Insulti alla premier Meloni sul manifesto di Fratelli d'italia. Urzì: "Azione innescata dalle forze di sinistra". Ianeselli: "Ferma condanna, ma dichiarazioni inaccettabili"
La vicenda ha assunto contorni nazionali. La senatrice Biancofiore: "Bisogna lavorare affinché la campagna elettorale si focalizzi non sull’odio becero e profondo, che cela solo l’evidente inadeguatezza di altri". L'assessore comunale Pedrotti: "Insulti beceri, ma è gravissimo attribuire responsabilità precise ad una parte politica per un gesto inaccettabile". La vice presidente Gerosa si reca sul luogo del "misfatto"

TRENTO. Una scritta terribile - "Nelle foibe c'è ancora spazio" - a fianco del volto della premier Giorgia Meloni (Qui articolo), a cui la stessa mano ignota", che ha colpito nel cuore della notte tra venerdì 11 e sabato 12 aprile, ha anche disegnato un paio di orrende "diavolesche" corna. Il tutto sul manifesto elettorale che è stato affisso da Fratelli d'Italia in via Grazioli, a Trento, in vista delle elezioni amministrative del prossimo 4 maggio.
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La vicenda ha superato i confini cittadini e provinciali. E non mancano le accuse. Come quelle lanciate dal coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì che, in una nota ufficiale, parla apertamente di "tutte le forze di sinistra che in queste settimane si sono impegnate nella loro campagna di delegittimazione innescando la molla per le azioni di questi folli".
Toni durissimi quelli utilizzati dall'onorevole Urzì che, nel comunicato, si firma (quale è, ovviamente) "capogruppo di Fratelli D'Italia in Commissione Affari Costituzionali della Camera", dando così un "taglio" nazionale alla notizia.
"Netta condanna per la scritta 'Nelle foibe c'è ancora spazio' apparsa sui manifesti con l'immagine del presidente Meloni - scrive Urzì -. Mani ignote nella notte hanno oltraggiato manifesti di Fratelli D'Italia affissi a Trento per la campagna elettorale in vista del voto del 4 maggio. La premier viene mostrata in sembianze diaboliche, con l'inserimento di commenti insolenti. Queste sono le ultime rappresentazioni dell'intolleranza politica verso la leader di FdI che vede riproposto ancora una volta il deprecabile richiamo della tragedia delle foibe e il triste destino a cui vi furono condannati migliaia di italiani. È il punto di caduta del degrado del confronto politico verso il principale partito di governo italiano e il suo patrimonio ideale. A nome di tutta la comunità di FdI del Trentino-Alto Adige esprimo indignazione e mi attendo una corale presa di distanza da tutte le forze di sinistra che in queste settimane si sono impegnate nella loro campagna di delegittimazione innescando la molla per le azioni di questi folli. Stiamo provvedendo alla sostituzione dei manifesti che sono un'offesa non solo al governo e a Fratelli d'Italia, ma anche alle memorie più care della comunità nazionale. Ai martiri delle Foibe rivolgiamo il nostro più accorato omaggio a seguito di questo ennesimo inaccettabile sfregio".
La senatrice bolzanina Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d'Italia, Nm, Udc, Maie, scrive che, quanto accaduto, "impone una seria presa di coscienza da parte dei nostri avversari politici". E poi che si debba lavorare affinché la campagna elettorale non si focalizzi "sull'odio becero e profondo, che cela solo l'evidente inadeguatezza di altri".
"Odiatori seriali, deturpatori di manifesti e vigliacchi incivili che conoscono solo il linguaggio della violenza vanno estromessi dal dibattito politico, non solo con condanne verbali ma con atti concreti - commenta la senatrice Biancofiore -. Quanto accaduto a Trento, dove sono comparse le scritte contro il presidente del Consiglio Meloni, su materiale elettorale della candidata sindaca di Fratelli d’Italia, Ilaria Goio, da un lato lascia sgomenti e dall’altra impone una seria presa di coscienza, da parte dei nostri avversari politici. Bisogna lavorare affinché la campagna elettorale si focalizzi sull’idea di città che vogliamo costruire e offrire ai cittadini, non sull’odio becero e profondo, che cela solo l’evidente inadeguatezza di altri. Per queste persone, appare chiaro, il posto non è quello del confronto libero e democratico".
Dal centro sinistra arrivano parole di condanna per l'accaduto, senza "se" e senza "ma", ma vengono rispedite al mittente tutte le accuse di "azioni di delegittimazione" e di "aver innescato la molla per le azioni folli".
"Condanno, così come tutta la coalizione di centro sinistra che mi sostiene, l'orrendo gesto e gli insulti rivolti al presidente del consiglio Giorgia Meloni - commenta il sindaco Franco Ianeselli - ma, detto questo, non possiamo accettare che qualcuno dica che l'azione è stata innescata dalle forze di sinistra. Numerosi dei miei manifesti elettorali, affissi in queste settimane in città, sono stati imbrattati con frasi d'insulto, alcune anche molto pesanti. Noi non abbiamo fatto pubblicità della cosa, ci siamo limiti a ricolorarli, serenamente, cancellando le scritte oltraggiose e commentando che 'Ci vuole un fiore, cantava il poeta. O un sole. O un cuore. O una farfalla. Ci vuole un po’ di ironica creatività per coprire gli insulti che qualche imbrattatore seriale lascia ogni notte sui nostri cartelloni elettorali'. Abbiamo avuto un altro approccio, senza chiamare in causa deputati e senatori, senza indicare gli avversari politici quali "mandanti ideali" di un gesto gravissimo e senza voler esacerbare i toni. Quello che, invece, purtroppo, loro stessi stanno facendo in queste ore".
Anche Alberto Pedrotti, assessore comunale al Welfare, prende posizione con fermezza riguardo l'accaduto, ma risponde agli attacchi del centro destra.
"Le scritte che invocano le foibe sul manifesto di Fratelli d'Italia - afferma l'assessore Pedrotti - sono segno del decadimento del dibattito democratico. Sono assolutamente da condannare nei modi e nei contenuti. Purtroppo, negli ultimi anni, si registra un generale peggioramento del mondo di comunicare il proprio dissenso politico: spesso assistiamo a degenerazioni come queste che si tramutano in beceri insulti. Il confronto deve essere serio, talvolta anche diventare acceso ma mai, sottolineo mai, travalicare in tutto ciò. Con Fratelli d'Italia siamo su sponde opposte dal punto di vista valoriale, di metodo e di visione del futuro della città, ma mai il diverbio è sfociato in attacchi personali e soprattutto mai devono essere - da nessuno - evocati tragici eventi storico a danno dell'avversario politico. E' pero inaccettabile la strumentalizzazione di quanto accaduto: dire che il centro sinistra ha innescato la molla per le azioni di questi folli è gravissimo significa attribuire responsabilità precise ad una parte politica per un gesto così grave e becero".
La vice presidente della Giunta Provinciale, Francesca Gerosa, ha voluto recarsi di persona sul luogo del "misfatto", visionando direttamente il manifesto deturpato.
"Credo che parlare di stupidità e di ignoranza sia perfino riduttivo per commentare quanto apparso sui manifesti di Fratelli d’Italia a Trento a fianco del nostro simbolo - spiega la vice presidente della Provincia - e dell’immagine del nostro Presidente Giorgia Meloni. Parole terribili. Queste scritte non sono solo un’incitazione all’odio nei nostri confronti, ma un’offesa verso chi in quegli anni bui ha visto spezzate le proprie famiglie, ha perso i propri cari e ha dovuto abbandonare la propria terra. Troppe persone, bambini, donne, uomini, anziani, hanno barbaramente perso la vita, e oggi dobbiamo portare loro rispetto, anche attraverso il ricordo di quei massacri che hanno segnato la storia, affinché una storia così non si ripeta più. Rivolgersi a Giorgia e al nostro partito scrivendo che “Nelle Foibe c’è ancora spazio” è di una gravità inaudita, parole che auspico tutte le forze politiche vogliano condannare con la stessa fermezza con cui le condanniamo noi Pretendiamo il rispetto delle persone, della storia e del dolore che questa ha lasciato".













