"Galateo come Moro". Minacce al vice presidente sulla fermata del bus. L'assessore: "Finti democratici"
“La cosa che più fa arrabbiare, però, resta il danno a un bene pubblico. I costi di pulizia ricadono su tutti i cittadini, quando a pagare dovrebbero essere esclusivamente i responsabili”, scrive Galateo

BOLZANO. “Galateo come Moro”. Così recita la scritta lasciata da ignoti su una fermata del bus di Bolzano. Una chiara minaccia riferita a Marco Galateo, assessore provinciale all'istruzione e cultura italiana, commercio e servizi, artigianato e industria, nonché vicepresidente.
Il riferimento è, ovviamente, ad Aldo Moro, presidente del consiglio tra il ‘63 e il ‘68, il cui rapimento da parte delle Brigate Rosse tenne il Paese col fiato sospeso per 55 giorni, fino al 9 maggio 1978, quando venne assassinato. La scritta costituisce quindi un’espressa minaccia al vicepresidente della Provincia.
“Una fermata dell'autobus a Bolzano è stata imbrattata con minacce rivolte alla mia persona – scrive Galateo –. I soliti finti democratici che, anziché confrontarsi sul piano delle idee, preferiscono insultare e intimidire. Li conosciamo bene”.
“La cosa che più fa arrabbiare, però, resta il danno a un bene pubblico. I costi di pulizia ricadono su tutti i cittadini, quando a pagare dovrebbero essere esclusivamente i responsabili”, conclude.
Già in precedenza l’assessore era stato vittima di minacce simili. A ottobre 2025 era apparsa la scritta: “Galateo morto is queer joy”, che tradotto significa “Galateo morto è la gioia dei queer” (Qui articolo). All’epoca, Galateo sporse denuncia alle autorità competenti.














