Veleno per lumache all'ingresso di casa, un cane sta male e rischia di morire: 60enne finisce a processo
Ieri si è aperto il processo per il 60enne coinvolto nella vicenda. Il povero cane dopo essere venuto a contatto con il veleno si è sentito male, la padrona fortunatamente è riuscita a portarlo immediatamente dal veterinario che gli ha salvato la vita

TRENTO. Maltrattamento di animali. E' questa l'accusa rivolta ad un 60enne di Pergine dopo che un carne ha rischiato di morire a causa del veleno per lumache che era stato messo all'ingresso di una palazzina.
I fatti risalgono al 2023 e ieri a Trento si è aperto il processo. L'accusa è quella che l'uomo abbia usato il veleno contro i cani che fanno la pipì sui muri dell'abitazione. Una tesi, questa, negata dalla difesa dell'uomo.
Secondo quanto ricostruito la cane stava passeggiando assieme alla sua padrona lungo la via quando ad un certo punto sarebbe stato attirato da un odore e si sarebbe avvicinato con il muso. Da qui il contatto con la sostanza tossica.
Dopo poco il povero animale si è sentito male e la padrona, spaventata, è immediatamente corsa dal veterinario che è riuscito a salvare il cane. Immediata la denuncia.
Il 60enne, identificato dalle forze dell’ordine, avrebbe spiegato che l’anziana suocera utilizzava abitualmente il veleno per lumache per proteggere piante e fiori, senza alcuna intenzione di nuocere ai cani. Sembrerebbe non essere stato a conoscenza del fatto che la sostanza potesse risultare tossica anche per altri animali, come cani e gatti.
Ieri, come già detto, si è aperto il processo, l'udienza è stata rinviata a novembre.












