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Trento
17 settembre | 20:40

Bollo auto, il Trentino può scegliere una strada diversa da Roma. Aci: “Si rischia di mandare in fumo il principio: chi inquina di più paga di più”

Per le Province autonome di Trento e di Bolzano, in base allo Statuto di autonomia, la tassa automobilistica costituisce un tributo proprio, istituito e disciplinato con legge provinciale. Sull'abolizione del bollo il Trentino può scegliere tre strade

Bollo auto, il Trentino può scegliere una strada diversa da Roma

TRENTO. Il bollo auto è pronto a sparire ma in Trentino la partita è tutt’altro che chiusa. Il provvedimento approvato dal Governo e annunciato mercoledì sera dalla presidente Giorgia Meloni, prevede per il 2027 l’abolizione della tassa automobilistica per i motocicli e per le auto di piccola e media potenza, ma per la Provincia autonoma di Trento la misura non scatterà automaticamente.

 

La tassa automobilistica in Trentino, infatti, è stata istituita direttamente con legge provinciale nel 1999 e la Corte costituzionale l'ha qualificata come tributo proprio in senso stretto della Pat. Non siamo quindi davanti a una semplicemente imposta statale di cui Trento riceve una compartecipazione ma la gestisce autonomamente incassando interamente. “Il Trentino può decidere di non seguire il Governo su questo provvedimento” ha spiegato a il Dolomiti il direttore dell'Aci Trentino, Leopoldo Zuanelli Brambilla.

 

Dal canto suo anche il governatore Fugatti ha spiegato che “L’abolizione del bollo auto per il 2027 sui motocicli e sui veicoli di piccola e media potenza è una misura che valutiamo positivamente” ma “ora è importante verificare nel dettaglio il testo approvato dal Consiglio dei ministri e, soprattutto, le modalità con cui la misura sarà applicata alle Province autonome”.

 

Occorre infatti considerare la specificità dell'autonomia trentina. Per le Province autonome di Trento e di Bolzano, in base allo Statuto di autonomia, la tassa automobilistica costituisce un tributo proprio, istituito e disciplinato con legge provinciale. Sono tre le strade, quindi, che il Trentino e l'Alto Adige possono seguire.

 

Il tema ha un grosso impatto basta pensare che in totale, secondo i dati del Mit, in Trentino Alto Adige circolano complessivamente 340.590 auto e 133.887 moto entro gli 80 kW: oltre 474mila veicoli sotto la soglia prevista.

 

Direttore, nell'ultimo Consiglio dei ministri è stata approvata l'esenzione per il 2027 del bollo auto per le vetture di piccola e media potenza fino a 80 kW. Quanti mezzi potrebbero essere interessati in Trentino? Già sapevate di questo provvedimento?
Era nell'aria ma non eravamo a conoscenza che sarebbe arrivato in questo momento. Noi come Aci possiamo dire che siamo sull'ordine di 100 – 150 mila veicoli a quattro ruote e circa 60 – 70 mila motocicli. Sappiamo che la misura investe in primis le auto e poi le moto.

 

Nel 2024 gli incassi della tassa automobilistica in Provincia di Trento sono stati di circa 92 milioni di euro. Questa misura del bollo che impatto avrà?
Possiamo dire, anche se stime precise non sono state ancora fatte, è che siano attorno ai 40 – 45 milioni di euro all'anno di risparmi per il contribuente oppure di mancato introito da parte della Provincia.

 

Il Trentino può decidere di non seguire la decisione del Governo e mantenere il bollo?
Sì perché per il Trentino il bollo è un tributo proprio della provincia. Per cui esiste una legge provinciale che lo disciplina e proprio per questo sono anche previste delle agevolazioni per alcune tipologie di veicoli ben diversi da quelli che troviamo in altre zone d'Italia. Detto questo, il provvedimento dice che si applica solo previo accordo.

 

Quali strade può trovarsi davanti la Provincia?
La Pat potrebbe mantenere la propria normativa senza alcun genere di modifica e quindi continuare ad incassare il bollo. Oppure può decidere di raggiungere un'intesa con il Governo per estendere la norma nazionale anche in Provincia. Infine può scegliere una terza via, quella cioè di non recepire il provvedimento nazionale ma modificare quello provinciale. Il bollo è regolato da una legge provinciale che risale al 1999. Nella sua struttura generale non è mai stata modificata ma alcuni cambiamenti ci sono stati nel corso degli anni con l'introduzione di agevolazioni che sono state più favorevoli di altri territori.

 

Lei cosa ne pensa di questo provvedimento?
La misura prevede criteri di applicazione precisi, l’esenzione riguarda un solo veicolo per persona e, in assenza di un’automobile, può essere riconosciuta per un motociclo.
Sicuramente è una misura che tende ad incentivare le classi meno abbienti anche per il cambio dei veicoli. Se una persona decidesse di acquistare un veicolo a bassa potenza risparmierebbe dai 100 ai 160 euro all'anno. Il Trentino, va ricordato, ha però una disciplina particolare, che tiene conto delle classi di inquinamento dei veicoli. Chi possiede un mezzo più inquinante paga un bollo più elevato, mentre per i veicoli meno impattanti sono previste agevolazioni. Se si decidesse di recepire integralmente il provvedimento nazionale, questa distinzione verrebbe meno.

Il provvedimento ha dunque un effetto positivo, perché consente di alleggerire il carico per le famiglie e offrire un sostegno anche a chi deve cambiare automobile. Ma con una misura generalizzata rischia di venir meno quel sistema di incentivi costruito dalla Provincia per premiare i veicoli meno inquinanti.

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