Contenuto sponsorizzato
| 18 settembre | 17:54

Bollo auto, per i camperisti nessuna esenzione e allora l'associazione vuole vederci chiaro: "Oltre a dover pagare subiremo ulteriori aumenti?"

L'Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti chiede chiarezza sul bollo auto 2027: "Pretendiamo trasparenza, e che questa misura non sia uno mero spostamento di tasse"

Bollo auto, per i camperisti nessuna esenzione e allora l'associazione vuole vederci chiaro
di Redazione

TRENTO. Continua a tenere banco, in Trentino come nel resto d'Italia, la questione dell'esenzione del bollo auto previsto a partire dal 2027 (qui l'articolo).

 

Nel dibattito pubblico ha fatto capolino anche la posizione dell’Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti (Ancc), intervenuta ufficialmente con un’istanza formale inviata a Presidenza del Consiglio, Corte dei Conti e parlamentari.

 

I camperisti, di fatto esclusi dall'esenzione, non contestano la misura di per sé, ma vogliono porre un quesito molto chiaro: il Governo ha previsto un meccanismo per cui siano solo le Regioni (e le Province autonome) a non incassare i proventi, oppure il mancato gettito sarà compensato in modo da gravare sulla fiscalità generale?

 

Quello che teme la combattiva associazione con sede a Firenze è che questa operazione possa trasformarsi in un semplice "spostamento di tasse" anziché in una reale riduzione della pressione fiscale.

 

"Chi non rientra nell’esenzione - scrivono - continuerà a pagare il bollo e potrebbe subire aumenti di altre imposte o tagli ai servizi regionali. Chi invece beneficia del risparmio sul bollo potrebbe comunque trovarsi a pagare di più attraverso altre voci fiscali o a causa di minori risorse per i servizi pubblici".

 

"C’è qualcosa di profondamente sbagliato nell’idea di abolire il bollo auto per trasformarla nell’ennesima promessa elettorale - rincara la dose Aduc (l'Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori) -. Non perché il bollo sia una tassa amata, tutt’altro, ma perché una politica pubblica non si giudica dal fastidio che rimuove, bensì dagli effetti complessivi che produce. Il bollo avrebbe bisogno di una riforma in vista di più equità, maggiore attenzione alle emissioni, esenzioni mirate e destinazione trasparente delle entrate alla manutenzione e al trasporto pubblico. Abolirlo senza una strategia significa premiare il possesso dell’automobile, indebolire i bilanci regionali e alimentare l’illusione che i servizi pubblici possano essere finanziati senza risorse. Non è riformismo. È populismo fiscale con il conto rinviato a domani". 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 18 settembre | 17:54
L'Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti chiede chiarezza sul bollo auto 2027: "Pretendiamo trasparenza, e che questa misura non sia uno [...]
Cronaca
| 18 settembre | 16:58
Questa volta il caso è stato accertato in via Revoltella nel quartiere di Rozzol, a Trieste. Il comune ha istituito il divieto di transito nelle [...]
Cronaca
| 18 settembre | 16:58
Le autorità serbe hanno negato il rinnovo del permesso di soggiorno a Massimo Moratti, senior research affiliate di Obct, con un foglio [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato