione europea a sostegno di sfollati, rifugiati e potenziali richiedenti asilo, per poi trasferirsi a Londra e ricoprire la carica di vicedirettore dell’Ufficio regionale europeo di Amnesty International. Dopo essere tornato a Belgrado con la famiglia è entrato a far parte del team Mfrr con un ruolo fondamentale nell’indirizzare le iniziative di advocacy del consorzio per la libertà dei media nei Balcani occidentali.

 

A fine gennaio, Moratti e la sua compagna hanno presentato alle autorità serbe la richiesta di permesso di soggiorno temporaneo, concesso a maggio alla compagna. A giugno, ricostruisce l'Osservatorio Balcani Caucaso, è stato fissato un incontro formale con l’Agenzia per la sicurezza e l’informazione dello Stato serbo, nel corso del quale Moratti è stato interrogato sulle sue attività professionali, passate e presenti, nel Paese.

 

Il 3 settembre, la compagna ha ricevuto una telefonata dalla polizia che comunicava la convocazione di Moratti, per il giorno seguente, all’ufficio competente per i cittadini stranieri. In questa sede gli è stato infine notificato il provvedimento di espulsione.

 

Assistito dal suo legale, il 10 settembre Moratti ha presentato ricorso contro la decisione dell’Ufficio e ha successivamente chiesto al Tribunale amministrativo una misura cautelare per sospendere la procedura di espulsione, sollecitando la Corte a tenere conto della separazione forzata dalla famiglia che comporterebbe tale provvedimento.

 

Sebbene le autorità serbe, continua l'Obct, non abbiano fornito spiegazioni specifiche a giustificazione di questa decisione, ci sono fondati motivi per ritenere che il provvedimento di allontanamento sia legato ai diversi ruoli ricoperti da Moratti come difensore dei diritti umani e della libertà dei media, ai suoi reportage per l'Osservatorio Balcani Caucaso Traneuropa sulle tensioni sociali e politiche in crescita in Serbia negli ultimi anni, oppure al suo lavoro all’interno del consorzio Mfrr.

 

Negli ultimi anni, Mfrr e Obct hanno documentato il progressivo deterioramento della libertà dei media in Serbia, inclusa l’escalation di violenze fisiche contro i giornalisti e i tentativi delle autorità serbe di censurare o mettere a tacere il giornalismo indipendente e le voci critiche. In questo contesto, nel marzo 2026 Mfrr ha effettuato una missione di advocacy nel Paese, a cui ha partecipato anche Moratti in rappresentanza di Obct, pubblicando il rapporto finale nel luglio 2026.

 

Queste tempistiche - evidenzia l'Osservatorio Balcani Caucaso - coincidono con le ritorsioni amministrative di cui Moratti è stato oggetto. 

 

"Le nostre organizzazioni considerano il diniego del permesso di soggiorno e il successivo ordine di espulsione come una forma di molestia amministrativa volta a intimidirlo per ritorsione contro il suo lavoro e il suo sostegno ai giornalisti del Paese e dell’intera regione. Questo rifiuto del permesso segue una tendenza preoccupante. Negli ultimi due anni si sono verificati diversi casi documentati in cui attivisti della società civile stranieri, giornalisti e difensori dei diritti umani in Serbia si sono visti rifiutare o revocare il permesso di soggiorno, oppure sono stati espulsi con divieto di rientro o respinti in prima battuta, spesso sulla base di motivi altrettanto vaghi di 'rischio per la sicurezza'. Questa tendenza è stata documentata nel capitolo nazionale della Serbia del Rapporto sullo Stato di diritto 2025 della Commissione europea".

 

Le organizzazioni del consorzio Mfrr esprimono "piena solidarietà al collega e inoltre esortano le autorità serbe a revocare immediatamente l’ordine di espulsione a suo carico e ad astenersi da ulteriori forme di molestia amministrativa, consentendo a Moratti di vivere con la propria famiglia e di proseguire il suo lavoro a sostegno della libertà dei media. Trattandosi di un caso cruciale che vede protagonista un difensore dei diritti umani impegnato a tutelare la libertà dei media nel Paese, in un contesto di grave deterioramento della libertà di stampa, i partner del Mfrr e le organizzazioni per la libertà di espressione firmatarie seguiranno da vicino la sua evoluzione".

 

L'esortazione a revocare l'ordine di espulsione destinato a Moratti è firmato da Osservatorio Balcani Caucaso TranseuropaEuropean Federation of JournalistsEuropean Centre for Press and Media FreedomFree Press UnlimitedArticle 19 Europe, International Press InstituteIndex on Censorship Reporters Without BordersBalkan Free Media Initiative e International Federation of Journalists.

 

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