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| 06 febbraio | 19:19

Caos concessione A22, la Corte Ue bocca la prelazione e il bando è a rischio. Campobase: "Si rischia di perdere controllo di un asset cruciale: responsabilità politica, non tecnica"

L'attacco del gruppo consiliare di Campobase: "La bocciatura del diritto di prelazione da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha aggiunto ulteriore incertezza a un quadro già complesso relativo alla procedura di affidamento della concessione dell’autostrada A22, uno degli asset strategici più importanti del Trentino"

di Redazione

TRENTO. La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha emesso una sentenza che boccia il diritto di prelazione per i concessionari uscenti o promotori, dichiarandolo incompatibile con i principi europei in materia di appalti e concessioni

 

Il caso specifico della sentenza di ieri, giovedì 5 febbraio, riguarda una gara del Comune di Milano per la realizzazione e gestione di servizi igienici pubblici automatizzati, ma rischia di avere effetti dirompenti anche più a Nordest e in particolare sul destino della concessione dell'autostrada A22

 

La Corte ha ribadito che le direttive impongono parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità, al fine di assicurare una concorrenza effettiva e aperta. Un meccanismo che consente a un operatore di ottenere l’aggiudicazione limitandosi a eguagliare l’offerta migliore altera la competizione, dissuade potenziali partecipanti (che magari ritengono la gara "pregiudicata") e non garantisce necessariamente la selezione del miglior offerente.

 

La prelazione insomma, così strutturata, crea un vantaggio strutturale ingiustificato e rischia di falsare il confronto reale tra operatori economici. Il principio generale è chiaro: se produce un effetto distorsivo significativo, è incompatibile con l’Ue.

 

Brutte notizie per il bando ministeriale per la procedure di affidamento della concessione dell'A22, che prevede infatti proprio un analogo diritto di prelazione a favore del promotore, permettendogli di pareggiare l’offerta migliore. Certo la sentenza della Corte non annulla la procedura A22 ma quantomeno ne mina pesantemente la solidità giuridica, esponendola a probabili ricorsi e incertezze. 

 

"La bocciatura del diritto di prelazione da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha aggiunto ulteriore incertezza a un quadro già complesso relativo alla procedura di affidamento della concessione dell’autostrada A22, uno degli asset strategici più importanti del Trentino", ha aggiunto Campobase attraverso un comunicato stampa per commentare la vicenda. 

 

In Regione d'altronde c'è grande apprensione nel mondo della politica trentina e altoatesina, visto che i soci pubblici controllano la società Autobrennero per circa l’85% e perdere il "controllo" di un'infrastruttura strategica e di assoluto interesse pubblico come l'Autostrada sarebbe una pessima notizia per tutto il territorio. Una gara senza diritto di prelazione (e senza finanza di progetto, altro tasto dolente) potrebbe vedere partire in svantaggio Autobrennero rispetto ai grandi colossi concorrenti nazionali e internazionali che potrebbero essere ingolositi dalla situazione e intenzionati a mettere le mani sul collegamento tra Italia e Austria

 

Il gruppo consiliare del partito esprime "forte preoccupazione" per una decisione che "conferma l’assenza totale di programmazione della giunta Fugatti. Da mesi Campobase chiedeva un piano B nel caso di un pronunciamento negativo dell’Europa. Quel piano non c’è. Sulla gara A22 si sono affacciati grandi gruppi infrastrutturali nazionali, mentre la Provincia si è fatta trovare impreparata, senza una strategia alternativa credibile. Il risultato è un rischio concreto: perdere il controllo pubblico dell’autostrada per la prima volta dalla sua realizzazione".

 

La bocciatura della Corta è descritta come "l’inevitabile conseguenza di mesi in cui si è perso tempo, ci si è affidati a strumenti giuridici rischiosi e non si è predisposto alcun piano serio in caso di esito negativo da parte dell’Europa. La giunta Fugatti, incapace di programmare e anticipare scenari, oggi consegna al territorio un dossier aperto all’incertezza, con rischi reali per il controllo pubblico della A22 e per gli investimenti sul futuro infrastrutturale di Trentino e Alto Adige".

 

Campobase ribadisce come "non si sia per tempo concretamente valutato la soluzione in-house, solo recentemente l’abbiamo vista declinata come piano B e a questo punto chiediamo che venga nuovamente presa in considerazione con maggiore convinzione questa strada, in coerenza con il diritto europeo e capaci di tutelare l’interesse del territorio. Colpisce inoltre l’inefficacia dei rapporti politici con il Ministero delle Infrastrutture, incapaci di garantire un percorso chiaro e stabile su un dossier strategico come A22. E mentre la giunta dimostra di non saper gestire nemmeno una concessione esistente, il presidente Fugatti continua a parlare di nuove autostrade come la Valdastico: il rischio è quello di un capolavoro al contrario, chiedere un’autostrada nuova quando non si è nemmeno in grado di gestire la concessione dell’unica autostrada attualmente operativa sul territorio".

 

"Infine - concludono i consiglieri di Campobase - una precisazione politica: non basta festeggiare in pompa magna i 30 anni degli uffici provinciali per i rapporti con l’Unione Europea. Quegli uffici vanno usati meglio sul piano dell’indirizzo politico, non celebrati a posteriori. La responsabilità è politica, non tecnica".

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