Fermato a Mosca per dei messaggi sul cellulare in sostegno all'Ucraina, Azione attacca: "È incredibile che un cittadino europeo venga trattato da terrorista"
I fatti hanno riguardato nei giorni scorsi Mario Bonavia, cittadino pordenonese già segretario provinciale del partito guidato da Carlo Calenda, “reo” di aver avuto una conversazione via chat con una donna ucraina, fatto che, mentre si trovava in Russia per lavoro, gli è costato il fermo da parte della polizia e 12 ore di interrogatorio

TRIESTE. “E' incredibile che venga perseguito un cittadino italiano ed europeo per il semplice fatto di aver espresso solidarietà a una persona ucraina che era in difficoltà in quel momento. Tale dimostrazione secondo i servizi segreti russi corrisponde a un atto di terrorismo”. E' l'amaro commento rilasciato per Il Dolomiti da Paolo Coppola, segretario di Azione per il Friuli Venezia Giulia, che si associa alle molteplici esternazioni politiche che in queste ore si susseguono in contrapposizione a quanto vissuto nei giorni scorsi da Mario Bonavia, cittadino pordenonese già segretario provinciale per il partito guidato da Carlo Calenda, “reo” di aver avuto una conversazione via chat con una donna ucraina, fatto che, mentre si trovava in Russia per lavoro, gli è costato il fermo da parte della polizia e 12 ore di interrogatorio.
Bonavia, dirigente presso un'azienda di cosmetologia e attualmente è fuori da qualunque attività politica, all'aeroporto di Mosca il suo telefono è stato controllato e il ritrovamento di contenuti che dimostrerebbero la sua solidarietà alla controparte ucraina hanno comportato il successivo calvario, prevaricando nei fatti, solamente a causa di un pensiero divergente, i suoi diritti di cittadino.
“Evidentemente l'attivismo perpetuato da Azione a sostegno dell'Ucraina ha avuto un'incidenza – ha osservato Coppola -. Hanno sicuramente controllato i social network e hanno associato l'attività di Mario a quella del partito, anche perché è stato segretario provinciale di Azione fino a poco tempo fa. Però è chiaro che non possono essere per questo comprimibili i diritti politici. Quanto accaduto dovrebbe far riflettere quelli che sostengono che l'Ucraina dovrebbe cedere di fronte all'aggressione russa”.
In tal senso hanno fatto particolare scalpore dei commenti piovuti via social contro lo stesso Bonavia, secondo cui l'ex segretario provinciale sarebbe andato in cerca di provocazioni, sui quali è tornato anche Paolo Coppola: “Probabilmente molti sono commenti di bot filorussi. Ma verosimilmente là in mezzo c'è anche qualche italiano talmente incapace di capire come si interagisce in un paese civile, a causa della presenza di commenti che esulano dalla decenza. Questo episodio ci rende ancora più convinti nel sostenere la causa ucraina – conclude il segretario regionale -. "A partire dal presidente Carlo Calenda a cui ci aggiungiamo anche noi di Azione Fvg riteniamo che la resistenza dell'Ucraina sia un affare di tutta Europa e non ci facciamo intimidire da queste prepotenze”.












