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Trento
12 luglio | 06:00

Residenza Fersina verso lo svuotamento, chi pagherà il conto? “Posti vuoti pagati dalla Pat come pieni? Serve far luce sugli accordi economici"

La richiesta è quella di capire quale specifico meccanismo economico e contrattuale sia stato adottato o pattuito con la cooperativa Leone Rosso per garantire la sostenibilità finanziaria della gestione della Residenza Fersina nella fase di svuotamento della struttura. Se è stata applicata la clausola del "vuoto per pieno" (ovvero il pagamento di una quota fissa indipendente dal numero reale di profughi ospitati)

TRENTO. Quanto costerà davvero ai contribuenti la chiusura della Residenza Fersina? E' la domanda che traspare dall'interrogazione che la consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri, ha deciso di depositare nelle scorse ore . 

 

L'obiettivo, spiega la consigliera, è quello di fare piena luce sui meccanismi economici e contrattuali che regolano i rapporti tra la Provincia autonoma di Trento e la cooperativa Leone Rosso. Quest'ultima gestisce la Residenza Fersina dove sono accolti i richiedenti protezione internazionale. 

 

Il graduale svuotamento della struttura porta con l'intenzione di smantellare completamente la struttura, infatti,  fa sorgere delle domande e in particolare se siano previste forme di compensazione economica per la cooperativa, nonostante il progressivo calo degli ospiti e, soprattutto, “se corrisponda al vero l'ipotesi di un pagamento 'a vuoto per pieno', cioè di corrispettivi riconosciuti indipendentemente dall'effettiva presenza degli accolti” afferma Demagri. 

 

“Il piano che si vorrebbe mette in campo e che in parte è già in atto, prevedrebbe il blocco totale dei nuovi ingressi nella struttura (per un ammontare di circa 300 posti), finalizzato ad accompagnare gli attuali ospiti fino alla naturale conclusione del loro iter biennale, scongiurando così il rischio di abbandoni improvvisi o di tensioni sociali sul territorio. A fronte di questo scenario di graduale svuotamento, appare evidente che la cooperativa Leone Rosso, attuale soggetto gestore della residenza, si troverà a dover fronteggiare una drastica e costante riduzione delle proprie entrate, qualora il modello di remunerazione applicato rimanga ancorato alla sola presenza effettiva giornaliera dei profughi”.

 

Da qui l'ipotesi di un evidente squilibrio gestionale, poiché il calo progressivo degli utenti non si traduce automaticamente in una riduzione dei costi fissi della struttura né, tantomeno, dei costi legati al personale dipendente, il quale è tutelato da contratti collettivi e non può essere ridimensionato in modo flessibile da un giorno all'altro. 

 

La richiesta della consigliera Demagri è quindi quella di sapere “quale specifico meccanismo economico e contrattuale sia stato adottato o pattuito con la cooperativa Leone Rosso per garantire la sostenibilità finanziaria della gestione della Residenza Fersina a fronte del progressivo svuotamento della struttura e se esiste clausola del 'vuoto per pieno' ”.

 

Si chiede, inoltre, come si intenda tutelare, nell'ambito del piano di chiusura della struttura, il personale dipendente e i collaboratori della cooperativa Leone Rosso impiegati nella struttura al fine di evitare ricadute occupazionali negative dovute al progressivo ridimensionamento del servizio.

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