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Trento
21 marzo | 06:00

Caos concessione A22, Salvini inguaia gli "amici" Fugatti e Kompatscher: avanti con il bando ma senza prelazione. Le opposizioni: "Svolta grave, è lo scenario peggiore"

Il Ministero dei Trasporti ha deciso di procedere con il bando per la concessione dell'A22 ma senza il diritto di prelazione per la società Autobrennero. La deputata Sara Ferrari (Pd): "E' lo scenario peggiore: in gara senza il paracadute della prelazione. Ma non ci troviamo in questa situazione per caso, qualcuno ci ha portati fino a qui ignorando ostinatamente tutti i segnali di allarme"

di Redazione

TRENTO. Dai trionfalismi ai primi dubbi, fino alla confusione e ora alla preoccupazione: protagonista, l'autostrada A22

 

L'iter per l'aggiudicazione della nuova concessione nel corso degli anni (è scaduta nel 2014) ha vissuto rinvii, incertezze e passaggi risolutivi (o presunti tali), ma ora arriva ad uno dei punti di svolta conclusivi e fra Trento e Bolzano si trema

 

Il Ministero dei Trasporti infatti ha deciso di procedere con la gara avviata il 31 dicembre 2024 ma escludendo la prelazione per il proponente. Il diritto di prelazione era la principale garanzia per l’attuale concessionario, che rappresenta gli enti locali trentini e altoatesini: la prelazione permetteva ad Autobrennero Spa di poter vincere la gara pareggiando l'offerta migliore del bando.

 

E invece ora il Mit del ministro Matteo Salvini ha dovuto cancellare questa clausola dopo che la Corte di Giustizia dell'Ue l'ha dichiarata illegale, perché violerebbe la libera concorrenza.

 

La posta in palio è altissima: l'A22 non è "solo" un'autostrada, ma un asset fondamentale del territorio, e la società Autobrennero è controllata in larga parte da enti pubblici localiProvince autonome su tutti. Il modello attuale consente una gestione diretta e "responsabile", e ora c'è il rischio concreto che la gestione di questa infrastruttura strategica passi in mani private (magari straniere) se l'offerta di Autobrennero non risulterà la più competitiva. Libera concorrenza, libero mercato. Chi farà l'offerta migliore si aggiudicherà la concessione. E i "player" con cui ci si confronta sono veri e propri giganti del settore

 

IL PD: "IGNORATI I SEGNALI D'ALLARME". 
 

La nota arrivata nella giornata di ieri, venerdì 20 marzo, dal Ministero ha infiammato il dibattito politico trentino. A partire dalle opposizioni, naturalmente: "Come siamo lontani dai trionfalismi della conferenza stampa dopo la pubblicazione del bando!", scrivono la deputata del Pd Sara Ferrari e il gruppo dei dem trentini in consiglio provinciale. "Quanti inciampi e, vien da dire, palesi sottovalutazioni sono emerse in questo lasso di tempo. Ora ci troviamo nello scenario peggiore: in gara senza il paracadute della prelazione. L’elemento chiave e fondante del project financing promosso da Autobrennero. Ma non ci troviamo in questa situazione per caso o perché inaspettatamente si è materializzata una situazione non prevista!". 

 

"Ci troviamo così - proseguono - perché qualcuno per parte politica e tecnica ci ha portati fino a qui, ignorando ostinatamente i segnali di allarme. Come quello dato dal fatto che il Ministero nel bando aveva già previsto la possibilità di andare avanti in caso di decadenza della prelazione. Siccome ciò che ci ha sempre mossi come Partito democratico è il bene di questo territorio, ed entro questo concetto la priorità di mantenere il controllo territoriale dell’autostrada del Brennero, per i molteplici impatti che ha, non ci resta che attendere e sperare. Ma non possiamo non ricordare che noi questa strada non l’avremmo mai imboccata avendo invece costruito come Pd con il Ministero le condizioni giuridiche per un affidamento in house. Condizioni che, come noto i nostri vicini di casa, veneti e friulani hanno utilizzato per una loro concessione autostradale. Per questo abbiamo in questi mesi più volte invitato i Presidenti delle due Province a chiedere al Ministero di fermare la procedura, possibilità che il bando prevede, per riprendere l’idea originaria dell’in house. Si è preferito fare un passo ulteriore, verso il buio".

 

CASA AUTONOMIA: "NONOSTANTE UN 'GOVERNO AMICO' INTERESSI DELL'AUTONOMIA SACRIFICATI".
 

Dello stesso tenore le parole della consigliera provinciale di Casa Autonomia Paola Demagri: "Ve l’avevamo detto!".  

 

"Siamo ad un punto di svolta grave - prosegue Demagri -: è venuta meno la possibilità del diritto di prelazione nella concessione dell’Autostrada del Brennero. Si tratta di una garanzia fondamentale che Casa Autonomia e le minoranze consiliari avevano difeso sin dall’inizio della legislatura, avvertendo con chiarezza dei rischi di questa deriva. Le dichiarazioni tardive e poco credibili del presidente Kompatscher, unite al silenzio del Presidente Fugatti, non bastano a tutelare i nostri territori. Nonostante la presenza di un cosiddetto 'governo amico', gli interessi dell’autonomia sono stati sacrificati e oggi ci troviamo di fronte a un punto di caduta nefasto. Il Movimento Casa Autonomia denuncia che la difesa dell’autonomia non può più essere lasciata alle chiacchiere di palazzo: servono fatti, non parole. I trentini e gli altoatesini hanno diritto a vedere tutelati i propri interessi, non svenduti. È ora che tutti i trentini alzino la voce e pretendano rispetto per i nostri territori e per la nostra autonomia. A cosa dobbiamo assistere ancora?". 

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