Il caso del libro sul clima finisce in Consiglio comunale. La maggioranza continua a difendere la libertà di pensiero: “Non spetta a noi fare da tribunale del pensiero unico”
La polemica sul volume "Cambiamenti climatici: scenari, sfide, soluzioni" divulgato nelle scuole bellunesi è finita in Consiglio comunale. Il dibattito è proseguito per oltre un’ora: la minoranza ha infatti presentato una mozione per chiedere, tra le altre cose, il ritiro delle copie distribuite e la promozione di dibattiti con fonti scientificamente fondate, mentre la maggioranza ha continuato a difendere la legittimità di tutte le opinioni

BELLUNO. “Sappiamo che esiste il cambiamento climatico e la comunità scientifica si sta interrogando sulla sua provenienza e su eventuali correttivi. Il problema è che ancora non è certa la quantificazione della percentuale tra responsabilità dell’uomo e altre modalità. Se questo è dunque il dubbio vi dico di leggere il libro, perché la posizione di Giacchetti la conosciamo, quella di Mazzon è diversa. Quindi c’è un contraddittorio al suo interno”.
Dà man forte ai dubbi sull’origine prevalentemente antropica del cambiamento climatico il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin, che interviene durante il Consiglio comunale di mercoledì 30 settembre in risposta alle interrogazioni della minoranza su una polemica che sta tenendo banco anche a livello nazionale (qui il punto).
A esporle è la consigliera Ilenia Bavasso (Insieme per Belluno bene comune), che ha evidenziato la necessità di “fare chiarezza e soffermarsi sulle responsabilità istituzionali: anzitutto quella di questo Consiglio, organo di indirizzo e controllo che deve indirizzare il comportamento dell’amministrazione. E poi la responsabilità di quest'ultima: il Comune ha legittimamente promosso un’iniziativa, ma come ente pubblico ha deciso di pubblicare i contenuti con risorse pubbliche e divulgarli in un luogo delicato come la scuola. Lo ha fatto per sua ammissione senza verificare fonti e contenuti, trattando con superficialità conoscenze scientifiche consolidate”.
Secondo Bavasso, “applicare il principio del contraddittorio a evidenze scientifiche è contrario a quanto insegniamo nelle scuole” ed è pericoloso “confondere l’educazione al pensiero critico con l’idea che una teoria minore possa equivalere a conoscenze scientificamente fondate”.
Da qui le richieste, tra cui la sospensione dell’ulteriore distribuzione del volume, il ritiro delle copie già uscite, la promozione con Regione, Arpav e altri enti di ricerca di una verità scientifica indipendente e l’eventuale rettifica dei passaggi incriminati prima di una nuova diffusione della pubblicazione. Inoltre si chiede di garantire che le future divulgazioni nelle scuole siano accompagnate da fonti scientificamente fondate e promuovere momenti di approfondimento sui cambiamenti climatici nei quali “il principio di pluralismo si coniughi con l’autorevolezza delle fonti scientifiche”.
“Voglio fare chiarezza - replica De Pellegrin - a quanto letto sui giornali. L’amministrazione ha solo messo in atto le linee guida della lettera di assegnazione del contributo tramite il convegno, i relatori e un'assemblea pubblica. Abbiamo poi rendicontato alla Regione, che ha risposto che era tutto nella norma. Inoltre i primi a ricevere il libro sono stati i consiglieri comunali, nessuno dei quali ha evidenziato chissà quali difformità, e solo poi è stato inviato ai cinque istituti superiori come da linea di indirizzo”.
Sui contenuti del testo, invece, prosegue: “Non è mio compito entrare nelle opinioni, ma rispetto il pensiero altrui: se uno ha un’idea diversa dalla mia non devo per forza criticare. Invece ci sono state tante critiche nei giornali, ma ci vuole rispetto del pensiero di ognuno perché criticare porta all’odio e non va bene”.
Da qui è nato un lungo dibattito, nel quale sono emerse da parte della maggioranza soprattutto difese della libertà di pensiero e parola, arrivando addirittura a parlare di regimi totalitari. “Non spetta a noi - ribadisce infatti il consigliere Roberto Ferro - fare da tribunale del pensiero unico come in un regime totalitario. Questo volume offre infatti uno strumento a cittadini e studenti per approfondire e sviluppare un pensiero critico. Nessun relatore nega il cambiamento climatico: bastano alcune righe a trasformare la pubblicazione in un manifesto negazionista? Credo di no”.
Così, tra paragoni al Glavlit, organo della censura sovietica, la Santa Inquisizione, l’abiura di Galileo ed evocazioni del “pensiero unico dominante” che vuole mettere a tacere chi nega l'impatto delle attività antropiche sul clima, il dibattito è proseguito per oltre un’ora.
A proporre un punto di vista diverso tra la maggioranza è però Marzio Sovilla, capogruppo della Lega. “La risonanza mediatica - sottolinea - si è sollevata non dalla conferenza né dalla pubblicazione, ma dall’aver portato quest’ultima nelle scuole senza aver considerato l'opportunità politica di farlo. Si può infatti discutere di libertà di opinione, ma non è questo il punto: piuttosto si sono forse sottovalutate, e lo dico come maggioranza, le eventuali conseguenze negative che l'amministrazione avrebbe potuto subire”.
“Entrare nel mondo della scuola - aggiunge - non è semplice né scontato e l'argomento climatico ha oggi inevitabili ripercussioni politiche, economiche e sociali di cui tutti siamo al corrente. Ci siamo trovati dentro una bufera e abbiamo fatto un autogol politico rilevante. Per questo la Lega prende le distanze non dalla libertà di stampa e opinione, ma dall'aver portato il libro a scuola”.
La mozione è stata infine respinta con 7 voti a favore e 15 contrari, mentre la Lega non ha partecipato alla votazione.














