"Non cadete nel trucco degli 850 autovelox spenti dal ministero, contano gli oltre 3 mila tenuti accesi: omologati con quali verifiche tecniche?"
L'associazione Altvelox parla di un vero e proprio "trucco degli 850 autovelox spenti": "In questi giorni si celebra la presunta stretta del Ministero, ma la verità è che migliaia di rilevatori restano utilizzabili grazie alla norma transitoria del ministro Salvini che li considera omologati senza alcuna prova tecnica"

TRENTO. Non arretra di un millimetro dalla propria posizione Altvelox, l'Associazione nazionale tutela utenti della strada: in questi giorni in cui a tenere banco sono i tanti autovelox spenti dal Ministero dei trasporti, l'associazione presieduta da Gianantonio Sottile Cervini punta il dito contro quello che viene ritenuto come il vero problema di questo "trucco", come viene descritto.
"In questi giorni si celebra la presunta stretta del Ministero - scrive Altvelox sul proprio sito ufficiale -, ma la verità che interessa ai cittadini è che migliaia di rilevatori restano utilizzabili grazie alla norma transitoria del Ministro Salvini che li considera omologati senza alcuna prova tecnica. Il cittadino vede lo spegnimento, mentre la parte decisiva del decreto rimane sullo sfondo. Da giorni gran parte della stampa nazionale ripete lo stesso titolo: 'Spenti 850 autovelox'. Il messaggio consegnato al cittadino è semplice e rassicurante: il Ministero avrebbe finalmente fatto ordine, eliminando gli apparecchi irregolari e ponendo fine alla cosiddetta giungla delle multe. Fumo negli occhi - prosegue l'associazione -, fastidiosa demagogia, campagna elettorale di partiti che stanno perdendo consenso".
Secondo i dati ministeriali diffusi all’entrata in vigore del decreto, circa 3.150 apparecchi corrisponderebbero ai prototipi indicati nell’Allegato B e potrebbero continuare a essere utilizzati. "Eppure - riprende l'associazione - le prime pagine sono dedicate quasi esclusivamente a quelli fermati. Non è una differenza marginale. Dire che 850 rilevatori vengono disattivati produce l’immagine di una vasta operazione di pulizia. Dire che circa 3.150 restano utilizzabili restituisce invece il contenuto sostanziale della riforma: non una drastica riduzione dei controlli, ma il tentativo di conservare in funzione la grande maggioranza degli apparecchi già presenti".
Il passaggio decisivo - si legge - è contenuto nell’articolo 6 del decreto ministeriale 8 giugno 2026. La disposizione stabilisce che i dispositivi conformi ai prototipi approvati con i decreti elencati nell’Allegato B "si intendono omologati". Non si tratta, per questi modelli, dell’esito di una nuova procedura di omologazione svolta dopo l’entrata in vigore delle regole tecniche. È una qualificazione attribuita direttamente dalla disciplina transitoria a prototipi già approvati nel regime introdotto dal decreto ministeriale n. 282 del 2017".
"Proprio questo punto - riprende Altxelox - avrebbe dovuto occupare il centro del dibattito pubblico. Anche il numero degli apparecchi spenti meriterebbe maggiore cautela: presentare ogni apparecchio escluso come un autovelox effettivamente acceso e poi spento rischia così di trasformare una stima amministrativa in una notizia più spettacolare di quanto consentano i dati".
"Altvelox contesta questa rappresentazione e pone la domanda che disturba il racconto ufficiale: non quanti strumenti siano stati fermati, ma con quali atti, prove tecniche e procedure siano stati mantenuti in funzione gli altri 3.150. È una questione documentale e giuridica, non una posizione contraria alla sicurezza stradale".












