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Trento
28 ottobre | 16:38

Il candidato di Azione universitaria ritratto con Mussolini a testa in giù: "Messaggio violento per intimidirmi ma le minacce non mi fermano"

Alessandro Zaffiro è candidato alle elezioni universitarie con Azione universitaria. Sono comparsi dei volantini che ritraggono l'esponente di Fratelli d'Italia e in orbita Gioventù nazionale con Mussolini appeso a testa in giù

Il candidato di Azione universitaria ritratto con Mussolini a testa in giù

TRENTO. "Zaffiro attento. Ancora fischia il vento". Questi i volantini comparsi all'Università. Materiale che ritrae il candidato a rappresentante del Dipartimento di sociologia al Senato accademico con Azione universitaria accanto all'immagine di Mussolini a testa in giù.

 

"Quanto accaduto è molto grave e non può essere sottovalutato come una semplice provocazione", dice Alessandro Zaffiro. "Il problema non è soltanto il contenuto dei volantini, ma ciò che rivelano del modo in cui alcuni soggetti intendono fare politica: quando non si è in grado di sostenere un confronto nel merito, si prova a sostituirlo con l’intimidazione. E' una logica miserabile, che non ha nulla a che vedere con il dibattito democratico e che deve essere condannata da tutti senza alcuna ambiguità. Chi ha realizzato e diffuso questi volantini dovrebbe spiegare quale contributo pensi di aver dato alla vita universitaria. Quale idea abbia difeso. Quale argomento abbia portato. La risposta è evidente: nessuno. C’è soltanto il tentativo di intimidire un candidato attraverso un messaggio violento. Un modo di agire che dimostra soltanto codardia e incapacità di misurarsi con chi sostiene idee diverse".

 

Il candidato alle elezioni universitarie del 17 e 18 novembre è esponente di Fratelli d'Italia e in orbita Gioventù nazionale. E i volantini sono stati apposti negli scorsi giorni.

 

"Non si tratta di una normale manifestazione di dissenso. Evocare la violenza per colpire una persona che si candida alle elezioni universitarie è tutt’altro che accettabile", prosegue Zaffiro. "Quando un’azione politica viene costruita attorno all'immagine di uno studente appeso a testa in giù, è legittimo chiedersi quale sia il confine che i suoi autori ritengono di poter superare. Se questo è il livello del confronto che qualcuno intende proporre agli studenti, il giudizio sulla sua povertà politica è inevitabile. Non è accettabile che la partecipazione alla vita politica universitaria debba essere accompagnata da simili tentativi di pressione. Continuerò a partecipare alla vita universitaria, a presentare le mie proposte e a confrontarmi con gli studenti. Perché non c'è alcuna ragione per concedere a chi ricorre all'intimidazione il potere di dettare le condizioni della discussione pubblica. A chi ha pensato di utilizzare la minaccia come strumento politico va una considerazione molto semplice: se queste sono le argomentazioni che avete da offrire, il problema non sono le idee degli altri, ma la vostra incapacità di sostenere le vostre, qualora ne aveste realmente".

 

E' arrivata nel frattempo la vicinanza dei vertici dell'ateneo. "Desidero ringraziare il direttore del Dipartimento di sociologia, Marco Brunazzo, e il rettore, Flavio Deflorian, per l'attenzione dimostrata. In una vicenda come questa, il sostegno delle istituzioni universitarie rappresenta un segnale importante a tutela di un ambiente nel quale il confronto deve rimanere libero e rispettoso. A chi pensa di fermarmi con le minacce, rispondo che ha sbagliato persona. Non sarete voi a decidere quali idee posso esprimere e quali battaglie posso portare avanti. La mia risposta sarà continuare a esserci, con ancora più determinazione. Perché la libertà non si difende abbassando la testa davanti a chi minaccia, ma avendo la forza di tenerla alta. E io la testa non la abbasso", conclude Zaffiro.

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