Inizia la scuola ma mancano ancora i docenti (e non solo): "Ormai abituati a lavorare in condizioni di emergenza". Ancora polemiche e ostruzionismo sul ddl carenze
L'assessora Francesca Gerosa in vista in diversi istituti per l'avvio dell'anno scolastico: "Dobbiamo ripensare alle medie". La Cisl Scuola parla ancora di cattedre vacanti. Nel frattempo in Consiglio provinciale non si sblocca il ddl carenze formative e capacità relazionali. Ancora polemiche sulle dichiarazioni di Paolo Zanella che replica: "Basta alle strumentalizzazioni della Lega: il Pd difende il Trentino operoso, dai lavoratori all'impresa tutta"

TRENTO. E' suonata la campanella per 66.328 studentesse e studenti del Trentino. E' ufficialmente iniziato l'anno scolastico 2026/27 mentre la politica discute sempre di scuola perché tra le polemiche e i botta risposta in trattazione c'è il contestato ddl sulle carenze formative e sulle capacità relazionali. Ma non è l'unico dispositivo che verrà affrontato e l'autunno sarà un mese interessante per il sistema scolastico del territorio.
"Il primo giorno (giovedì 10 settembre) è un bel momento, di emozione e di ritrovo, in cui comincia un percorso fatto di lavoro, formazione, ma anche di relazione, che accompagna gli studenti durante tutto l’anno", le parole dell'assessora Francesca Gerosa. "Idealmente da queste scuole rivolgiamo un augurio alle famiglie, che sono fondamentali nel rapporto con la scuola, al fianco dei propri ragazzi, ma anche a dirigenti, insegnanti e a tutto il personale scolastico, colonne portanti dei nostri istituti. Ma un pensiero speciale lo voglio dedicare ai ragazzi e alle ragazze, a cui voglio davvero augurare di vivere pienamente le giornate in classe. Auguro loro di appassionarsi, di essere curiosi, di fare domande e di impegnarsi. Benessere, inclusione e rispetto degli altri, a partire da quello verso il personale scolastico e i propri compagni, sono elementi fondamentali a cui vogliamo dare attenzione per consolidare il presente e futuro della scuola".
L'assessora ha visitato diversi istituti: le secondarie di primo grado Manzoni dell’istituto comprensivo Trento 6, il liceo classico Prati, l’istituto tecnico economico Tambosi e l’Itt Buonarroti.
"Partiamo dalla scuola secondaria di primo grado - aggiunge Gerosa - una fase di passaggio importante tra la scuola primaria e le successive scelte formative degli studenti. Vogliamo dare un segnale concreto di attenzione e sostegno perché questi sono gli anni in cui i ragazzi diventano adolescenti e in questi anni tante sono le complessità e difficoltà che rileviamo. Ritengo sia necessario ripensare profondamente la scuola media, che oggi viene percepita come una scuola di passaggio, il cui impianto attuale avrebbe bisogno di un ripensamento profondo, sapendo ovviamente che la nostra competenza concorrente non ci lascia margini per incidere in questa direzione. Porterò a Roma le mie riflessioni".
Un inizio, però, complesso perché non ci sono ancora tutti gli insegnanti. "La campanella è suonata per oltre 60 mila studenti e studentesse", commenta Monica Bolognani, segretaria della Cisl Scuola. "Resta però da capire se, al loro ingresso in aula, abbiano trovato tutti i docenti regolarmente in cattedra. La scuola è, purtroppo, ormai abituata a lavorare in condizioni di emergenza e, con ogni probabilità, nei primi giorni riuscirà comunque a garantire l’accoglienza. I docenti già in servizio a tempo indeterminato e precari nominati nei giorni scorsi attraverso la chiamata unica si sono organizzati per coprire anche le ore dei colleghi non ancora presenti".
Prima di avviare l'iter tra scorrimento delle graduatorie e chiamata unica, risultavano circa 900 cattedre vacanti. E alcune caselle sono ancora vuote. "Gli organici sono ancora incompleti: la conferma arriva dagli insegnanti che contattano dopo aver ricevuto, proprio in queste ore, l’atteso messaggio delle segreterie scolastiche con una proposta di incarico", prosegue Bolognani. "Se non ci saranno intoppi, prenderanno servizio lunedì 14 settembre".
Le criticità maggiori "si concentrano nella scuola primaria: servono insegnanti per tutte le tipologie di posto, ma anche nella scuola secondaria di secondo grado. Nonostante le immissioni in ruolo effettuate a luglio, sono questi i due settori in cui si registra il maggior numero di cattedre scoperte. Sono rimasti, infatti, numerosi posti vacanti e si contano molti incarichi a tempo determinato, sia a orario pieno sia su spezzoni. Le segreterie scolastiche sono quindi impegnate in una corsa contro il tempo per assicurare la copertura delle cattedre, pur dovendo affrontare carenze di personale al proprio interno e tra le altre figure Ata e gli assistenti educatori".
C'è grande necessità di personale a tutti i livelli (Qui approfondimento) ma intanto continua l'accesa discussione sul ddl carenze. Una proposta che era stata messa in stand by nei mesi scorsi e ripresa in Aula in questo settembre. Il primo di una serie di provvedimenti che interessano il sistema scolastico del Trentino. Un disegno di legge che lascia perplessi i sindacati (Qui articolo) e che non piace alle opposizioni, tanto che il documento è gravato da centinaia di ordini del giorni ostruzionistici.
Un ostruzionismo mal sopportato dalla maggioranza. Il clima non è tra i più distesi e c'è parecchio nervosismo. La giornata di mercoledì 9 settembre è trascorsa tra provocazioni e lunghe discussioni. L'apice di questo spettacolo, non particolarmente edificante, c'è stato quando Roberto Paccher (Lega) ha bollato le minoranze come rappresentanti di quella parte di società "che non produce". Un'affermazione che ha suscitato le proteste dell'Aula.
In questo contesto di tensione c'è stata l'uscita (non brillantissima nell'esposizione) di Paolo Zanella: le opposizioni rappresentano la comunità, in particolare "mi sento di rappresentare i trentini che non arrivano a fine mese pur lavorando un sacco", l'intervento dell'esponente del Partito Democratico. "Lavorano molto di più di altri che guadagnano molto di più a volte lavorando di meno. Abbiamo un'economia in questo territorio che abbiamo deciso di basare su lavori a basso valore aggiunto: mi sento di rappresentare quelle cameriere e quei camerieri che lavorano 10 ore al giorno, pagati una miseria e che nella dichiarazione dei redditi dichiarano di più dell'albergatore che spesso non dichiara quasi niente. Questo è il mondo trentino che mi sento di rappresentare. I braccianti agricoli che a volte abbiamo visto nei campi sono in nero a lavorare tutto il giorno" (Qui articolo).
Dopo la reazione della Lega, le dichiarazioni hanno tenuto ancora banco in Consiglio provinciale. Il centrodestra a stigmatizzare ancora le parole, il centrosinistra a parlare di strumentalizzazione. E' arrivata a questo proposito anche una nota chiarificatrice di Zanella.
"In Aula abbiamo assistito ai continui interventi del consigliere Paccher contro il legittimo ostruzionismo delle opposizioni. In uno di questi ha attaccato le minoranze, definendole rappresentanti di quella parte del Trentino che non produce, evidentemente una parte di lavoratori e lavoratrici a suo dire inoperose e che possono essere offese. Qualcosa di inaccettabile. Altrettanto inaccettabile è la strumentalizzazione dei nostri interventi in replica a tale affermazione", spiega il consigliere provinciale del Partito Democratico. "In particolare l'intervento del sottoscritto a difesa dei lavoratori poveri, prevalente nel nostro territorio visti i dati sui salari, che il Pd si sente di rappresentare con una particolare attenzione. Al contempo abbiano sempre posto attenzione a tutto il mondo produttivo del territorio fatto di impresa, lavoro dipendente e autonomo".
"E' palese, e la Lega ha fatto finta di non coglierlo, che le mie affermazioni in Aula volevano puntualmente ironizzare politicamente, forse con un’iperbole che è stata fraintesa, sul paradosso per cui c’è chi, fra i consiglieri provinciali, il primo anno di legislatura ha dichiarato redditi inferiori a quelli di un qualsiasi dipendente del settore alberghiero, argomento allora largamente ripreso dalla stampa", continua Zanella. "Arrivare a dire, poi, che il sottoscritto abbia sostenuto che l’intero sistema agricolo sia fondato sul lavoro in nero è un travisamento della realtà al limite della querela: dire che a volte i braccianti agricoli lavorano in nero è ben altra cosa. Sì voleva solo sottolineare che esiste anche un mondo del sommerso da fare emergere e tutelare. Nessun attacco all’impresa agricola. Se il modo di fare politica della Lega si riduce a strumentalizzare e mistificare le posizioni altrui significa che davvero sente di essere arrivata alla frutta".
"Il Pd continua a difendere il Trentino operoso tutto, dall’impresa che crea occupazione, ai lavoratori privati e pubblici, autonomi e dipendenti, in particolare quelli più fragili, alcuni dei quali, appunto, citati nell’intervento. Tutto qui. E se ci sono stati fraintendimenti chiarisco che non c’era nessuna intenzione di attaccare le imprese, né alberghiere, né agricole né di nessun altro settore", conclude Zanella.
Una polemica durata tutta la mattina mentre il pomeriggio è trascorso tra citazioni storiche, richiami a don Milani e un profondo dibattito sul ruolo della valutazione, un dibattito proseguito fino alla conclusione del tempo a disposizione e un aggiornamento alla prossima seduta.


















