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Più differenziata, meno residuo e si valuta l'impianto “più idoneo” per chiudere il ciclo in Trentino: via libera al nuovo piano di gestione dei rifiuti

Dopo la discussione avvenuta ieri in Terza Commissione, il Quinto aggiornamento del Piano provinciale di gestione dei rifiuti, per la parte relativa ai rifiuti urbani, è stata approvata in via definitiva dalla Giunta: “Si valuta l'impianto più idoneo per chiudere il ciclo in Trentino, entro fine anno la Giunta sceglierà la strategia per il prossimo futuro”

Di Filippo Schwachtje - 26 August 2022 - 18:45

TRENTO. Approvato in via definitiva il Quinto aggiornamento del Piano provinciale di gestione dei rifiuti (per la parte relativa ai rifiuti urbani), la Pat: “Si valuta l'impianto più idoneo per chiudere il ciclo in Trentino, entro fine anno la Giunta sceglierà la strategia per il prossimo futuro”. Dopo la discussione avvenuta ieri in Terza Commissione (Qui Articolo), e centrata proprio sul tema del termovalorizzatore (le cui sedi ipotizzate al momento sono a Rovereto, a Trento Tre o a Ischia Podetti), il documento ha quindi ricevuto il via libera definitivo e l'intera comunità trentina, scrive Piazza Dante: “Naturalmente con la responsabilità che spetta ai vertici delle istituzioni dell'Autonomia, è chiamata a decidere quale strategia seguire per il prossimo futuro, e così farà la Giunta provinciale, entro il 31 dicembre”. Pur raggiungendo infatti elevate percentuali di raccolta differenziata, spiega la Pat: “E invitando i cittadini a produrre meno rifiuti, si avrà sempre una parte di rifiuto indifferenziato da gestire”. Per il futuro quindi ormai è chiaro che bisognerà operare una “scelta chiara e responsabile sulla gestione di questo rifiuto: esportare fuori Provincia oppure realizzare un impianto provinciale a tecnologia complessa per il recupero energetico dei rifiuti, raggiungendo un'autonomia anche nel campo del trattamento di questi scarti”.

 

Il piano, elaborato da Appa, analizza la situazione attuale, evidenzia le principali criticità, gli adeguamenti alle direttive europee, in particolare sull'economia circolare, e alle normative nazionali necessari anche ai fini dell'accesso ai finanziamenti Ue. È proprio partendo da quest'analisi, dice la Pat, che ormai appare indispensabile la scelta che la Giunta prenderà entro il 31 dicembre: “Non prima – dicono le autorità – di aver svolto tutti gli approfondimenti e al termine di un percorso di condivisione e approfondimento tecnico e scientifico, con la partecipazione delle realtà del territorio, dei cittadini e degli enti locali”. Come già evidenziato ieri nel corso della discussione in Terza commissione, la raccolta differenziata è passata nel giro di vent'anni dal 21,3% al 77,9%, anche se le performance dei vari bacini di raccolta sul territorio provinciale differiscono. Nonostante però questi buoni risultati, la situazione che emerge dall'analisi è che oggi in Trentino si producono circa 283mila tonnellate di rifiuti urbani, delle quali circa 63mila vengono annualmente smaltite in discarica. Con il riempimento definitivo del quarto lotto della discarica di Ischia Podetti, dice Piazza Dante, e l'imminente termine dei conferimenti nella discarica nel comune di Dimaro Folgarida, questi quantitativi di rifiuto dovranno essere esportati fuori Provincia. Per i prossimi sei anni quindi gli obiettivi del Piano sono:

-riduzione del 2% della produzione attuale pro-capite sia del rifiuto indifferenziato che totale aumento della raccolta differenziata al 78% entro il 2023 e 80% entro il 2028;

 

-miglioramento della qualità della raccolta differenziata ed incentivazione di nuove forme di recupero di materia;

 

-perseguimento dell’obiettivo di autosufficienza territoriale anche tramite le linee del Programma Nazionale di Gestione dei rifiuti;

 

-monitoraggio trasparente dell’andamento della gestione dei rifiuti urbani tramite opportuni indicatori;

 

-ottimizzazione territoriale della raccolta dei rifiuti urbani;

 

-individuazione del sistema impiantistico più idoneo per il territorio provinciale.

Sul versante della governance poi, il documento sottolinea fra gli strumenti di natura economica l'urgenza di introdurre sistemi fiscali o di finanziamento che premino processi produttivi ambientalmente più efficienti e a minor produzione di rifiuto, bandi di finanziamento per le migliori pratiche di economia circolare, una revisione dei meccanismi di tassazione dei conferimenti in discarica per incentivare la riduzione dei rifiuti prodotti, incrementare le raccolte differenziate e migliorarne la qualità. I possibili scenari a breve e medio termine nella gestione dei rifiuti urbani indifferenziati prodotti sul territorio, spiegano le autorità, sono stati elaborati sulla base della collaborazione tra Appa, UniTn e Fbk e, come detto, chiariscono che “la mancanza di discariche provinciali da un lato e la normativa europea che limita in maniera rilevante il loro utilizzo dall'altro, hanno chiarito come non sia più percorribile lo smaltimento dei rifiuti in discarica. Il rifiuto è ancora una risorsa e come tale, quello che non si riesce a raccogliere in maniera differenziata per trasformarlo in altra materia, è necessario utilizzarlo per la produzione di energia, idrogeno o prodotti chimici”. Il piano prevede comunque la realizzazione del catino nord di Ischia Podetti, che dovrà entrare in funzione entro la primavera del 2023, che non verrà però limitato al conferimento del 6% del rifiuto urbano prodotto per prolungarne la vita utile e allo scopo di iniziare ad adeguarsi ai limiti normativi.

 

Per cercare una soluzione ai problemi presentati, arrivando quindi ad una scelta consapevole, la Provincia assicura che “gli uffici provinciali e gli enti di ricerca sono già al lavoro e stanno approfondendo la situazione impiantistica esistente sia dal punto di vista tecnico-ambientale che energetico-economico. Per rispondere alle osservazioni pubbliche e alle richieste del Cal, verranno valutate le possibili tecnologie con relativo dimensionamento e ubicazione dell'eventuale impianto oltreché le possibili alternative che non prevedano la realizzazione di un impianto”.

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