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Trento
22 ottobre | 16:59

Aveva minacciato la Zuegg di avvelenare i vasetti di un supermercato della val di Fassa: a processo per ricatto un 51enne

Secondo l'accusa, David Sirca avrebbe chiesto 100 mila euro all'azienda minacciando di far arrivare nei supermercati vasetti contaminati. I fatti risalgono al 2022. Il 20 ottobre sono stati ascoltati i primi testimoni a Verona

Aveva minacciato la Zuegg di avvelenare i vasetti di un supermercato della val di Fassa: a processo per ricatto un 51enne

VERONA. Avrebbe minacciato di mettere in circolazione vasetti di marmellata Zuegg avvelenati se l'azienda non gli avesse versato 100 mila euro. A sostegno del ricatto avrebbe inviato anche un video nel quale mostrava la presunta contaminazione di un prodotto all'interno di un supermercato Conad della val di Fassa. È iniziato martedì 20 ottobre, a Verona, il processo al 51enne triestino David Sirca, accusato di tentata estorsione per una vicenda risalente al 2022.

 

Secondo la ricostruzione dell'accusa, l'uomo avrebbe inizialmente inviato tre email sotto pseudonimo alla Zuegg, chiedendo il pagamento di 100 mila euro. In seguito sarebbero arrivate altre due comunicazioni, nelle quali sosteneva di aver contaminato un vasetto di marmellata con solfato di tallio, una sostanza altamente tossica, all'interno di un supermercato della val di Fassa. Alle minacce sarebbe stato allegato anche un video che mostrava la presunta manomissione.

 

La Zuegg non avrebbe ceduto al ricatto, scegliendo invece di rivolgersi alle autorità. Per precauzione sarebbero stati ritirati i prodotti potenzialmente coinvolti, così da scongiurare rischi per i consumatori. La vicenda ha comportato anche conseguenze economiche e organizzative per l'azienda, storicamente legata all'Alto Adige, dove è stata fondata a Lana nel 1890.

 

Il caso è tornato al centro dell'attenzione con il processo a Verona. Nell'udienza del 20 ottobre è stato ascoltato anche Silvano Groppi, rappresentante della Zuegg, che ha ricostruito le minacce ricevute dall'azienda e le misure adottate dopo le comunicazioni del presunto ricattatore.

 

Non sarebbe stato l'unico episodio contestato al 51enne. Secondo le ricostruzioni emerse, l'uomo avrebbe preso di mira anche la società Martinelli di Villafranca, alla quale avrebbe chiesto 30 mila euro, sostenendo di aver contaminato con topicida alcune bottiglie di birra.

 

Il modus operandi sarebbe stato simile: richieste di denaro accompagnate dalla minaccia di avvelenare prodotti alimentari, con comunicazioni anonime inviate attraverso servizi di posta elettronica e provider esteri. In alcuni casi il pagamento sarebbe stato richiesto in criptovalute, mentre i messaggi avrebbero contenuto anche video dimostrativi delle presunte manomissioni.

 

Le minacce avrebbero inoltre previsto la possibilità di rendere pubblica attraverso la stampa la presunta contaminazione dei prodotti, provocando allarme tra i consumatori e danni economici e d'immagine alle aziende coinvolte.

 

Le indagini si sono concentrate anche sulle tracce informatiche lasciate dalle comunicazioni, attraverso le quali gli investigatori sarebbero riusciti a risalire al presunto autore. Spetterà ora al tribunale accertare le responsabilità dell'imputato in relazione agli episodi contestati.

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