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Trento
15 ottobre | 06:56

"Continue segnalazioni dalle scuole di alunni Bes che non hanno sufficienti ore di supporto: basta ritardi e soluzioni di emergenza"

La Cisl Scuola sulle criticità che riguardano la gestione dei percorsi Bes: "L’obiettivo non è 'etichettare' i bambini e le bambine con bisogni educativi speciali, ma mettere a loro disposizione gli strumenti necessari per raggiungere il successo formativo. Il confronto con il Dipartimento e con l'assessorato si è interrotto dopo appena due incontri: si riapra il tavolo di discussione per uscire dall'emergenza"

Continue segnalazioni dalle scuole di alunni Bes che non hanno sufficienti ore di supporto

TRENTO. Interventi tempestivi e mirati, più organico e una rete efficiente per garantire un percorso formativo sereno, significativo e rispettoso delle capacità individuali. Si parla di bambini con bisogni educativi speciali.

 

Sono tanti i fronti aperti nel mondo scolastico. E' un momento di forte conflittualità e la scuola esprime un profondo disagio per il mancato riconoscimento sociale della professione. Tanti i temi sul tavolo dalla circolare sul consenso informato (Qui articolo) ai docenti che si orientano sempre di più verso la sospensione delle gite e delle attività extra didattiche (Qui articolo) mentre il disegno di legge sulle carenze formative è stato messo (ancora una volta) in stand by (Qui articolo). 

 

Un'altra preoccupazione è la difficoltà di reperire insegnanti tanto nella scuola dell’infanzia in quella primaria, i due settori caratterizzati dal maggior numero di ore di frequenza. 

 

La scuola dell’infanzia e la scuola primaria attraversano una fase di grande difficoltà nel reperimento degli insegnanti, in particolare di docenti di sostegno (Qui articolo). In questo contesto, la copertura degli alunni con Bisogni educativi speciali presenta criticità che compromettono la continuità educativa, l’effettiva inclusione e l’organizzazione quotidiana delle scuole. Il problema non riguarda soltanto il numero di ore assegnate, ma anche la lentezza delle decisioni, il coordinamento tra i soggetti coinvolti e la capacità di programmare tempestivamente le risorse necessarie.

 

"Nella scuola dell’infanzia una criticità rilevante riguarda le ore di sostegno che restano 'congelate', nonostante gli alunni con Bes frequentino per un numero di ore superiore a quello riconosciuto all’insegnante supplementare (di sostegno)", commenta Candida Berlanda, referente per la scuola dell'Infanzia della Cisl Scuola del Trentino. "Il mancato sblocco tempestivo di queste ore determina troppo spesso una copertura soltanto parziale del tempo effettivamente trascorso a scuola, lasciando scoperti momenti importanti della giornata educativa".

 

Un’ulteriore criticità, comune a entrambi gli ordini di scuola, riguarda l’elevato numero di alunni con Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) che non sono seguiti dai Centri di neuropsichiatria, pur avendo bisogno di un aiuto tempestivo e concreto. "L’assenza di una presa in carico adeguata rischia di lasciare senza supporto bambini che manifestano fin da subito bisogni educativi impellenti", aggiunge Berlanda. "Questo ritardo può compromettere o rallentare il percorso di apprendimento, sia nella scuola dell’infanzia sia nei primi anni della scuola primaria".

 

Le relazioni del Centro di neuropsichiatria contengono indicazioni che dovrebbero tradursi in risorse concrete e in un adeguato organico di supporto. "Nella scuola dell’infanzia tuttavia il numero di ore effettivamente assegnate dipende dalle valutazioni dell’Amministrazione provinciale, che generalmente raccoglie i dati relativi alle osservazioni degli alunni tra settembre e ottobre", evidenzia Berlanda. "Si tratta di un intervallo eccessivo dal momento che le difficoltà sono già riconoscibili nei primi quindici giorni di scuola: attendere significa rinviare interventi necessari e aggravare i problemi organizzativi".

 

Un tema già sollevato dai sindacati che ora tornano premere sulla necessità di soluzioni. Nonostante le fibrillazioni, la Cisl Scuola prosegue l'impegno nel portare all'attenzione dell'assessorato le situazioni critiche non possono essere più trascurate oppure rimandate.

 

"Nella scuola primaria, l’organico di sostegno e gli assistenti educatori vengono assegnati secondo stringenti criteri provinciali, ai quali si aggiungono le ore degli educatori messi a disposizione dalle cooperative in convenzione", dice Monica Bolognani, segretaria generale della Cisl Scuola. "Nonostante ciò, il tempo scuola non risulta ancora interamente coperto; dirigenti scolastici e coordinatori Bes sono quindi costretti a ricorrere ad altre risorse interne, esempio codocenze, per garantire un supporto adeguato ai bambini e alle bambine in difficoltà".

 

Ogni giorno dalla scuola dell’infanzia e dalla scuola primaria, "riceviamo segnalazioni di alunni con difficoltà importanti o con disabilità di varia natura che non dispongono di ore di supporto oppure che non dispongono in un numero non sufficiente", prosegue Bolognani. "A provvedere all'accoglienza e all'accompagnamento sono spesso insegnanti privi di un percorso di specializzazione sul sostegno che, con grande senso di responsabilità, si impegnano al meglio delle proprie competenze affinché ogni bambino possa intraprendere un percorso formativo sereno, significativo e gratificante, nel rispetto delle proprie capacità. A questo impegno si accompagna però una fatica mentale e fisica crescenti, dovute al continuo aumento delle situazioni da seguire. Tutti i bambini, sia in età prescolare sia nei primi anni di scuola, hanno infatti bisogno di attenzione e, sempre più spesso, di una didattica personalizzata".

 

Nella scuola dell’infanzia, la pianificazione delle coperture potrebbe iniziare con largo anticipo. Già nella prima settimana di febbraio, al termine delle iscrizioni e delle reiscrizioni aperte a gennaio, sono verificabili il numero degli alunni che frequenteranno gli istituti e il relativo monte ore necessario. Questi dati permetterebbero di stimare le risorse necessarie per gli alunni con Bes prima dell’avvio del nuovo anno scolastico, evitando ritardi e soluzioni emergenziali.

 

"Per la scuola primaria i progetti dedicati alla continuità educativa, realizzati in collaborazione con la scuola dell’infanzia, consentono di preparare l’accoglienza dei bambini che entreranno in prima classe nell’anno scolastico successivo", continua Bolognani. "E' quindi possibile stimare per tempo il fabbisogno di risorse aggiuntive e di misure di accompagnamento per chi presenta già delle difficoltà; tuttavia, tali interventi non sempre vengono attivati in misura sufficiente".

 

L’obiettivo della scuola "non è 'etichettare' i bambini e le bambine con bisogni educativi speciali, ma mettere a loro disposizione gli strumenti necessari per raggiungere il successo formativo. Solo così il diritto all’istruzione, sancito dall’articolo 34 della Costituzione italiana, può diventare davvero effettivo per tutti e per tutte", continua Bolognani. "Per garantire un’inclusione autentica è necessario superare definitivamente la logica dell’emergenza. Servono assegnazioni coerenti con gli effettivi orari di frequenza, decisioni più rapide, un ascolto attento delle indicazioni degli specialisti e delle osservazioni del personale scolastico, nonché una programmazione anticipata delle risorse. Soltanto attraverso un coordinamento stabile e responsabile tra Amministrazione provinciale, gli Enti gestori, i servizi sanitari e la scuola sarà possibile assicurare agli alunni con Bes il supporto di cui hanno bisogno e tutelare concretamente il loro diritto a un percorso educativo pieno e inclusivo".

 

E' quindi urgente, per i sindacati, riaprire il tavolo tecnico sulle risorse destinate agli alunni con Bes. "Il confronto con il Dipartimento e con l'assessorato si è interrotto dopo appena due incontri. Ci rendiamo inoltre disponibili a un ragionamento a 360 gradi a partire dalla valorizzazione del personale scolastico tutto", conclude Bolognani.

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