“Il Garda non è più limpido come un tempo, l'acqua resta torbida fino all'autunno. E nelle profondità del lago c'è un predatore che trae vantaggio da tutto questo”
L'apneista Daniele Bertoloni richiama l'attenzione sui cambiamenti delle acque del lago e sulle possibili conseguenze per la fauna ittica: "Inverni troppo miti, temperature elevate e fioriture algali prolungate rendono l'acqua sempre più torbida. Mentre le specie autoctone come il luccio e il persico reale soffrono la riduzione della visibilità, il siluro è strutturato dall'evoluzione per dominare proprio negli ambienti torbidi e privi di luce"

TRENTO. "L'acqua del Garda perde sempre più la sua trasparenza, soprattutto durante i mesi estivi: inverni sempre più miti, temperature elevate e fioriture algali prolungate contribuiscono a rendere le acque del lago più torbide, un fenomeno che potrebbe avere conseguenze anche sugli equilibri della fauna ittica e favorire la diffusione del pesce siluro".
A richiamare l'attenzione su questo aspetto è Daniele Bertoloni, pescatore apneista da anni impegnato in operazioni di monitoraggio e contenimento del pesce siluro nel Garda, che propone una riflessione su come questi cambiamenti possano favorire proprio la diffusione del grande predatore, a discapito delle specie autoctone.
"Negli ultimi anni chi frequenta il Lago di Garda, sopra e soprattutto sotto la superficie, nota lo stesso identico fenomeno: l’acqua - spiega Bertoloni - perde la sua storica trasparenza sempre prima, già a inizio estate, e rimane torbida, opaca e 'impastata' fino a ottobre inoltrato, spesso anche oltre i 15-20 metri di profondità".
Le cause, osserva l'apneista, sono note: "Inverni troppo miti, temperature dell'acqua elevate, fioriture algali prolungate e apporti di nutrienti". E poi la domanda che apre al tema: "Ma avete mai pensato a chi trae il massimo beneficio da questo stravolgimento?" La risposta, dice Bertoloni, sta in fondo al lago: il pesce Siluro.
"Mentre le specie autoctone come il luccio o il persico reale sono cacciatori prevalentemente visivi - spiega l'apneista - e soffrono la riduzione della visibilità sott'acqua, il siluro è strutturato dall'evoluzione per dominare proprio negli ambienti torbidi e privi di luce".
Questo, viene specificato, attraverso i suoi barbigli, "un vero e proprio organo tattile e chimico per localizzare le prede a distanza senza bisogno della vista" e mediante la sua linea laterale, "organo sensoriale e radar ultrasensibile capace di percepire ogni minima vibrazione o movimento d'acqua nell'oscurità più totale".
Quello che ne deriva è un fenomeno di adattamento biologico che porta alla "presenza di un predatore opportunista che in acque torbide diventa praticamente invisibile alle prede, muovendosi a suo perfetto agio dove altri pesci vanno in difficoltà".
Infine una riflessione sul cambiamento dell'habitat gardesano. "L’allungamento della finestra temporale di acqua torbida - chiosa Bertoloni - non è solo un cambiamento estetico o ecologico generale: è un altro tassello strategico che favorisce l'espansione e la caccia del siluro a discapito delle specie locali. Il lago sta cambiando forma e dinamiche, e la natura ci dimostra come ogni alterazione dell'habitat crei le condizioni ideali per chi sa approfittarne".














