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Trento
15 aprile | 17:31

Caos concessione A22, Marini: "Chi ha scritto e porta avanti il bando per l'affidamento è un sorvegliato speciale. La risposta di Bruxelles è chiara"

E' arrivata la risposta all'interrogazione dell'eurodeputato in quota M5s Gaetano Pedullà sull'iter di aggiudicazione della concessione dell'A22. Il già consigliere provinciale del Movimento 5 stelle, Alex Marini: "Non siamo più nel terreno delle valutazioni politiche o delle rassicurazioni di facciata: la procedura è sotto osservazione europea e dovrà dimostrare di rispettare fino in fondo i principi di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento"

TRENTO. "Chi ha scritto e porta avanti il bando per l’affidamento della concessione è oggi, di fatto, un sorvegliato speciale". Queste le parole di Alex Marini, già consigliere provinciale del Movimento 5 stelle, nel commentare la riposta arrivata da Bruxelles all'interrogazione del pentastellato Gaetano Pedullà. "Non siamo più nel terreno delle valutazioni politiche o delle rassicurazioni di facciata: la procedura è sotto osservazione europea e dovrà dimostrare di rispettare fino in fondo i principi di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento".

 

Dai trionfalismi ai primi dubbi, fino alla confusione e ora alla preoccupazione: la partita sull'iter di aggiudicazione della nuova concessione (che è scaduta nel 2014) ha vissuto di rinviiincertezze e passaggi risolutivi (o presunti tali), ma a marzo è arrivato un punto di svolta: il Ministero dei Trasporti infatti ha deciso di procedere con la gara avviata il 31 dicembre 2024 ma senza il diritto di prelazione (Qui articolo). 

 

Il diritto di prelazione era la principale garanzia per l’attuale concessionario, che rappresenta gli enti locali trentini e altoatesini: la possibilità di poter vincere la gara pareggiando l'offerta migliore del bando. Il Mit del ministro Matteo Salvini ha dovuto cancellare questa clausola dopo che la Corte di Giustizia dell'Ue l'ha dichiarata illegale, perché violerebbe la libera concorrenza. Se le opposizioni nei Consigli provinciali hanno sollevato preoccupazioni e attaccato le Giunte, il Trentino e l'Alto Adige hanno rassicurato di poter comunque mantenere l'A22 sul territorio.

 

Una situazione ingarbugliata con la posta in palio che è altissima. L'A22 non è "solo" un'autostrada, ma un asset fondamentale del territorio, e la società Autobrennero è controllata in larga parte da enti pubblici localiProvince autonome su tutti. Il modello attuale consente una gestione diretta e "responsabile", e ora c'è il rischio concreto che la gestione di questa infrastruttura strategica passi in mani private (magari straniere) se l'offerta di Autobrennero non sarà la più competitiva.

 

Libera concorrenza, libero mercato. Chi farà l'offerta migliore si aggiudicherà la concessione. E i "player" con cui ci si confronta sono veri e propri giganti del settore. E insomma non si può sbagliare.

 

"La Commissione europea ha risposto all'interrogazione di Pedullà sulla concessione", aggiunge Marini. "Una risposta breve, ma politicamente molto significativa: Bruxelles conferma di monitorare attentamente la procedura e di aver già attivato un confronto diretto con le autorità italiane per verificare la compatibilità del percorso con il diritto dell’Unione, anche alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia del 5 febbraio scorso. Colpisce, però, anche ciò che non viene detto".

 

A differenza del passato, "il vicepresidente della Commissione europea Stéphane Séjourné non richiama più esplicitamente la possibilità di un affidamento in house. Un silenzio che segnala come le scelte compiute negli ultimi anni a livello nazionale e locale abbiano progressivamente allontanato questa opzione, nonostante fosse pienamente prevista dal diritto europeo e coerente con l’interesse pubblico".

 

Resta invece fermo un punto fondamentale: "Se si sceglie la strada della gara, questa deve essere vera, non costruita su misura", aggiunge Marini. "E su questo la sentenza della Corte di Giustizia è chiarissima: non sono ammissibili meccanismi che, come il diritto di prelazione, finiscano per favorire un operatore predeterminato, alterando la concorrenza. I principi da rispettare sono quelli di parità di trattamento, non discriminazione e proporzionalità. Per anni ci è stato raccontato che quella sull’A22 fosse una procedura 'obbligata', tecnicamente ineccepibile, quasi neutra. Oggi sappiamo che non è così. La Commissione europea vigila, la Corte di Giustizia ha tracciato un confine preciso e il rischio che quella gara sia stata impostata in modo distorsivo è tutt’altro che teorico".

 

La partita non è chiusa." E riguarda direttamente il futuro di un’infrastruttura strategica e la capacità delle istituzioni di difendere davvero l’interesse pubblico, invece di piegarlo a logiche costruite nell’opacità da coloro che l’ex procuratore regionale della Corte dei Conti di Trento Marcovalerio Pozzato ha definito franchi tiratori", conclude Marini.

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