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Belluno
18 maggio | 17:24

"Gli autovelox spenti non producono un aumento degli incidenti, a Belluno rilevatori disattivati ma nessuna emergenza: la sicurezza stradale non si fa con le sanzioni"

L’associazione Altvelox contesta la "narrazione dell’allarme stradale": "In provincia di Belluno nessuna emergenza incidenti documentata. Sicurezza significa manutenzione delle strade, corretta segnaletica, piani del traffico aggiornati, analisi dei punti critici, trasparenza sui dati, controlli proporzionati e strumenti conformi alla legge"

di Redazione

BELLUNO. Torna a farsi sentire con toni decisi Altvelox, l'Associazione Nazionale Tutela Utenti della Strada, intervenuta nuovamente sulla situazione dell’incidentalità stradale nella provincia di Belluno

 

Il punto, per Altvelox, è semplice: "Se esiste un’emergenza - spiega l'associazione attraverso una nota -, deve essere dimostrata con dati ufficiali, completi, verificabili e accessibili. Non con titoli ad effetto, non con dichiarazioni generiche, non con richiami emotivi alla sicurezza stradale usati per sostenere il ritorno di strumenti sanzionatori automatici. Dai dati oggi disponibili non emerge un aumento dell’incidentalità tale da giustificare la rappresentazione di una provincia fuori controllo. I dati Istat relativi al 2024 indicano, per la provincia di Belluno, 481 incidenti, 10 morti e 702 feriti, a fronte dei 429 incidenti, 19 morti e 605 feriti del 2023".

 

"Il dato più grave, quello relativo alle vittime, risulta quindi in forte diminuzione rispetto all’anno precedente. Anche il confronto con il 2022, che riportava 427 incidenti, 16 morti e 564 feriti, impone una lettura seria, non propagandistica, del fenomeno. Altvelox rileva inoltre che, nonostante gli autovelox risultino spenti da giugno 2024 nella provincia di Belluno, non risulta documentato alcun incremento generalizzato degli incidenti tale da sostenere, in modo automatico, la tesi secondo cui la sicurezza stradale dipenderebbe dalla sola riattivazione degli apparecchi elettronici di rilevamento della velocità".

 

Peraltro l'associazione sostiene di aver presentato alla Prefettura di Belluno e alla Polizia Stradale di Belluno una specifica istanza di accesso, chiedendo atti, report, statistiche, prospetti, relazioni ed estrazioni relativi alla sinistrosità stradale provinciale, all’attività di vigilanza, ai controlli effettuati, alla correlazione con il fattore velocità e agli eventuali elementi istruttori posti alla base delle richieste di riattivazione degli autovelox. Richiesta al momento respinta

 

"Non chiediamo privilegi e non chiediamo dati sensibili", ha aggiunto Gianantonio Sottile Cervini, Presidente pro tempore di Altvelox. "Chiediamo numeri. Se si afferma pubblicamente che a Belluno vi è un’emergenza incidenti e che occorre riaccendere gli autovelox, allora Prefettura e Polizia Stradale devono mettere a disposizione i dati che confermano questa tesi. Diversamente, si pretende che i cittadini accettino una narrazione senza poterla controllare. E questo, in uno Stato di diritto, non funziona. O almeno non dovrebbe, dettaglio che pare sfuggire con una certa costanza".

 

Altvelox ribadisce la propria posizione: controlli sì, ma regolari, motivati, documentati e verificabili. "La sicurezza stradale non può essere ridotta alla sanzione automatica. Sicurezza significa manutenzione delle strade, corretta segnaletica, piani del traffico aggiornati, analisi dei punti critici, trasparenza sui dati, controlli proporzionati e strumenti conformi alla legge. Gli autovelox - si legge - non possono diventare il surrogato amministrativo della manutenzione, della prevenzione e della programmazione".

 

“Chi parla di sicurezza deve accettare la trasparenza”, conclude Sottile Cervini. “Se i dati confermano l’emergenza, vengano pubblicati. Se non la confermano, si abbia il coraggio di dirlo. La sicurezza stradale non si tutela con gli slogan, ma con atti legittimi, controlli regolari e documenti accessibili”.

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